Trasloco…

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dopoiltrasloco 001Sono le ore sei del mattino a Basaldella di Campoformido, quando il telefono in casa Dreassi-Traversa squilla. Paola si sveglia e pensa “oh no, non posso rispondere comodamente dal telefono qui a fianco del comodino, dato che il router è collegato e il disturbo sulla linea rende INCOMPRENSIBILE qualunque parola alla cornetta, devo correre giù a staccarlo prima di rispondere!!!” e si precipita ancora in fase Rem giù per due rampe di scale, sino a correre in cucina staccare il maledetto cavo e rispondere al telefono con uno stentato “pronto?”
I traslocatori di Mioglia e il loro spiccato accento ligure si sono presentati alla Basal Mansion alle 6 invece che alle 7, dicendo “siamo un po’ in anticipo!”.

In un’ora e mezza i due gentilissimi traslocatori hanno portato su a braccia sino al primo piano (lasciando il camion fuori dalla Corte, per forza) il divano e le due poltrone verdi di Nonna Lidia, a cui Paola è tanto affezionata, l’alberello Nespolo della Germania, splendido dono per la nuova vita da parte di Michela, un enorme tappeto della Nonna, un frigorifero (della nonna Lidia) tre vasi e sottovasi di rame e ferro battuto,una colonna per dvd e una per cd, e una montagna di scatole e scatoloni zeppi di libri quadri vasi oggetti vestiti e pelouches.

La cucina è un casino pure perchè il vecchio frigorifero orribile e disastrato della signora era brillantemente stato collegato alla corrente non con una prolunga, no: qualcuno ha segato i due fili e li ha uniti, quindi bisogna prima trasformare il vecchio cavo in una prolunga, rimettendogli una presa femmina all’estremità, e poi potremo collegare lì il frigo e rimetterlo nel suo angolino.. ora, perciò, e contro l’altra parete della cucina!

Ora Alberto è a Trieste tutto il giorno per un convegno, e Paola sta seriamente pensando di farsi una Carbonara della forza e costituzione +2, prima di iniziare a smaltire il casino della sala.
Segue documentazione fotografica. Buon venerdì, Paola! ;)

Di passaporto, passaporchi e incavolature.

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Qualche settimana fa sbuca fuori che a Paola servirà il passaporto (il motivo verrà reso pubblico solo più avanti quando sarà più definito). Paola si informa di cosa bisogna fare per richiederlo.
Al di là di scoprire che dovrà spendere € 40,29 di bolla (valida solo 1 anno), più circa 45 euro di librettino (più le spese accessorie della fotocopia della carta di identità e delle due fototessere), si informa: può andare alla Questura di Savona, oppure alle Poste di Savona dove spendendo 20 euro in più fanno tutto loro.
Orari della Questura di SV: tutte le mattine dalle 9 alle 12 e il pomeriggio del lunedì, dalle 15 alle 17:30. Molto pratico per chi lavora, senza contare che per me è dall’altra parte di Savona.
Poste di Savona centrali, sulla linea di camminamento da casa di Paola all’ufficio, con comode istruzioni per fare tutto.
Quindi, su consiglio di mamma e di Alberto, la ligure che in me si forza e opta per pagare 20 euro alle poste che la aiutino nelle pratiche.

Ieri quindi alle 18.10 vado in posta. Prendo un bigliettino senza sapere se andrà bene, ma per informazioni decido di prendere quello dei titolari del conto, mi pare più corretto. Aspetto 15 minuti, tocca a me e la tipa mi dice “eh no, deve prendere il biglietto dello sportello Amico, di fronte, ma prima pigli questa documentazione qui (e mi da 2 etti di busta piena di moduli da compilare) così può compilarla! Anzi guardi, la compili stasera a casa, che ora è tardi, domani mattina torna e fa la pratica!” e mi spedisce via.
Io, diligente, seguo il suo consiglio. Nottetempo compilo i moduli, e stamattina mi reco in posta.
E cosa mi sento dire? Che ieri è arrivata una comunicazione ufficiale che impedisce ai residenti di una lunga lista di Comuni di disbgrigare queste pratiche del passaporto negli uffici postali italiani, tra cui ovviamente i residenti del Comune di Savona!!! -_-
Tanto per farmi più del male, chiedo.. e scopro che se avessi la residenza a Udine, potrei venire nell’ufficio di Savona e mi farebbero la pratica. Ma essendo residente a Savona, che è una città del cacchio da sempre fuori dai luoghi comuni e gestita da co**oni, non posso! Belin! ):/

Rislutato?
Me ne esco con le pive nel sacco dalle Poste, incazzata come una biscia.
Dovrò andare la prossima settimana fino alla Questura di Savona, e pregare di non avere altre strane sorprese una volta lì.

