Del maldischiena, del pilates e della danza.

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La latitanza rinnovata dal blog è iniziata poco dopo la bellissima visita settembrina di nonna Mariuccia, mamma Renata e Riccardo! Di quei giorni racconterò in un bel post spero a breve ;)
Due mesi di tempo da riempire sul blog.. che peccato! era bello quando riuscivo a scrivere diverse volte alla settimana, ormai una vita fa ;)

Poco dopo, due settimane dopo, ho ricominciato danza dopo la troppo lunga pausa estiva. I corsi erano ricominciati a metà settembre, ma prima per la presenza degli ospiti da Savona, poi per il funerale di nonno G. proprio nel giorno del compleanno di Alberto, avevo saltato i primi due martedì.
Vuoi la troppo lunga pausa estiva, vuoi che ho esagerato, vuoi che ho camminato con i tacchi quel giorno.. fatto sta che al giovedì avevo la schiena indurita e i muscoli tutti contratti. Uno starnuto tremendo mi ha peggiorato la situazione e ho avuto questa contrattura terribile sia giovedì sia venerdì. Poi venerdì notte, addormentandomi, ho fatto un leggero sforzo nello girarmi nel letto e lì è incominciato l’incubo :(

Non ricordavo di aver avuto tanto male.. naturalmente non ho chiuso occhio dal dolore, e quando al mattino sono scesa in cucina per prendere un antidolorifico mi sono resa conto dopo poco che le pastiglie prese non stavano facendo la minima differenza e che stavolta la situazione era nera. L’infiammazione era così forte da non avere pace assolutamente in nessun modo, posizione o momento. Mi iniziavano a formicolare le gambe fino ai piedi.. solo sdraiarmi a letto supina con molti cuscini sotto le ginocchia mi ha iniziato a dar sollievo dopo diverse ore, e senza questa altre istruzioni istruzioni di Beatriz non so come ne sarei uscita.
Altro aiuto fondamentale è stata Betta, che mi ha prescritto muscoril e toradol che ho iniziato a prendere il mattino di domenica.

Ero stravolta.. lascio perdere il racconto dettagliato perché al ricordo di quei giorni mi viene male. Un vero incubo di dolore.
Martedì sono andata da un ortopedico, prendendo appuntamento velocemente e pagando non poco, e mi sono trovata bene. I raggi non hanno evidenziato problemi alla schiena, perciò rimane solo la causa muscolare.
Sostanzialmente l’ortopedico mi ha detto che nella mia situazione la parete addominale è troppo poco forte; stando al pc a svolgere un lavoro sedentario tutta la settimana, il carico di lavoro che chiedo ai muscoli durante danza solo una volta a settimana è troppo alto. I muscoli addominali non sono abbastanza forti per tenere la schiena in posizione, perciò tocca ai muscoli della schiena e tac: contrattura.
Questo almeno è quello che ho capito ;)

Riassumendo quindi la cura prescritta è stata “attività aerobica leggera 2/3 volte alla settimana”, con raccomandazione precisa per nuovo, bici e corsa leggera..

Questa volta la batosta è stata tale che ho dovuto star ferma a casa nei dolori per tutta una settimana. Il dolore è continuato molto a lungo, finchè a inizio novembre dopo un mese ho iniziato piano piano a fare Pilates.
Ho scelto questa attività perchè ero rimasta molto colpita in passato, ancora a Savona, quando milioni di anni fa avevo provato.
Dopo aver preso informazioni alla Scuola Broadway Dance ho iniziato presso di loro le lezioni: gli orari mi sono molto congeniali e la posizione lungo la corsa della linea 3 anche! Subito ha iniziato con me anche Bea, e così andiamo in due: è anche più divertente, e hai più motivazioni ;)
Durante le prime lezioni ero sempre molto preoccupata di sforzarmi troppo: ora sono più rilassata perchè gli esercizi mi hanno subito dato molto beneficio, l’insegnante non solo è bravissima, è anche molto attenta al mio problema di lombalgia e mi segue con grande cura!

