Diario del viaggio di nozze F&B – giovedì 25 giugno: Machu Picchu

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250615Machu Picchu (2)La giornata a Machu Picchu è stata indimenticabile, per quanto alla fine sia stata un po’ frenetica come tutto il resto del nostro viaggio.
Come avevo accennato normalmente il tour prevede di fare le cose con più calma partendo da Ollantaytambo, viaggiando verso Machu Picchu, dormendo poi ad Aguas Calientes e avendo così il tempo di visitare con calma tutte le splendide e famosissime rovine Inca.
Noi invece siamo partiti da Cusco e tornati a Cusco tutto in un giorno: stancante, ma ne valeva la pena!

La nostra giornata è iniziata alle 4. E’ stato traumatico. Faceva freddo e il mondo era buio e ostile. Il nostro pullmino è passato a prenderci con 20 minuti di ritardo perchè un altro gitante non si era presentato nella hall dell’albergo. Mentre viaggiavamo a rotta di collo sulle strade della Valle Sacra montane e tortuose a noi già note hanno cercato di accordarsi con questo poveretto (a cui pare nessuno avesse detto bene l’orario di partenza) e alla fine lo abbiamo recuperato in un paesino lungo la strada dove lui si è fatto portare da un taxi, perdendo ulteriore tempo per aspettarlo e tornando indietro per un tratto di strada.
Ho dei ricordi confusi del tragitto fino a Ollantaytambo. Nel bus faceva molto freddo e correvamo come disperati quindi per non temere per la nostra incolumità e per non soffrire mi sono lasciata scivolare in uno stato di semi incoscienza. Probabilmente qui sono stati gettati  i semi della febbre che mi è venuta un paio di giorni dopo: maldigola e raffreddore hanno cominciato a nascere e più tardi ho dato loro la botta finale: il vento freddo all’ombra di Machu Picchu ghiacciava il sudore sulla schiena, dopo che il sole andino faceva sudare un poco…
Scrivo nel diario:
a quel punto dovevamo recuperare il ritardo e il nostro autista ha percorso la strada verso Ollantaytambo con un po’ troppa velocità e fare le tortuose stradine di montagna si è rivelata un’emozione non richiesta. Meno male che non avevo ancora mangiato!
Alla stazione sono arrivata mezza congelata perchè in autobus c’era un freddo cane.

12032018_10153575910339654_2210789239711941634_nAbbiamo fatto una frugale colazione mentre tutti i turisti si accalcavano in questo baretto sui binari, e finalmente è giunto il momento di salire sul trenino per Machu Picchu.
Salendo in treno abbiamo incontrato di nuovo Maria, Josè  e Carmen con il marito: avremmo poi avuto modo di rivederli in cima a Machu Picchu e salutarci adeguatamente.

Il viaggio in treno panoramico verso Machu Picchu è davvero molto grazioso: il trenino è delizioso, con delle finestre anche sul tettuccio che permettono di guardare le vette delle Ande e bearsi degli splendidi paesaggi con più facilità. La valle, fertilissima, è ricca di di corsi d’acqua e di splendidi panorami.
Guardando online vedo che la nostra sistemazione era la Vistadome: infatti nel viaggio avevamo inclusi degli spuntini sia all’andata sia al ritorno con bevande calde e fredde omaggio. Il viaggio procede a velocità ridotta, è proprio un trenino panoramico.
Il ritorno sarebbe poi stato più lungo perchè la stazione di arrivo, se ho ben capito, sarebbe stata Poroy (più vicina a Cusco) e non Ollantaytambo.12009770_10153575913214654_7053620262060507798_n

Arrivati ad Aguas Calientes, il villaggio ai piedi di Machu Picchu. Sembra davvero grazioso e consiglio di soggiornare lì la notte, come già detto. Dopo una breve pausa in un’agenzia turistica (non so perchè… ci sballotavano facilmente perchè dopo 11 giorni di perù eravamo molto malleabili) siamo partiti con l’autobus che ci avrebbe condotti su.

ad Aguas Calientes ci hanno datto delle cuffiette con ricevitori per l’aiudio e la guida Victorci ha accolti e introdotti alla visita. E’ un peruviano che nel modo di fare ci ricordava molto Yoshi.
Victor è un peruviano molto alto, il che significha che è alto più o meno come Alberto e tra i suoi è considerato un gigante :) E’ una persona straordinaria e gentile e immagino che fare la IncaTrail con lui come guida debba essere un’esperienza mistica.

Il viaggio in bus verso la cima è molto avventuroso: l’autobus si inerpica su tornanti montani circondati da alberi e viaggia sul filo di alte scarpate: io ero tralmente elettrizzata da non preoccuparmene, ma ho visto Alberto piuttosto a disagio.
Per intenderci qui mi pare che si veda bene la strada che si percorre, quella zigzagante sulla sinistra.
Tra gli alberi a tratti, girando continuamente su questa strada tortuosa, sbuca la famigliare forma del monte di fronte alla famosissima fortezza Inca.
Avevo il cuore che batteva fortissimo e mi emozionavo tantissimo ogni volta che vedevo sbucare il monte tra gli alberi.