Grazie dell’inculatia, per un giorno solo! bastava che la tipa mi facesse fare le pratiche ieri sera, e tutto si sarebbe risolto senza danni per me.
Sono proprio felice.

quaaasiii….

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Il titolo è una citazione per eletti e dotti lettori ;)

…Mi sento un poco come Boris Lametta.
In terra, mentre mi sparano, ma io con il filo di voce che mi rimane dico “quaaasiiih” e continuo a sopravvivere, mi rialzo e vado avanti!
Mi scaricano addosso un caricatore intero, e io dico “vafanculo”…
Insomma, resisto ;)

E’ stata una giornata di merda davvero, con un sacco di pensieri e nervosismo e micro brutte notizie che a sera mi hanno sommersa come un mare di cacca!
Tra le varie, ringrazio Trenitalia per aver tolto la Tariffa Amica: grazie, stronzi. Ringrazio sempre Trenitalia per aver cambiato gli orari del mio treno della domenica, quello del rientro a Savona: ora parte un po’ dopo ma arriva sempre alla stessa ora. Il trucco? Semplice: c’è solo un quarto d’ora di tempo per il cambio a Milano Centrale, così Paola può divertirsi ad angosciarsi a rischiare di perdere il treno e a correre SIA all’andata SIA al ritorno. Grazie, davvero, per la premura! ):/

Ma parliamo di cose belle: ragazzi miei, la vacanza a Salisburgo è stata STUPENDAAA!!! *_*
Sono state giornate Meravigliose con la G maiuscola, davvero! Ci siamo divertiti da matti, ci siamo rilassati e abbiamo pigrito vergognosamente, ci siamo strafogati e abboffati delle migliori leccornie, insomma: una vacanza da 10 e lode :°)
Spero di fare in tempo a raccontarvi tutto prima di ripartire per il weekend.. ma prometto che racconterò del Ponte a Salisburgo: è stato troppo bello per non condividerlo con voi :)

Ora mi preparo.. e una cena con un caro amico salverà un poco degli stracci di questa giornata così logora? Lo scopriremo solo vivendo ;)

“… quaaaasi…!”
(per chi ha voglia di informarsi…)

23 Novembre 2005.

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Le date si segnano nella mia mente con una schematicità impressionante. A volte posso dimenticare delle cose importantissime con una facilità sconvolgente, faccio figuracce tremende (“ma vedi che non mi ascolti mai!”) e dimentico cose che gli altri ritengono importantissime.. poi al contempo magari ricordo dettagli incredibili di cose successe anni e anni prima, soprattutto quando sono avvenimenti legati a qualcosa di particolarmente importante per me.

E così il 23 novembre 2005, ma soprattutto il 24 novembre 2005, sono fissati nella mia memoria con un dettaglio notevole, con una bella marea di particolari, e sono diventate due giornate che sarebbero state un completo disastro, un vero ricordo nero nella mia vita, ma il destino ha voluto che fossero al contempo due giornate invece stupende, speciali e straorinarie, legate ad un avvenimento che ha cambiato completamente la mia vita portandola -alla fine- a essere il sogno stupendo che è oggi :°)

Mercoledì 23 novembre 2005, verso le nove di sera, una Paoletta con capelli lunghi e spettinati, con il cappottone fino alle caviglie, con una sciarpa bianca che le provocava un sacco di problemi con l’energia elettrostatica, e con una marea di pensieri e preoccupazioni per quanto da poco accaduto nella sua vita sentimentale, si è avviata tutta sola verso la stazione dei treni di Savona. Ha visto avvicinarsi sempre più dalla galleria della stazione un Fanciullino e la sua valigina, guardando in quel momento di persona per la prima volta il suo carissimo amico “di penna”, e mai più immaginandosi che in quel momento stava varcando uno dei più importanti bivi della sua vita.
Mercoledì 23 novembre 2005 si è cenato all’Assassino, e Alberto ed io sedevamo di fronte, in compagnia di un Maro che sparava battutte a raffica, un Umberto che cercava di rallegrare la serata, un Igor che parlava di cani morti e manifestava il grande disagio interiore con discorsi orribili e assurdi che mettevano a disagio i presenti. Con i pansotti al sugo di noci, con le battute su D&D, con un po’ di tirata allegria, la serata è proseguita.