Qualche settimana dopo ho ripreso anche danza; non ho iniziato subito il mio corso (intermedio), preferendo iniziare con un profilo mooolto basso.. anche perchè le primissime volte avevo ancora parecchio fastidio alla schiena: ho iniziato con il corso base, e piano piano mi sono sciolta.
Da due settimane ormai va tutto molto meglio: faccio sia il corso base sia il mio corso intermedio, faccio due volte a settimana anche pilates. Sono sempre stanca infatti :P
La notte dormo comunque con il cuscino sotto le ginocchia, quando siamo sul divano sto con un cuscino sotto al sedere e le gambe alzate, poggiate sulla sedia.. insomma non tutto è come prima. Ma mi sento sempre meglio.

Altra nota importante: sulla scia del grande dolore avuto ho deciso di prendere provvedimenti anche al lavoro; ho riflettuto che stare diverse ore accasciata sulla sedia, in posizioni sbagliate, ogni giorno davanti al pc sicuramente non aiuta la mia schiena.
Così ho fatto un grande investimento, e ho preso la sedia della Varièr che permette una posizione ergonomica molto sana. All’inizio facevo un poco fatica naturamlente, ma ora non posso più star senza! E credo che anche quello mi stia aiutando molto.

Dita incrociate dunque: speriamo che non mi tornino più episodi di lombalgia, quantomento non così fulimanti!

Di denti e di estrazioni

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Quest’anno, con l’occasione inaspettata che ha portato Alberto ad avere necessità di sistemare un dente rotto, abbiamo cercato quello che sarà il nostro dentista di riferimento a Udine!
Da quando ci siamo trasferiti infatti siamo stati negligenti e pigri, e non conoscevamo ancora nessuno.
Per fortuna Alexandra ci ha indicato lo studio dentistico dove va lei: ci siamo trovati benissimo!

A febbraio quindi ho preso appuntamento e sono andata, con la coscienza sporca, a farmi controllare.
Purtroppo mi hanno trovato due carie, le prime due dei miei 30 anni di vita! So che voi che avete problemi ai denti ora vi state infastidendo che mi lamento solo per due carie, ma per me è stato un dispiacere :P

nervosismo dentale Eriadan

Con l’occasione il dentista ha guardato con occhio critico i miei due denti del giudizio di sotto, gli unici due che ho, e ha commentato che non avendo la loro controparte in alto e quindi non battendo contro niente si stanno alzando, e sono da togliere.
Ha sentenziato con decisione che i denti del giudizio servono a poco, che si carieranno quasi certamente, che portano spesso fastidi, e quindi tanto vale levarli a trent’anni quando si è giovani e si guarisce prima!

E così è successo che mi hanno messo il temuto appuntamento per giovedì 4 aprile, e piena di paura sono andata a farmi togliere il primo dente del giudizio.
E’ stata un’esperienza piuttosto antipatica e impressionante, ma non posso lamentarmi: era fuori, bello dritto, quindi in 10 minuti di strattoni -anche meno- è uscito e con un punto mi hanno ricucita. Ha fatto tantissima impressione anche quando ha fatto crick perchè si è rotta una radice, ma non c’è stata alcuna complicazione.
La sera quando è finita l’anestesia ho avuto un male tremendo, naturalmente, e ho passato la notte a svegliarmi e inghiottire sangue, e il giorno dopo ero un po’ macinata.. ma penso sia tutto normale :P

Il prossimo giovedì 18 toglierò anche il dente di sinistra.
Al momento pare che finalmente, dopo una settimana di gonfiori dolori e fastidi la ferita stia guarendo. Mi auguro che si sistemi del tutto prima di giovedì perchè al momento non mi sento di masticarci certo sopra e non vorrei trovarmi a non poter masticare nulla :P

nervosismo dentale Eriadan

una settimana da stress

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A volte capita, per fortuna di rado, che le perturbazioni di stress si concentrino in una unica settimana lavorativa.
Un giorno dopo l’altro si susseguono, fortunosamente, scrosci di rogne, tempeste di grane, fulimi di problemi. Le persone stupide si accaniscono, le piccole sfortune si incastrano meglio delle tessere di un puzzle, e la stanchezza fa sembrare più grossi i problemi.