12002235_10153575911284654_592865175567645544_nTra l’altro faccio un sacco di confusione con i nomi, credo che quello che si vede stagliarsi alto dietro alle rovine nelle foto tradizionali sia il Huayna Picchu. Sulla sua cima parte un sentiero che in un’ora circa porta ai resti del Tempio della Luna, un tempio cerimoniale Inca; tutte le zone lì sono ricche di questi luoghi dispersi e suggestivi, e mi piacerebbe tanto tornare per vedermeli tutti :)
Ma sto divagando, e nel frattempo noi siamo arrivati alla fine della corsa dell’autobus e siamo finalmente alle soglie di Machu Picchu.

Dopo aver fatto una veloce fila con controllo all’ingresso si può approfittare del Sello, il timbro speciale di Machu Picchu, e apporlo sul proprio passaporto: ne sono molto orgogliosa!!! è bellissimo :)

Victor ci ha accompagnati su e giù per Machu Picchu raccontandoci tante cose interessanti sulla città, sugli inca e sulla loro cultura. Purtroppo avevamo solamente la mattina a dispozione, Alberto ed io, invece di poter stare lì tutto il giorno come altri visitatori; col senno di poi me ne pento amaramente, ma è stato comunque veramente stupendo.
Avremmo potuto tranquillamente saltare il pranzo e continuare la visita fino al momento di ripartire.. Dopo che il breve tour guidato ha avuto luogo, infatti, ogni persona aveva quanto tempo voleva per gironzolare nel sito. Ci sono diverse mini escursioni da fare -ad esempio verso il Tempio della Luna di cui parlavo prima- ma non avendone il tempo ci siamo limitati a salire dalla città (e vi assicuro che dopo tanti giorni di sveglia presto e tanta altitudine la salita per quanto all’ombra è stata durissima) fino ai punti più alti, per vedere il panorama.

E insomma, sali e sali. Ti fermi a bere. Mangi un pezzo di cioccolata e la offri a due guardie locali che dopo aver fatto un po’ i timidi la accettano e ti regalano un sorriso splendido. Sali ancora e finalmente sbuchi dal sentiero.250615Machu Picchu (49)
E Machu Picchu è ai tuoi piedi. E’ lì, sotto il sole, davanti a te, bella come l’hai sempre sognata.
Non nascondo che ho versato una lacrimuccia di emozione :°)
Che spettacolo, che batticuore: come sono stata felice di vederla!!!

Non saprei dire quando è iniziata la mia passione per il Perù. Penso sia dovuta a quando papà era stato in Ecuador per lavoro e aveva acquistato questa musicassetta chiamata El Condor Pasa, di un gruppo chiamato Machu Picchu.
Da bambina l’ho ascoltata fino a consumarla e ora ho addirittura la copia in cd.
Ascoltavo questa lingua esotica, gli strumenti musicali così strani, il declamare con teatralità alcune introduzioni, e disegnavo. C’è stato un momento in cui l’ho anche portata a scuola, alle elementari, per un esercizio di classe in cui bisognava ascoltare musica e disegnare ciò che la musica ci evocava alla mente.
In qualche modo il nome Machu Picchu, le musiche peruviane e le immagini di questa antica città inca hanno messo radici nel mio subconscio e mi hanno affascinata infinitamente.

Insomma trovarmi di fronte a questo luogo delle fantasie della mia infanzia è stato un momento profondamente emozionante.
Sarei rimasta a lungo a bearmi della vista di questo luogo.

Quando siamo ripartiti abbiamo incontrato nuovamente i nostri amici spagnoli e abbiamo avuto occasione di salutarci e scambiarci i contatti :)
Peccato non avere una foto insieme!

12032961_10153575910644654_9034179418112032010_nVerso le due siamo rientrati per andare ad Aguas Calientes per mangiare; avevamo infatti il pranzo già incluso e prenotato in un posticino che si è rivelato stupendo davvero, Inkaterra
uno dei posti in cui abbiamo mangiato meglio, una location molto suggestiva in muratura bianca con i tetti di paglia tipo capanne, subito sopra al corso dell’Urubamba e affiacciata direttamente sui binari del treno panoramico.

Mentre eravamo comodamente seduti al nostro tavolino, io su un elegantissimo divanetto bianco, e attendevamo il pranzo, ho cominciato a sentire che mi colava il naso.. e ho pensato che fosse il famoso raffreddore che stava prendendo piede. E invece ho cominciato a sanguinare copiosamente dal naso, è stato stranissimo! Non stavo male nè niente.. ma non ho fatto in tempo ad arrivare in bagno senza lasciare la scia di gocce di sangue in terra!
Dopo un po’ mi ha raggiunta Alberto per vedere come stavo e poi mi ha riaccompagnata al tavolo.
Nonostante io avessi rassicurato il personale del ristorante di stare bene mi hanno comunque mandato un medico, che si è presentato con una cassetta di pronto soccorso e mi ha accudita premurosamente. Che carini! Ancora non so cosa mi sia successo e perché, ma non mi è più capitato.