Il giorno dopo, Giovedì 24 novembre 2005, Alberto ed io abbiamo trascorso una piacevolissima giornata, girando per Savona insieme. Era una splendida giornata di sole, limpida e azzurra, con un vento tagliente e ghiacciato. Ed è stata la prima giornata in cui abbiamo potuto trascorrere del tempo insieme e cominciare a conoscerci :)
La colazione dal bar Napoleon, la passeggiata sul Priamar, il gatto dalla panchina dei giardinetti, il panino al Green Wolf, i giri per Savona, la visita al Duomo, l’incontro con la mia mamma, e poi il pomeriggio su in casa, guardare i mie disegni in camera mia, chiacchierare di mille cose, giocare a Coloni di Catan con mamma e Fabio..
…e poi la serata, che è arrivata come una doccia fredda con le sue amare sorprese e rivelazioni, con i numeri di Igor prima di cena, i ravioli, le partite a Si, Oscuro Signore con Alberto Renata/Pistillo Sassa e Maro, e io che indossavo gli occhiali da vista quella sera per cercare di non far vedere che avevo pianto. E poi il “ciao, io vado via con gli altri”, lasciandomi così all’improvviso durante una serata con gli amici per andarsene dall’altra, mollando Alberto e me lì a casa da soli, amici si ma ancora conosciuti solo da poche ore.. e le parole quella notte, le parole e il pianto in camera, con l’impossibilità di dormire e la sveglia alle cinque il mattino dopo, e l’imbarazzo assurdo di una situazione totalmente imprevista!

La mattina di Venerdì 25 il treno per Savona era verso le sei, e verso le sei e cinquanta quello per Torino che Alberto doveva prendere. In un’atmosfera surreale, nel buio delle prime ore del giorno, nel freddo di novembre, con solo un paio d’ore di sonno alle spalle, ci siamo avviati alla stazione. Curioso come io ricordi distintamente il rumore del trolley di Alberto sul marciapiede di quella strada, e non ricordi più nulla da lì a mezz’oretta dopo, quando ci siamo dovuti salutare alla sua partenza.
Ma ricordo bene lo stupore del primo abbraccio, recapitato inaspettato al Fanciullino Friulano orso D.o.c., i commenti delle astute vecchine in treno, la sensazione di gratitudine che cercavo di esprimere con quell’abbraccio per il supporto e il coraggio che mi aveva dato la sera prima, in un momento così duro per me.

Da lì è cominciato un periodo di vero delirio, che è stato anche il periodo in cui Alberto ed io abbiamo continuato a sentirci in maniera diversa da prima, quando eravamo solamente due “sconosciuti” alla tastiera. Senza di lui e senza il suo supporto non so come sarei uscita da quel momento terrificante.


E oggi posso guardarmi indietro, ripensare al 23 novembre del 2005 con un gran sorriso, mantenendo le cose belle che sono nate proprio in quei giorni altrimenti così orribili, e ripensando che da allora sono passati quattro anni.
Quattro anni fa, verso le nove di sera, Alberto ed io ci siamo incontrati per la primissima volta!
Sono quattro anni che lui è il mio migliore amico.
Sono quattro anni che è diventato la persona che mi conosce meglio al mondo.
E guarda dove siamo ora…!!!! ;)

Buon nerdiversario, Fanciullino :)

Certe sere..

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Ci sono certe sere in cui sei nervosa. Certe sere in cui sei triste. Certe sere in cui non hai voglia davvero di far nulla, nessuna cosa ti attrae, vorresti solo annullare i chilometri con un battito di ciglia e poterti trovare con lui, ranicchiata tra le sue braccia, perchè ti senti bisognosa di essere accudita e vorresti solo chiudere gli occhi e farti fare qualche coccola.
E ci sono sere come questa in cui tutte queste cose capitano contemporaneamente.
Sono sere in cui tutte queste cose insieme ti trascinano verso il pozzo nero, e ti tirano per i capelli invitandoti a intristirti, mentre tu urli loro “non voglio! Mancano solo due giorni e avrò tutte le coccole di cui ho bisogno, e soprattutto ne potrò fare a mia volta! Lasciatemi stare!!!”