Alla vigilia della fine di una settimana un po’ particolare, un po’ stressata dal punto di vista lavorativo, ci sono due soluzioni che si aprono per il weekend, oserei dire diametralmente opposte:

1) rifugio in uno stato letargico completo: la previsione di un weekend mollamente spalmati sul divano, in cui la cosa più faticosa da fare sia decidere se guardare ncis, walking dead, x files o mind your language. Possibile pausa lettura. Dormire. Ordinare cibo a domicilio per non dover nemmeno cucinare. Abbruttirsi volontariamente nell’ozio e nella nullità di attività.

pro: riposo
contro: senso di vergogna. Casa sporchissima da pulire che rimane sporca.

2) lavori compulsivi ossessivi in tutta la casa; pulizie di primavera; evoluzione momentanea in hop hop gadget cenerentola.
Fare ordine negli armadi e nei vestiti, spostando drasticamente gli spazi e organizzandoli in pieno stile “ikea”, con scatole che ottimizzano lo spazio, possibilmente fashon e coloratissime.
Pulire e fare ordine sotto il lettone, il che significa tirare fuori TUTTO (contenuto: coperte, lenzuola martimoniali e singole, altre coperte, asciugamani, altri asciugamani, tanti asciugamani, borse, 1 valigia dal contenuto ignoto)-  togliere le gattine che nel frattempo sono entrate per giocare nel cassone -aspirare tutto il cassone pieno di polvere e di gatti di polvere e di pelo – togliere le gattine che nel frattempo sono entrate per giocare nel cassone – rimettere tutto dentro in ordine, usando splendidi organizer colorati e compatti, che ridurranno il disordine e ottimizzeranno gli spazi secondo i miei più rosei desideri – togliere le gattine che nel frattempo sono entrate per giocare nel cassone.
Appendere il nuovo portafoto e scegliere che foto metterci dentro.
Fare ordine nei portagioie
Fare ordine in bagno
Fare commissione al Città Fiera (BV sennò scadono i punti E comprare i famosi contenitori organizer)

pro: meraviglioso senso di ordine e di soddisfazione post lavori in casa
contro: troppo da fare, fatica!

Cosa succederà?
Non so.
Ma in medio stat virtus :P

 

Influenza, treni e segni del cielo.

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Quando mamma e papà sono venuti a trovarci un paio di weekend fa, papà è stato poco bene. Ha lasciato dietro di sè una scia di tosse e febbriciattola che, insidiosa, si è fatta strada tra le difese immunitarie di Alberto e Paola e ha covato, infida, attendendo il suo momento.

Il suo momento è giunto venerdì notte 15 luglio, quando Alberto è stato afflitto da un tremendo attacco di tosse notturno; colpi di tosse secchi, implacabili, ravvicinatissimi, per più di mezz’ora.. miracolosamente placati da un latte caldo col miele e tanta pazienza.
Sabato 16 Alberto non stava bene, infatti è rimasto a riposare a casa nel pomeriggio mentre io andavo a Udine a incontrare la comitiva romana in visita in occasione del concerto di Bon Jovi. A sera Alberto ci ha raggiunti per la cena, e abbiamo trascorso una stupenda serata con Joram, Sara, Martina, Ele e personaggi mitologici dei racconti di Joram quali “lillo” e “er pizzettaro”, finalmente incarnatisi in persone reali quali Giacomo e Fabio ;) Abbiamo cenato con anche Ricky e Francesca al Vecchio Stallo, e poi gironzolato per Udine.
E’ stata una serata bellissima, ma un po’ freddina: come premio il giorno seguente Alberto ed io avevamo la febbre.

Dopo una infausta domenica trascorsa febbricitanti e malandati, la settimana è proseguita con Alberto k.o. con influenza, e io che mi imbottivo di medicine per poter essere in forma nel weekend. Il programma infatti era di scendere a Savona dalla famiglia!
Le notti sono state dure: ogni notte l’orrido attacco di tosse fulminante flagellava Alberto, nonostante le goccine calmanti che gli ha dato il medico, e io ho sofferto di insonnia (per via dello stress?) e quindi ho cominciato a prendere sempre su consiglio medico una cosa chiamata ARMONIA.
E’ stata una settimana faticosa e stressante per entrambi.