Il pranzo come dicevo è stato uno dei migliori, il che è perfetto considerando che è stato effettivamente l’ultimo pasto consumato con calma in ristorante in Perù.12047048_10153575914419654_7079621188676717707_n

Dopo aver mangiato abbiamo potuto fare due passi per Aguas Calientes e goderci un poco di shopping: nei meravigliosi mercati abbiamo comprato i nostri poncho peruvani, gioiellini per amici e parenti e altri souvenir. È a malincuore giunto il momento di ripartire. Io sarei rimasta volentieri per tornare su a Machu Picchu ma altre mete esotiche ci chiamavano! L’indomani avremmo dovuto affrontare il viaggio di ritorno a Lima e la partenza per Quito.

Il viaggio di rientro è stato lungo e un po’ stancante ma reso più bello dalla conoscenza che abbiamo fatto con Jane e Mike. Viaggiatori avventurosi e piacevolissimi compagni di viaggio.
 Lei è Jane, una dona sportiva di 66 anni, mitica: era empre la prima a fare le cose più strane senza problemi, come ad esempio assaggiare il Cuy al Palo. Lui è Mike, il figlio, un insegnante di scuola media, vengono dalla California. Anche se ora che è in pensione in realtà Jane si è trasferita da San Francisco all’Ecuador, Quito.
Vivono una vacanza davvero avventurosa. Hanno dormito nelle capanne locali nella foresta amazzonica del Perù, ad esempio, e mangiato le formiche. E i pirana.
Il viaggio in treno chiacchierando con loro è stato molto piacevole.

Tornati a Cusco tardi e col buio abbiamo appena avuto la forza di rassettarci,  richiudere le valirge e crollare nel letto.

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Diario del viaggio di nozze F&B – mercoledì 24 giugno: Inti Raymi

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11667368_10153359248754654_1574850987865505702_nIn Perù e in particolare a Cusco il 24 giugno viene celebrata una ricorrenza importante: la cerimonia religiosa inca Inti Raimi, che in quechua significa Festa del sole.
Inti era il dio-sole, e la sua festività segna il solstizio d’inverno: la festa viene celebrata sia in Cusco sia nella fortezza inca Sacsauyhuamàn. Questa festa segnava l’inizio dell’anno, al tempo degli Inca, e durava 9 giorni in cui si festeggiava con balli e con sacrifici al sole.Il Sole (“Apu inti” -“Apu P’unchau”) era assolutamente la divinità principale della cultura Inca ed era considerato come il creatore del mondo e degli incas.
Nella Mitologia Andina doveva essere adorato naturalmente e per ingraziarlo bisognava offrire sacrifici per evitare che durante il suo lungo cammino attraverso il cielo abbandonasse la terra e i suoi figli, che sarebbero rimasti senza luce e calore.  E’ facile immaginare dunque che questa fosse la festa
e più importante degli Inca. Durante il 24 giugno nell’emisfero australe il sole è al suo punto di massima distanza dalla Terra: gli Inca perciò festeggiavano il nuovo anno pregando il Sole di tornare da loro, celebrandolo con danze e sacrifici.Tra il 1500 e il 1600 è stata vietata dai Conquistadores spagnoli ovviamente, in quanto cerimonia pagana. I festeggiamenti sono continuati in forma clandestina e la cerimonia era così importante per la popolazione peruviana da essere ripristinata immediatamente appena raggiunta l’indipendenza.Attualmente la festa ha un’affluenza impressionante ed è spettacolare, sia per i turisti sia per gli abitanti di Cusco e del Perù. I figuranti che contribuiscono con la loro presenza alla manifestazione sono centinaia.
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L’Inti Raymi vissuto da noi

Piccola nota: la cerimonia si svolge parlata in quechua, quindi è incomprensibile ma molto suggestivo: ci avevano fornito dei librettini come a teatro, con il testo in quechua, spagnolo e inglese :)

La manifestazione inizia di fronte al Qoricancha, il Tempio del Sole di Cusco.
Noi avevamo una posizione piuttosto privilegiata in quanto, con altri turisti, eravamo stati accompagnati un poco prima in una scuola elementare che si affaccia su questa piazza della città: dalle finestre di una delle aule abbiamo potuto ammirare l’inizio della cerimonia:

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video dell’inizio della cerimonia

240615 IntiRayimi (104)Il grande sacerdote Willaq Uma invoca Inti, il Sole; centinaia di figuranti arrivano saltellando/marciando a passo ritmato, disponendosi in file lunghissime; ogni gruppo ha un costume differente, colorato e spettacolare, e quelli che si dispongono nel giardino sembrano i raggi stessi del sole.
Sugli spalti della fortezza scendono altri gruppi di sacerdotesse e di guerrieri, altri figuranti conducono diversi alpaca e lama tutti addobbati di fiorellini, diverse fanciulle reggono brocche e vasi di offerte.
Ci sono delle abluzioni rituali eseguite in una pozza di acqua e numerosi musici chiamati Harawis che suonano conchiglie, tamburi, flauti.. la musica è stupenda.