Sono sere in cui torni a casa stravolta, e cerchi di cambiare la pila al mouse, perchè son due giorni che funziona male e sicuramente ha la batteria scarica. Finalmente riesci ad aprirlo, era un po’ complicato ma ce la fai. Cambi la pila. Non funziona. Ti innervosisci. Metti un’altra pila. Malfunziona ancora. Ti incazzi. Cambi la pila di nuovo, ma stavolta muovi male le dita, e rompi la chiusura. E ora hai il mouse rotto. Non funziona ancora. Cambi la presa usb dell’adattatore a cui l’hai attaccato, e come per magia il maledetto mouse ora va. Quindi realizzi che 1) i 14 euro di sdoppiatore usb sono buttati nel cesso, perchè le sue porte a tratti non funzionano per niente ed è sempre una giga capire in quale ti concede di avere un po’ di corrente per attaccare ciò che devi usare. 2) hai rotto il mouse nuovo, per niente, perchè tecnicamente sarebbe bastato pensare subito di cambiare porta usb. E lui ti guarda beffardo, con il culetto scoperchiato che ormai non si chiude più, e senti i tuoi antinanoidi che ridono di te.

In sere come queste si possono fare due cose: 1) mettersi a letto e piangere fino ad addormentarsi, cercando l’oblio del sonno. Ma già stanotte ho pianto fino ad addormentarmi, per la stanchezza e la preoccupazione, non ho voglia di fare due sere di fila la stessa cosa.
2) prendere il silkepil, la pinzetta, tanta pazienza, e mettere su un film da farti compagnia nelle grandi manovre. ^__________________^
Devo scegliere il mio film con attenzione, stasera.. opterò per qualcosa di allegro che mi dia il giusto supporto per la caccia al pelo superfluo!
A noi due, eritaggio delle scimmie!!! ):>

Il sonno..

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Capita a periodi di dormire male.

Poi capita che i periodi suddetti durino a lungo, moolto a lungo.
Dormi male un mese. Il mese dopo non dormi. Il mese dopo ancora dormi peggio. Poi ricominci a dormire più o meno bene, a non svegliarti alle sei del mattino incapace di riaddormentarti.
Ti rendi conto che con un mesetto di buone ninne serene dovresti riprenderti, e magari vanno anche via le occhiaie (lusso, proprio, eh!).
Sorridi, e pensi a quanto bisogno hai di dormire…

Solo che arrivano loro.
I Muratori.

I Muratori sono una specie diffusissima, utilissima (niente contro di loro, giuro) e dotata di alcune peculiarità che li accomunano di regione in regione. I Muratori Ligurensis, specie in questo momento diffusa intorno al Nido “Rifacciamo la facciata del palazzo di Via dello Sperone 2, Savona”, cominciano a lanciare i loro richiami alle 7.22/7.25 del mattino, e al grido di “pou belin -bestemmie varie- ti ghe finiu lì? nu? abelinatu!” e alternative, iniziano a lanciare i loro richiami.
Evidentemente siamo nella stagione degli amori di questa categoria.

Te ne fai una ragione, sospiri, e metti in conto che anche se potresti alzarti alle 8.20, ti alzerai incavolata ogni giorno alle 7.20.

Come se non bastasse, ci si mette il temporale.
Dei tuoni di quelli che esplodono in cielo con rumore furibondo, e tu sei lì, che dormi felice sognando cose belle, e track crack patatrack esplode l’armageddon in cielo, e via: dalle 5 alle 6 non si dorme, ma si ascoltano i tuoni.. con un sospiro torni al tuo vecchio ottimismo, quello della Paola di sempre. “beh, almeno venendo giù un temporale del genere, scaccerà i Muratori dal loro nido”.
Solo che mentre dormi inconsapevole, il cielo si sgombra, gli uccellini cantano, e albeggia con tanto di arcobaleno, musica leggera e farfalle. E alle 7.25 i Muratori, puntuali, lanciano i loro richiami sotto la tua finestra, svegliandoti anche oggi..

Ps.
Anche in Via Pia stanno facendo da un mese i lavori alla facciata. Paola, quindi, donna fortunata, passa dalla sveglia a casa alle 7.25 con urla di muratori e rumori di trapani vari, al sottofondo al lavoro 8 ore su 8 di (indovina un po’) urla di muratori e trapani vari.
Adesso ammattisco, già sono sulla buona strada O_o

Lì venne Sally con un tamburello..

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Mia madre mi disse – Non devi giocare
con gli zingari nel bosco.
Mia madre mi disse – Non devi giocare
con gli zingari nel bosco.

Ma il bosco era scuro l’erba già verde
lì venne Sally con un tamburello
ma il bosco era scuro l’erba già alta
dite a mia madre che non tornerò.