Purtroppo Alberto non è ancora guarito, quindi i piani per il weekend sono stati modificati; invece che scendere insieme in autobus venerdì sera, ho deciso di scendere io in treno da sola per poter comunque vedere Renata, Donato, Riccardo e gli amici (che sennò chissà quando rivedrò!).
Il destino ha messo però il proverbiale bastone tra le ruote, e quando mi hanno detto che oggi c’è sciopero dei treni mi sarei sparata. Impossibile partire venerdì pomeriggio e arrivare a Savona a notte :(

Il piano b prevede la mia partenza in solitario sabato mattina ore 5.40, con un treno che mi porta dritta a Milano: solo un cambio, invece dei soliti due, e poi via dritta a Savona.. peccato che non ci siano posti a sedere sull’IC milano-savona, quindi rischio un viaggio veramente disagiato.
Il rientro sarà lunedì, con un treno alle tre meno dieci: torno a Udine più tardi di come avrei voluto, ma non ho saputo resistere alla possibilità di fare di nuovo 1 unico cambio nel viaggio!

Un fatto è certo. I segni del cielo in questo caso erano chiaramente a sfavore del mio viaggio. Se influenza, scioperi, prenotazione completa e mazzi vari non mi hanno convinta a desistere, può voler dire due cose: o io sono più testarda del destino, oppure domani mi colpirà un fulmine mentre sono in viaggio :P

sono davvero avvilita di andare giù senza Alberto, e di lasciarlo solo e malaticcio a casa. Mi consolo pensando alla famiglia e agli amici che mi aspettano.. e soprattutto al mio piccolo Riccardino: la zia sta arrivando, cucciolo!!! :)

Giorni un po’ tristi.

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Venerdì scorso sono partita per Savona, concludendo prima la settimana lavorativa e affrontando, mio malgrado, parecchie ore di treno.
Sono scesa per partecipare, al fianco della mia famiglia, all’enumazione di Zio Paolo nel Colombario dei nonni Lidia e Carlo. Si sa che nella vita si assisterà a diversi momenti uguali a questo, ma saperlo e averlo già vissuto non aiuta mai a soffrire di meno.
Il tempo metereologico quanto meno è stato clemente con noi sia venerdì sia sabato; venerdì mattina ero decisamente mogia nel partire.. Alberto non ha potuto venire per via del periodo lavorativo decisamente troppo oberante per potergli permettere 3 giorni senza lavorare. Si, rivedere la famiglia fa sempre piacere, ma l’occasione per la quale ci saremmo rivisti tutti rimaneva comunque un’occasione ben triste, e rendeva più pesante il viaggio in treno -già pesante di suo. Sabato ovviamente l’umore era ancora più pesante, e poterci svegliare quantomeno con il sole, in una giornata splendidamente primaverile, ha aiutato molto.
Sabato mattina sono state ore davvero tristi. Abbiamo poi pranzato tutti insieme. Un po’ triste vedere come di anno in anno la “famiglia al completo” si riduca sempre più, se ci si ferma a ragionare su questo si viene colti immediatamente da magone. Belli i Natali dell’infanzia, in cui c’erano tutti e quattro i nonni e tutti e tre gli zii.. Noi grandi siamo forse più abituati a questo genere di dolore, e anche in giornate come sabato riusciamo a trovare qualcosa per cui sorridere, un discorso su cui concentrarci, un momento di riso.. ma per chi ha perso il papà e non sa ne può farsene ancora una ragione è ben più dura.

Riabbracciare Anthony e zia Rosa è stato bello.. e poter stare con loro almeno in quel momento. Rivedere zio Renato è straordinario, ci vediamo così poco che solo ora ho potuto dargli i regali dei due anni passati! E questa volta abbiamo potuto scattare anche qualche foto insieme :°) Melaniè è una ragazza davvero straordinaria, e sono tanto contenta che sia lei al fianco di Anthony.
Che giornata triste è stata…

Nel pomeriggio mamma Renata ed io, per svagarci, abbiamo approfittato del bel sole e siamo andate al desbarassu di Savona per curiosare in giro. E’ stato bello passeggiare insieme :°)
Domenica è stata una giornata più serena.. giochi da tavolo, un film tutti insieme sul divano, la visita di un’amica.
Sono contenta di aver incontrato Annamaria e Marco sabato pomeriggio, rivederli mi ha fatto piacere! E sono ancor più contenta di aver rivisto Anna domenica: scendere apposta da Novara per potermi vedere, per poter stare con me anche solo un’ora e mezza in un momento così triste per me, per darmi conforto e starmi vicina.. cara Amica, non potrò mai ringraziarti abbastanza per quanto sei speciale :°)

Settimana dal 7 all’11 febbraio.