Viene cantato un inno al Dio sole Inti da parte dell’imperatore, Inca. Invita la popolazione ad assumere un atteggiamento riverente e lui e i dignitari rappresentanti dell’Impero si ritirano.

La cerimonia si sposta a questo punto nella Plaza De Armas di Cusco, Huaqaypata , dove non avevamo un posto riservato: c’era così tanta gente che abbiamo lasciato perdere ogni intenzione di raggiungere un posto da cui vedere la cerimonia.11667445_10153359247954654_8051285718781266607_n
L’Inca e la guardia reale incontrano il Sindaco della città in un simbolico incontro da antico governo e nuovo. Invocano la benevolenza e supporto degli spiriti delle montagne Apus, mi pare che offrano loro delle foglie di coca e condividano un tè di coca insieme, e poi tutto il corteo procedere verso la antica fortezza dove si svolgerà la parte principale di cerimonia: Saqsayhuaman.

Alberto ed io abbiamo sfruttato il tempo della cerimonia in piazza per fare due passi e qualche acquisto, compreso il mangiare una empanada di spuntino. Alberto ha comprato il bellissimo cappello di cuoio da Indiana Jones che sfoggia nelle foto e poi siamo tornati insieme alla nostra guida Georghe al bus. A passo d’uomo ci siamo diretti al sito archeologico dove erano allestiti gli spalti per gli spettatori. Su tutte le colline dietro a noi la gente era seduta sull’erba e c’era davvero una folla impressionante. Noi abbiamo ricevuto, oltre dei bei posti assegnati (fortunatamente all’ombra delle impalcature, perchè era da scottarsi) un sacchetto con pranzo al sacco contentente succo, acqua, frutta, snack salati e una sorta di paninetto.

240615 IntiRayimi (82)Dopo esserci accomodati abbiamo scoperto con estremo orrore che si sedevano proprio dietro di noi i nostri nemici, il maledettissimo idiota emiliano con pollaio al seguito: anno rotto le palle tutto il tempo in maniera totale, blaterando continuamente. Quando all’estremo della rottura di scatole ci hanno chiesto di toglierti il copricapo di cartoncino che avevamo indossato per festeggiare, che a detta loro copriva le inquadrature della loro videocamera, Alberto molto seccamente ha commentato che lo avrebbe fatto se loro avessero smesso di parlare a voce alta e di rompere gli zebedei.

Il messaggio è arrivato. Quando dopo un’ora di pace hanno ricominciato a scassare, abbiamo rimesso su i cappelli per dar loro fastidio. Non hanno osato dire niente, ma io ho continuato a odiarli profondamente.

A parte questo spiacevolissimo dettaglio di compagnia, per il resto è stato tutto molto bello.
Dopo un po’ di attesa trepidante la cerimonia è iniziata: dei fumogeni colorati hanno iniziato a spandere nuvole coloratissime in cima alla collina e i cortei sono arrivati.
I musicanti hanno continuato tutto il tempo ad accompagnare la cerimonia: il suono delle conchiglie più suggestivo scandiva il ritmo di tamburi e flauti, mentre le varie delegazioni rappresentanti le popolazioni peruviane si schieravano ordinatamente continuando a marchiare a ritmo, rappresentando militari e cittadini dei luoghi più remoti del Perù.

Ecco alcuni video della manifestazione:

inizio della cerimonia

Vi consiglio di guardarveli qui
240615 IntiRayimi (75)Le quattro delegazioni “Suyos” -i quattro punti cardinali dell’Impero- hanno portato di fronte all’altura centrale i loro doni per il dio Sole, e il magnifico Inca in portantina è stato condotto fino di fronte al Sacerdote.
Anche la splendida regina è stata portata, seduta in portantina, di fronte a noi.
Le delegazioni dei Suyos hanno fatto rapporto, per così dire, all’Inca, ciascuno spiegando come fosse andato l’anno: bene, male, ricco, povero, pacifico o con tanti conflitti.
All’ingresso di alcune figure più importanti si vedono delle scene che rimangono storicamente dalle tradizioni inca delle prime rappresentazioni: alcune fanciulle spargono fiori di fronte a chi sta facendo il suo ingresso, e in altri casi un gruppo di “pichaq” spazza il percorso dell’inca affinchè se ne vadano gli spiriti maligni.
Dopo sono iniziati alcuni rituali, durante i quali tutti i figuranti continuavano a marciare sul posto e un omino, vestito da cervo, saltellava in giro. Non trovo riferimenti su di lui e sul suo ruolo: qualcuno ne sa qualcosa e può darmi questa informazione?

Il rito del Pane Sacro Sankhu

I sacerdoti hanno presentato a Inti delle ceste ripiene di Sankhu, del pane fatto di  farina di mais. Queste vengono benedette grazie al sacrificio di un alpaca e, imbevute del suo sangue, vengono mangiate.. questo è legato alla traduzione passata di digiuno di diversi giorni prima dell’Inti Raymi.
Fatto sta che sto povero alpaca è stato davvero sgozzato.. un po’ mi è dispiaciuto, devo dire.