Il suono del tamburello si spense lentamente, quasi sospinto dall’eco surreale del bosco, quasi come se ogni foglia e ogni stelo d’erba tentassero di prolungarne il più possibile la durata, impedendone il lento svanire.. ma infine svanì.

Sally era silenziosa e immobile.. il tamburello stretto nella sua mano, presenza rassicurante al suo fianco.
Lui però non arrivava.. Sally era confusa, era convinta che lui sarebbe dovuto arrivare lì.. eppure, finito di suonare il tamburello, era ancora sola nel bosco..
O forse.. forse era solo il ricordo di una canzone, le note di una canzone conosciuta nel tempo, che accompagnavano parole che raccontavano senza dire, di quelle parole che delineano contorni di forme precise, ma a cui poi tu stesso dai il significato che più ritieni corretto..

Sally si riscosse dal flusso di pensieri, e si guardò intorno. Il bosco era scuro, l’erba era alta.. non c’erano suoni, sono un sordo silenzio, e tutto era -a ben pensarci- molto spaventoso.
Si sedette su una pietra, non senza aver controllato che non ci fossero almeno in evidenza grossi insetti o ragni dove stava per sedersi… Posò il tamburello, che tinnò delicatamente mentre veniva appoggiato sull’erba. Lei poggiò i gomiti sulle sue ginocchia, e tenne la testa china, sorretta dalle mani, mentre chiudeva gli occhi e cercava di ricordare…
Ma chi stava aspettando?
E com’era finita lì?

…Il ricordo di tutto il dolore passato la colpì con forza nel momento stesso in cui i ricordi le tornarono come forme precise alla mente..
E tutto tornò ad assalirla.. ooh lo sapeva bene come era finita lì, eccome. Ci era andata, bene o male, di sua iniziativa. Le avevano insegnato che ci sono decisioni dure da prendere, difficili, e che non sempre le decisioni giuste per te sono quelle che ti fanno soffrire di meno, anzi.

E così lei era venuta nel bosco, dove l’erba era già verde, a cercare se stessa. E anche se il pozzo profondo era alle sue spalle, pronto ad inghiottirla se solo avesse tentennato, fatto un passo indietro o esitato, lei si sentiva sicura di sè. Era venuta nel bosco, ed era esattamente lì che voleva trovarsi in quel preciso momento.

Mia madre mi disse – Non devi giocare
con gli zingari nel bosco.
Mia madre mi disse – Non devi giocare
con gli zingari nel bosco.

Ma il bosco era scuro l’erba già verde
lì venne Sally con un tamburello
ma il bosco era scuro l’erba già alta
dite a mia madre che non tornerò.

Tonight, Tonight.

Canti, Fumetto, Incubi, Musica, famiglia 2 Comments »

Time is never time at all
You can never ever leave without leaving a piece of youth
And our lives are forever changed
We will never be the same
The more you change the less you feel

Believe, believe in me, believe
That life can change, that you’re not stuck in vain
We’re not the same, we’re different tonight

Tonight, so bright
Tonight

And you know you’re never sure
But your sure you could be right
If you held yourself up to the light
And the embers never fade in your city by the lake
The place where you were born

Believe, believe in me, believe
In the resolute urgency of now
And if you believe there’s not a chance tonight

Tonight, so bright
Tonight

We’ll crucify the insincere tonight
We’ll make things right, we’ll feel it all tonight
We’ll find a way to offer up the night tonight
The indescribable moments of your life tonight
The impossible is possible tonight
Believe in me as I believe in you, tonight….

Buon compleanno alla mela :)

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P2180077Pistillo, mela vampira, Renetta, Dammilafanta.
Barbie, Polly Poket, Lego, giocare a persone, i pirati alla spiaggia, i biscotti di sabbia, i giochi da tavolo, i giochi di ruolo.
Anni di vita insieme… amore incazzatura rispetto amicizia confidenze diffidenza litigi compromessi condivisione collaborazione scherzi comprensione affetto verità bugie.
Renata e Paola.
Sorelle :°)

Tanti auguri Renata quasi sposa. Tanti auguri mela quasi maritata.
Buon compleanno sorellona mia.

Preghiera in gennaio.

Incubi No Comments »

So che l’ho già postata una volta.
Oggi volevo scrivere un bel post sulla bella serata di ieri,ma poi.. mi è arrivata una notizia talmente triste da non essere solo una goccia in un mare di tristezza, bensì una sorgente tutta nuova di un dolore che va ad aggiungersi agli altri.

Ed ecco il mio pensiero, scritto da De Andrè per un amico caro, che io a mia volta dedico al pensiero di una morte simile..

Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.