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Questa settimana di febbraio è stata talmente particolare e densa di avvenimenti, belli e brutti, da non poter essere facilmente dimenticata. Sui brutti mi soffermerò poco perchè non sono capace di parlare con naturalezza delle cose brutte che mi capitano. Voglio dire, mi sembra una cosa “finta” parlare di perdite, dolori o lutti sul blog, come se parlandone io cercassi conforto o compassione da parte del lettore. Quindi ridurrò molto quella parte.

La settimana è iniziata sotto il sole stupendo che aveva caratterizzato anche i giorni precedenti, giorni nei quali Alberto ed io abbiamo avuto qui ospite la nostra carissima Anna (e dedicherò quanto prima un post a quei bellissimi giorni :°)).
Lunedì mattina Alberto è partito di buon mattino verso Conegliano, dove sarebbe stato fino a mercoledì sera per lavoro. E io poco dopo ho preso l’autobus per recarmi al lavoro; era il mio primo giorno di lavoro! Ho iniziato una work experience che durerà sino a fine giugno presso la Just In Time di Udine, e questa è stata la mia prima settimana piena in ufficio :)
Lunedì quindi sono partita per andare al lavoro con lo zainone strapieno in spalla:per non farmi dormire sola a Basalmansion in assenza di Alberto, infatti, la cara Paola mi aveva invitata a fermarmi a dormire da lei a casa ^_^

La giornata è andata benissimo, così come anche le due giornate seguenti: che emozione al lavoro, e che bello! L’ambiente mi piace proprio tanto e andando a pranzare con i colleghi ho avuto occasione di familiarizzare con loro. Mi sto trovando davvero benissimo e le cose che ogni giorno imparo a fare mi piacciono molto e mi divertono. Sono stati giorni bellissimi e ricchi di soddisfazioni e di serenità!
Le due sere trascorse da Paola mi hanno aiutata a sentire meno la nostalgia di Alberto, e sono state bellissime serate! Abbiamo sempre cenato in compagnia di MariaAdriana, chiacchierando :) nel dopocena lunedì ci siamo guardate Il 13° Guerriero, mentre martedì abbiamo chiacchierato sino a crollare addormentate :) Grazie ancora per avermi ospitata, Paoletta cara: è stato da parte tua un gesto stupendo che mi ha resa felice e mi ha fatto tantissimo piacere, e sei stata un’ospite squisita ^___^

Mercoledì Alberto è rientrato a Basaldella e siamo andati come sempre a cena a Villa e a sessione di D&D, divertendoci molto! Io però ero stravolta (non sono più abituata ai ritmi di una vita lavorativa regolare, che scamorza!:P) e alla fine della sessione mi sono addormentata semisvenuta sul tavolo, che schiappa :P
Giovedì abbiamo avuto una serata tutta per noi a Basalmansion, felici di essere di nuovo insieme :)

Venerdì purtroppo è arrivata la notizia triste che ha chiuso questa settimana, e che apre questo weekend all’insegna di una triste malinconia che si alza dal cuore come la nebbia che ha sostituito il sole e ammanta tutta la campagna. Zio Paolo si è spento la notte di giovedì, la malattia infine ha vinto. Non voglio spendere altre parole su questo per i motivi che ho già spiegato.. Chi di voi mi è più vicino sa di questi ultimi anni, di cos’era il malanno che ce lo ha tolto troppo troppo presto e di tutto ciò che riguarda questo discorso, quindi non dirò altro. Il mio pensiero va agli anni bellissimi vissuti in passato, ai ricordi di spiaggia tuffi risate e battute, e alla Zia Rosa, ad Anthony e alla mia mamma.
Ecco non ho altro da dire. Volevo raccontare di questa settimana, che è stata così importante. La tristezza mi scombussola ancora molto, nonostante sia in questo caso un po’ egoistico il desiderio di averlo ancora tra noi e io sappia che è meglio così. Però. Però. Però… non ci si abitua mai ed è sempre troppo presto, e viene voglia di battere i piedi in terra e dire “non è giusto”.