Mi pare che dopo abbiano buttato il suo cuore su un bracere e ne abbiano fatto dei vaticini.240615 IntiRayimi (98)

La cerimonia della chicha

E’ stato molto carino e scenico, praticamente l’Inca solleva questa gigantesca coppa dorata  colma di chicha consacrata offrendola al dio Sole e agli Apus; poi la chica viene versata in terra come offerta alla ormai a noi nota Pachamama, Madre Terra. Poi tutte le figure più importanti (sacertodote e funzionari) bevono altra chicha da coppe d’argento.240615 IntiRayimi (85)

Messaggio finale dell’Inca

Questa proclamazione di messaggio finale tutta in quechua non è semplicissima da seguire, ma l’alternanza precedente di balli, canti e rituali ha comunque tenuto vivo il nostro interesse fino alla fine.
L’Inca esorta tutti i sudditi a dimostrare devozione al sole continuando a proteggere i valori della loro tradizione religiosa.
Dopo questo ultimo messaggio tradizionalmente i festeggiamenti continuano, anche se la rappresentazione teatrale a beneficio dei turisti viene conclusa con una lunga sfilata di tutti i figuranti.

La fine della giornata

Per percorrere due chilometri e tornare a Cusco in bus ci abbiamo messo una vita, dato il traffico e la quantità di gente presente. Siamo tornati stravolti ma molto felici e abbiamo deciso di regalarci una serata in città, stavolta mangiando in un bel ristorantino.
Seguendo i consigli della nostra guida perciò siamo andati al Ristorante El Trucho.

E’ quasi un museo, bellissimo: eravamo in un tavolino in una nicchia con una grande finestra affacciata su una piazzetta: quindi faceva un freddo becco per via del solito problema degli infissi peruviani :D10616602_10153359241749654_1807155534943135421_n

Mentre cenavamo (io dei gamberoni-bidone e Alberto un buon cuy) un piccolo gruppetto di tre suonatori è venuto un’oretta a suonare dal vivo nel ristorante. E’ stato bellissimo e siccome erano molto bravi ho preso un loro cd. Devo dire che ogni tanto lo ascolto ed è proprio gradevole :)
Siamo poi andati a dormire prima delle nove, in quanto la sveglia per la gita a Machu Picchu sarebbe stata super presto il giorno dopo!

Diario del viaggio di nozze F&B – lunedì 22 giugno: imprevisti verso Cuzco

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La giornata di lunedì 22 giugno prevedeva un lungo spostamento da Puno verso Cuzco (circa 400 km) allietato da diverse tappe “cassiche” per quel giro turistico.

  Pukara
Alla partenza al mattino presto, con la Inkatour, eravamo 40 turisti su un grande bus sciccosissimo, Inka Express. La nostra guida, Manuel, ci ha avvisati che lungo la strada c’è un villaggio di minatori che spesso fa scioperi importanti in occasione dei quali blocca completamente la strada, e quel giorno era probabile che succedesse. Avremmo in caso valutato di fare una deviazione che ci avrebbe portato via del tempo ma che avrebbe evitato di rimanere diverse ore fermi in coda.

Sull’autobus comunque ci avrebbero offerto più volte da bere bibite calde e fredde oppure qualcosina da mangiare.

Le tappe previste nella Ruta Del Sol erano Pukara (con visita al Museo), il Passo di La Raya (il punto più alto, a 4335 metri) dove ci saremmo fermati giusto per scattare qualche foto, Sicuani (pranzo in un ristorante -el buffet andino),  Raqchi (con il famoso tempio di Wiracocha) e infine Andahuaylillas (la Cappella Sistina delle Ande) fino ad arrivare a Cusco, che si trova comunque a 3400 metri quindi un’altitudine di tutto rispetto!

Pukara era la prima tappa, dopo 40 minuti, e abbiamo raggiunto questo paesino in orario: è stato uno dei primi centri abitati rilevanti nella zona del Lago Titicaca, pertanto nel suo museo sono esposti e consevati alcuni splendidi esempi di arte antica preistorica quali sculture monolitiche zoomorfe e geometriche, ma anche antropomorfe; bellissimi in particolare gli omini decapitatori!

La visita al Museo è stata interessante, ma ancor di più mi sono rimasti impressi gli scorci e i colori di questo paesino, color bianco e terracotta: sui tetti infatti sono posti dei tori di terracotta dalla foggia tipica, più o meno grandi e più o meno colorati, sempre in numero pari.

Pukara2Queste coppie di tori sono apotropaiche e vengono messe sul tetto quando la costruzione (chiesa o casa che sia) viene completata, a guardia e buona sorte dell’edificio. Era una traduzione pre ispanica naturalmente, che è stata mutata dalla colonizzazione spagnola: prima le statuette pare raffigurassero lama o animali locali analoghi,e poi sono divenute dei tori.

C’era un piccolo mercatino in piazza e dal momento che avevamo un poco di tempo dopo la visita al museo e che la chiesetta di Pukara era chiusa abbiamo approfittato per fare piccoli acquisti di souvenir molto convenienti e graziosi: avevano dell’artigianato di terracotta e ceramica bellissimo e abbiamo preso, oltre a un po’ di torelli per gli amici, anche una bellissima testa di puma per noi.