Ora torno ai miei pensieri, e ai programmi dei prossimi giorni. La vita continua, no?…
….
“tutto il resto è silenzio”.

Trasloco…

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dopoiltrasloco 001Sono le ore sei del mattino a Basaldella di Campoformido, quando il telefono in casa Dreassi-Traversa squilla. Paola si sveglia e pensa “oh no, non posso rispondere comodamente dal telefono qui a fianco del comodino, dato che il router è collegato e il disturbo sulla linea rende INCOMPRENSIBILE qualunque parola alla cornetta, devo correre giù a staccarlo prima di rispondere!!!” e si precipita ancora in fase Rem giù per due rampe di scale, sino a correre in cucina staccare il maledetto cavo e rispondere al telefono con uno stentato “pronto?”
I traslocatori di Mioglia e il loro spiccato accento ligure si sono presentati alla Basal Mansion alle 6 invece che alle 7, dicendo “siamo un po’ in anticipo!”.

In un’ora e mezza i due gentilissimi traslocatori hanno portato su a braccia sino al primo piano (lasciando il camion fuori dalla Corte, per forza) il divano e le due poltrone verdi di Nonna Lidia, a cui Paola è tanto affezionata, l’alberello Nespolo della Germania, splendido dono per la nuova vita da parte di Michela, un enorme tappeto della Nonna, un frigorifero (della nonna Lidia) tre vasi e sottovasi di rame e ferro battuto,una colonna per dvd e una per cd, e una montagna di scatole e scatoloni zeppi di libri quadri vasi oggetti vestiti e pelouches.

La cucina è un casino pure perchè il vecchio frigorifero orribile e disastrato della signora era brillantemente stato collegato alla corrente non con una prolunga, no: qualcuno ha segato i due fili e li ha uniti, quindi bisogna prima trasformare il vecchio cavo in una prolunga, rimettendogli una presa femmina all’estremità, e poi potremo collegare lì il frigo e rimetterlo nel suo angolino.. ora, perciò, e contro l’altra parete della cucina!

Ora Alberto è a Trieste tutto il giorno per un convegno, e Paola sta seriamente pensando di farsi una Carbonara della forza e costituzione +2, prima di iniziare a smaltire il casino della sala.
Segue documentazione fotografica. Buon venerdì, Paola! ;)

Di passaporto, passaporchi e incavolature.

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Qualche settimana fa sbuca fuori che a Paola servirà il passaporto (il motivo verrà reso pubblico solo più avanti quando sarà più definito). Paola si informa di cosa bisogna fare per richiederlo.
Al di là di scoprire che dovrà spendere € 40,29 di bolla (valida solo 1 anno), più circa 45 euro di librettino (più le spese accessorie della fotocopia della carta di identità e delle due fototessere), si informa: può andare alla Questura di Savona, oppure alle Poste di Savona dove spendendo 20 euro in più fanno tutto loro.
Orari della Questura di SV: tutte le mattine dalle 9 alle 12 e il pomeriggio del lunedì, dalle 15 alle 17:30. Molto pratico per chi lavora, senza contare che per me è dall’altra parte di Savona.
Poste di Savona centrali, sulla linea di camminamento da casa di Paola all’ufficio, con comode istruzioni per fare tutto.
Quindi, su consiglio di mamma e di Alberto, la ligure che in me si forza e opta per pagare 20 euro alle poste che la aiutino nelle pratiche.

Ieri quindi alle 18.10 vado in posta. Prendo un bigliettino senza sapere se andrà bene, ma per informazioni decido di prendere quello dei titolari del conto, mi pare più corretto. Aspetto 15 minuti, tocca a me e la tipa mi dice “eh no, deve prendere il biglietto dello sportello Amico, di fronte, ma prima pigli questa documentazione qui (e mi da 2 etti di busta piena di moduli da compilare) così può compilarla! Anzi guardi, la compili stasera a casa, che ora è tardi, domani mattina torna e fa la pratica!” e mi spedisce via.
Io, diligente, seguo il suo consiglio. Nottetempo compilo i moduli, e stamattina mi reco in posta.
E cosa mi sento dire? Che ieri è arrivata una comunicazione ufficiale che impedisce ai residenti di una lunga lista di Comuni di disbgrigare queste pratiche del passaporto negli uffici postali italiani, tra cui ovviamente i residenti del Comune di Savona!!! -_-
Tanto per farmi più del male, chiedo.. e scopro che se avessi la residenza a Udine, potrei venire nell’ufficio di Savona e mi farebbero la pratica. Ma essendo residente a Savona, che è una città del cacchio da sempre fuori dai luoghi comuni e gestita da co**oni, non posso! Belin! ):/