Da qui in poi la giornata ha impennato nella quota imprevisti:  causa di questo fantomatico sciopero dei minatori, che per ridere immagineremo così , abbiamo iniziato la deviazione: e quindi il nostro autista ha iniziato a percorrere sperdute stradine montane tortuose portandoci in splendidi panorami desolati; Io e Alberto ci siamo divertiti tantissimo, perchè è stata un’esperienza inaspettata. Ci siamo trovati davvero su stradine impensabili con questo autobus gigantesco, a passare piccoli guadi e chiederci, ogni tanto, se saremmo finiti impantanati. Qualche momento è stato da batticuore (tipo quando avevamo le scarpate a fianco dal mio lato del finestrino e mi chiedevo se ci saremmo capottati di sotto) ma nel complesso non avevamo troppo timore.racqhu
Passavamo davanti a casette sperdute e isolate circondate da campi con qualche mucca e qualche lama al pascolo, e la gente di montagna usciva a guardarci un po’ stupita come chiedendosi cosa ci facessimo lì.

A un certo punto abbiamo anche dovuto scendere tutti dal bus mentre cercava di fare un tornante in salita con guado, sfida particolarmente importante.

Nonostante tutti gli impegni e sforzi l’autista e la guida hanno, per qualche motivo, sbagliato strada. A un certo punto quindi abbiamo dovuto fare retro marcia e tornare indietro fino a un bivio in un paesino preso una ventina di minuti prima.
Tra una cosa e l’altra abbiamo mancato l’appuntamento del pranzo e ci siamo fermati a Maranganì, dove abbiamo pranzato in un ristorante a buffet di cui purtroppo non trovo più i riferimenti.
wiracochaIl detour si è rivelato molto avventuroso, abbiamo percorso strade sterrate spesso strette, e piene di buchi e di corsi d’acqua. Tutto sommato è stato molto divertente e abbiamo visto dei bei posti. Abbiamo perso un poco di tempo però la giornata è stata fin’ora molto piacevole.
Abbiamo ripreso la strada corretta, avendo ormai aggirato lo sciopero. Il tempo così “perso” era stato molto, e tantissima gente del bus era seccata.
Soprattutto i nostri quattro amici spagnoli erano indignati, ed erano stati su di giri per tutto il viaggio in montagna: erano spaventatissimi all’idea di percorrere quelle strade sperdute e tortuose e si lamentavano che gli organizzatori non avessero scelto una diversa soluzione.

La cosa buffa è che la loro soluzione era la seguente: avrebbero dovuto organizzare delle jeep da 4-5 persone e portarci tutti a destinazione su mezzi più sicuri. Effettivamente mi chiedo come mai non avessero 11-12 jeep pronte all’uso da dedicare per questi 40 turisti che richiedono tale servizio. ;)

Alcune delle tappe minori della gita sono a quel punto state saltate. Ad esempio il Abra La Raya,un passo importante che divide la valle del Lago Titicaca dalla valle che conduce a Cusco e alla Valle Sacra.

Una tappa mantenuta per fortuna perchè molto bella è stata a Raqchi, un piccolo paesino reso famoso ai turisti perchè ospita un famoso e bellissimo sito archeologico di discreta importanza, il Tempio di Wiracocha.
Si può ammirare il tempio centrale parzialmente conservato e poi delle costruzioni chiamate “Qolqas”,  degli edifici circolari di cui non si conosce bene la funzione (magazzini? abitazioni? ostelli  per i pellegrini?): questo luogo era molto importante già in passato, infatti è circondato da una muraglia imponente molto lunga, quasi sicuramente protettiva.

Lo abbiamo visitato al tramonto (verso le cinque) quindi la luce lo ammantava di colori molto suggestivi!

AndauaNonostante fosse poi calato il buio e fossimo tutti stanchi ci hanno permesso di fermarci ad Andahuaylillas: solitamente la visita comprende dei coloratissimi mercatini (sob sob io adoro i coloratissimi mercati peruviani), ma ormai era tutto chiuso. Hanno addirittura tenuto la chiesa aperta solo per noi, per permetterci di visitarla.
Nota di fastidio: in bus c’erano due italiani, una giovane coppia romana, come noi in viaggio di nozze. Hanno chiacchierato tutto il tempo in un buon inglese con una coppia sui 55 anni di canadesi (o erano australiani? in questo momento non ricordo più) e  ci eravamo fatti l’idea che fossero piuttosto civili.

Poi in chiesa abbiamo avuto di che vergognarci, come sempre, perchè era vietato scattare foto e loro sono stati gli unici due babbei che hanno dovuto per forza fare gli italiani di turno e fare fotografie. Che poi: siccome la cappella è molto bella (per attirare turisti la chiamano addirittura la Cappella sistina delle Ande) compreso nel prezzo c’è un cd pieno di fotografie dei suoi interni. Io scommetto quello che volete che sti due burini hanno fatto le foto nonostante il divieto e poi manco se le sono guardate a casa, men che meno hanno guardato il cd. Ci giurerei..