Rislutato?
Me ne esco con le pive nel sacco dalle Poste, incazzata come una biscia.
Dovrò andare la prossima settimana fino alla Questura di Savona, e pregare di non avere altre strane sorprese una volta lì.

Grazie dell’inculatia, per un giorno solo! bastava che la tipa mi facesse fare le pratiche ieri sera, e tutto si sarebbe risolto senza danni per me.
Sono proprio felice.

quaaasiii….

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Il titolo è una citazione per eletti e dotti lettori ;)

…Mi sento un poco come Boris Lametta.
In terra, mentre mi sparano, ma io con il filo di voce che mi rimane dico “quaaasiiih” e continuo a sopravvivere, mi rialzo e vado avanti!
Mi scaricano addosso un caricatore intero, e io dico “vafanculo”…
Insomma, resisto ;)

E’ stata una giornata di merda davvero, con un sacco di pensieri e nervosismo e micro brutte notizie che a sera mi hanno sommersa come un mare di cacca!
Tra le varie, ringrazio Trenitalia per aver tolto la Tariffa Amica: grazie, stronzi. Ringrazio sempre Trenitalia per aver cambiato gli orari del mio treno della domenica, quello del rientro a Savona: ora parte un po’ dopo ma arriva sempre alla stessa ora. Il trucco? Semplice: c’è solo un quarto d’ora di tempo per il cambio a Milano Centrale, così Paola può divertirsi ad angosciarsi a rischiare di perdere il treno e a correre SIA all’andata SIA al ritorno. Grazie, davvero, per la premura! ):/

Ma parliamo di cose belle: ragazzi miei, la vacanza a Salisburgo è stata STUPENDAAA!!! *_*
Sono state giornate Meravigliose con la G maiuscola, davvero! Ci siamo divertiti da matti, ci siamo rilassati e abbiamo pigrito vergognosamente, ci siamo strafogati e abboffati delle migliori leccornie, insomma: una vacanza da 10 e lode :°)
Spero di fare in tempo a raccontarvi tutto prima di ripartire per il weekend.. ma prometto che racconterò del Ponte a Salisburgo: è stato troppo bello per non condividerlo con voi :)

Ora mi preparo.. e una cena con un caro amico salverà un poco degli stracci di questa giornata così logora? Lo scopriremo solo vivendo ;)

“… quaaaasi…!”
(per chi ha voglia di informarsi…)

23 Novembre 2005.

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Le date si segnano nella mia mente con una schematicità impressionante. A volte posso dimenticare delle cose importantissime con una facilità sconvolgente, faccio figuracce tremende (“ma vedi che non mi ascolti mai!”) e dimentico cose che gli altri ritengono importantissime.. poi al contempo magari ricordo dettagli incredibili di cose successe anni e anni prima, soprattutto quando sono avvenimenti legati a qualcosa di particolarmente importante per me.

E così il 23 novembre 2005, ma soprattutto il 24 novembre 2005, sono fissati nella mia memoria con un dettaglio notevole, con una bella marea di particolari, e sono diventate due giornate che sarebbero state un completo disastro, un vero ricordo nero nella mia vita, ma il destino ha voluto che fossero al contempo due giornate invece stupende, speciali e straorinarie, legate ad un avvenimento che ha cambiato completamente la mia vita portandola -alla fine- a essere il sogno stupendo che è oggi :°)