Comunque sia: la cappella è davvero stupenda, fatevi un’idea vedendo le foto online.
Era buio e freddo ed eravamo ormai allo stremo.
Siamo finalmente arrivati a Cusco trovandoci in un ambiente ben diverso da quello a cui ci eravamo ormai abituati: una città caotica, un po’ più organizzata in termini di quartieri, pavimentazione, marciapiedi etc, ma rumorosissima e soprattutto sporca.
Abbiamo visto vie intere piene di pattume fino al marciapiede, completamente piene di rifiuti, sacchetti, e in mezzo gente che ravanava nella rumenta e cani che gironzolavano, e tutto questo praticamente dietro al nostro albergo!

Abbiamo pensato che questo disordine e sporco così deprimente fosse dovuto all’affluenza di tutte le persone richiamate in questa grande città dall’Inti Raymi, come noi.. ma non abbiamo modo di saperlo.

Il nostro hotel era il Cusco Jungle.
Non fatevi ingannare dal sito, non era per niente così. (infatti tra l’altro vedo su tripadvisor che ha solo 1 recensione ed è negativa…)
già il fatto che fosse completamente vuoto nonostante questa affluenza dovrebbe dare da pensare: era disastroso.
La stanza che avrebbe dovuto accoglierci per 4 notti, le uniche 4 notti del viaggio di nozze in cui saremmo rimasti nella stessa stanza, era una vera schifezza. Il letto era piccolo, e intorno c’era a malapena lo spazio per camminare, non potevo nemmeno tenere la valigia aperta. Avevamo un bagno minuscolo, senza mensole nè altro per appoggiare le nostre cose, e con il gabinetto che non scaricava. Già in Perù è rarissimo poter tirare lo sciacquone con la carta dentro, vi lascio immaginare se non puoi nemmeno tirare l’acqua.

La camera era sporca, e si congelava. Vi ricordo i 3400 metri: la notte andava sotto zero la temperatura, e avevamo una portafinestra enorme in camera con i classici infissi peruviani, legno con diversi centimetri di spifferi tutto intorno al vetro. In camera saranno stati 10 gradi a esagerare. Abbiamo chiesto una stufetta in reception per fortuna. Inoltre eravamo sulla strada principale e c’era un rumore orribile.

Io sono andata a dormire in lacrime per lo stress e il dispiacere, e il giorno dopo abbiamo chiesto di cambiare stanza perchè davvero era indecente: ci hanno subito spostati in una che non aveva confronto: sempre vecchia e fredda, e un po’ raffazzonata, ma comunque più pulita e leggermente più comoda. E dava sul cortile interno quindi meno rumorosa.

L’albergo non aveva il servizio bar, era deserto e freddissimo, e la colazione faceva davvero pena: ci sono rimasta proprio male di fare 4 giorni in un posto così indecente dopo aver soggiornato al volo per solo una notte in tanti posti bellissimi!
Quella prima notte ho anche fantasticato sul provare a cambiare hotel autonomamente, da tanto ero dispiaciuta ;)

Diario del viaggio di nozze F&B – sabato 13 giugno 2015

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Finalmente, a un anno di distanza, inauguro i post contenenti il diario di viaggio del nostro meraviglioso Viaggio di Nozze in Perù e in Ecuador: grazie ancora a tutti gli amici che hanno contribuito a rendere possibile questa avventura.

Sabato 13 giugno avevamo il volo aereo a sera, a Venezia; ci avrebbe accompagnato lo zio Gianni, quindi siamo andati a Villa Vicentina dove avremmo lasciato l’automobile nel cortile di casa di Alberto. Abbiamo potuto salutare Marcella e Beppe prima di partire, ed è stato molto carino trovarci tutti in cucina con anche i genitori di Alberto e condividere con loro l’emozione della partenza :)

Partenza per il Perù!
In aeroporto abbiamo concluso il check in con un buon anticipo come al solito e ci siamo dedicati un aperitivo per brindare all’inizio di una grande avventura e un gigantesco hamburger, tanto per tenerci leggeri.
Eravamo molto emozionati.

Ho iniziato subito a tenere il diario nel nostro libbricino di pelle stile Indiana Jones, ed ecco cosa scrivo dall’aeroporto:
Alberto legge il libro del Perù. Io sento nella mia immaginazione le canzoni della mia infanzia dei Machu Picchu.

I racconti del viaggio di nozze di Fanciullino e Bimbaverde

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I racconti di viaggio che seguiranno sono relativi al nostro bellissimo Viaggio di Nozze in Perù e in Ecuador.benvenuti in Perù

Visti con una certa ottica possono fare invidia a Fantozzi, onestamente, perchè abbiamo avuto tante avventure e tanti imprevisti che sul momento sono stati seccanti e faticosi ma con un buon senso dell’umorismo possono essere rivissuti ridendone.
Abbiamo volontariamente fatto un tour de force notevole, e forse in futuro non lo rifarei: però abbiamo vissuto tutto come sempre al 1000% e non siamo assolutamente pentiti.