Mercoledì 23 novembre 2005, verso le nove di sera, una Paoletta con capelli lunghi e spettinati, con il cappottone fino alle caviglie, con una sciarpa bianca che le provocava un sacco di problemi con l’energia elettrostatica, e con una marea di pensieri e preoccupazioni per quanto da poco accaduto nella sua vita sentimentale, si è avviata tutta sola verso la stazione dei treni di Savona. Ha visto avvicinarsi sempre più dalla galleria della stazione un Fanciullino e la sua valigina, guardando in quel momento di persona per la prima volta il suo carissimo amico “di penna”, e mai più immaginandosi che in quel momento stava varcando uno dei più importanti bivi della sua vita.
Mercoledì 23 novembre 2005 si è cenato all’Assassino, e Alberto ed io sedevamo di fronte, in compagnia di un Maro che sparava battutte a raffica, un Umberto che cercava di rallegrare la serata, un Igor che parlava di cani morti e manifestava il grande disagio interiore con discorsi orribili e assurdi che mettevano a disagio i presenti. Con i pansotti al sugo di noci, con le battute su D&D, con un po’ di tirata allegria, la serata è proseguita.

Il giorno dopo, Giovedì 24 novembre 2005, Alberto ed io abbiamo trascorso una piacevolissima giornata, girando per Savona insieme. Era una splendida giornata di sole, limpida e azzurra, con un vento tagliente e ghiacciato. Ed è stata la prima giornata in cui abbiamo potuto trascorrere del tempo insieme e cominciare a conoscerci :)
La colazione dal bar Napoleon, la passeggiata sul Priamar, il gatto dalla panchina dei giardinetti, il panino al Green Wolf, i giri per Savona, la visita al Duomo, l’incontro con la mia mamma, e poi il pomeriggio su in casa, guardare i mie disegni in camera mia, chiacchierare di mille cose, giocare a Coloni di Catan con mamma e Fabio..
…e poi la serata, che è arrivata come una doccia fredda con le sue amare sorprese e rivelazioni, con i numeri di Igor prima di cena, i ravioli, le partite a Si, Oscuro Signore con Alberto Renata/Pistillo Sassa e Maro, e io che indossavo gli occhiali da vista quella sera per cercare di non far vedere che avevo pianto. E poi il “ciao, io vado via con gli altri”, lasciandomi così all’improvviso durante una serata con gli amici per andarsene dall’altra, mollando Alberto e me lì a casa da soli, amici si ma ancora conosciuti solo da poche ore.. e le parole quella notte, le parole e il pianto in camera, con l’impossibilità di dormire e la sveglia alle cinque il mattino dopo, e l’imbarazzo assurdo di una situazione totalmente imprevista!

La mattina di Venerdì 25 il treno per Savona era verso le sei, e verso le sei e cinquanta quello per Torino che Alberto doveva prendere. In un’atmosfera surreale, nel buio delle prime ore del giorno, nel freddo di novembre, con solo un paio d’ore di sonno alle spalle, ci siamo avviati alla stazione. Curioso come io ricordi distintamente il rumore del trolley di Alberto sul marciapiede di quella strada, e non ricordi più nulla da lì a mezz’oretta dopo, quando ci siamo dovuti salutare alla sua partenza.
Ma ricordo bene lo stupore del primo abbraccio, recapitato inaspettato al Fanciullino Friulano orso D.o.c., i commenti delle astute vecchine in treno, la sensazione di gratitudine che cercavo di esprimere con quell’abbraccio per il supporto e il coraggio che mi aveva dato la sera prima, in un momento così duro per me.

Da lì è cominciato un periodo di vero delirio, che è stato anche il periodo in cui Alberto ed io abbiamo continuato a sentirci in maniera diversa da prima, quando eravamo solamente due “sconosciuti” alla tastiera. Senza di lui e senza il suo supporto non so come sarei uscita da quel momento terrificante.


E oggi posso guardarmi indietro, ripensare al 23 novembre del 2005 con un gran sorriso, mantenendo le cose belle che sono nate proprio in quei giorni altrimenti così orribili, e ripensando che da allora sono passati quattro anni.
Quattro anni fa, verso le nove di sera, Alberto ed io ci siamo incontrati per la primissima volta!
Sono quattro anni che lui è il mio migliore amico.
Sono quattro anni che è diventato la persona che mi conosce meglio al mondo.
E guarda dove siamo ora…!!!! ;)

Buon nerdiversario, Fanciullino :)