In 21 giorni era più che normale che diverse cose andassero storte, ma è stata ugualmente un’esperienza splendida e indimenticabile. Alcuni imprevisti sono stati le sveglie troppo presto per erorri degli organizzatori, hotel senza l’early check in per errori dell’agenzia, terme programmate ma saltate per motivi misteriosi; la scelta volontaria di vivere al massimo ogni giorno, con conseguente sveglia prima delle 7 la maggior parte dei giorni, alle 4 del mattino almeno tre volte e dopo le 8 del mattino solo 1-2 giorni in tutto. Ma soprattutto visita a posti splendidi, viaggi in bus nel panorama indimenticabile del canyon del Colca, lacrime di emozione di fronte a Machu Picchu, batticuore subaqueo nuotando con i leoni marini e i pinguini, e lo sputazzone di un lama visto in prima fila (ma non a noi).
Viaggi in bus di 10 ore, traversate in barca di tre ore con oceano grosso, sorvoli impressionanti sul deserto..

Siete pronti a tutto questo? Partiamo!!!

30 maggio 2015 – Fanciullino e Bimbaverde sposi

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"ma hai le spalle nude!"

“ma zia, hai le spalle nude!”

La mattina di sabato 30 maggio mi sono svegliata una decina di minuti prima del suono della sveglia. Ho coccolato un poco Morwen che come spesso fa dormiva con me e poi ho iniziato a prepararmi!

Dopo il lancio dei crocchini delle micie e un po’ di biscotti per me (senza lancio) è arrivata la parrucchiera Mara, praticamente contemporaneamente ai fotografi David e Serena. La casa ha iniziato ad animarsi! Per fortuna a fare gli onori agli ospiti hanno pensato mamma e papà, offrendo loro il caffè mentre io iniziavo a farmi acconciare.
Sono arrivati da lì a poco anche Anna e Luca! È stato proprio bello vederli arrivare tutti eleganti e averli vicino fin dall’inizio! Appena pronta sono passata sotto le sapienti mani della truccatrice Maria Grazia che nel frattempo era arrivata.
Anche Renata Donato Fabio e Riccardo hanno iniziato a comparire. Era un affollamento felice e festoso :)

Sposina prontaIl trucco è stato davvero perfetto, ero felicissima del risultato :) Maria Grazia è bravissima e ha seguito i miei desideri. Mi sentivo davvero bella! E soprattutto mi sentivo felice e tranquilla. Ero praticamente pronta e in super anticipo!
Nel frattempo era arrivata Greta, splendida col suo cappello a tesa larga rosa. Forse era arrivato anche qualcun altro.. difficile mettere del tutto ordine nei ricordi!

Il momento di indossare l’abito era finalmente arrivato. Mi hanno aiutate Serena e la mamma se non erro e le foto scattate in quel momento sono delicate, discrete e bellissime :)
Mamma mia quanto mi piace il mio vestito da sposa.. indossarlo è stato un sogno.
Hanno aperto la porta della stanza ed è entrato Riccardino. La foto di quel momento con lui è una delle mie preferite della giornata. Mi ha guardata un po’ preso alla sprovvista. Mi sono accucciata e gli ho detto “allora ti piace il vestito da principessa della zia?”
E lui “… ma è grandeee…” e poi “ma hai le spalle nude!!” :D

Quando son scesa dalle scale mi son sentita davvero super bella, è una sensazione molto gloriosa essere così al centro della festa ;)

Quando è arrivato Joram gli ho potuto dare la cravatta del testimone e il fiore all’occhiello :) era super bellissimo e io ero super felice che fosse arrivato!
Mentre mamma e papà mi aiutavano a preparare il tavolo in giardino per l’aperitivo sono arrivati man mano tutti gli amici! Brizio e Valeria con la splendida Aurora, che ha subito iniziato a giocare con Riccardo giù in taverna.
Fabiana, Gareth, Betta, Andrea, Marco, Ester, Matteo, Alberto, Sarah, Marie, Michela.. che bello è stato accoglierli e salutarli e vedere il dettaglio verde scelto da ciascuno e andare tutti in giardino e festeggiare!
Per le foto di quel momento ringrazio ancora Sarah perché i fotografi, dopo avermi fatto delle foto stupende col nucleo familiare, sono andati dallo sposo per immortalare anche i suoi preparativi ;)

L'arrivo della sposa

L’arrivo della sposa

Abbiamo avuto un sacco di tempo per brindare in giardino e mangiucchiare insieme! Che bello è stato :) forse fin troppo tempo, perché quando si è fatta ora di partire è stata dura smuovere le truppe! Eravamo troppi per gestire con rapidità gli spostamenti perciò alla fine abbiamo accumulato il ritardo che poi mi ha fatta oggetto di battute più avanti, in Comune :)
Comunque ne sono stata proprio felice, è stato un momento bellissimo della giornata quello con gli amici nel nostro giardino!

Caricati gli amici di tutto ciò che dovevamo portare (bolle di sapone, fiori, bouquet non so nemmeno io più cosa) siamo partiti in carovana verso Villa Vicentina.
Abbiamo condotto al comune gli amici e mamma ha portato me e papà da Natalino. Lui ci attendeva in livrea, elegantissimo, con la carrozza tirata a lucido e la cavallina pronta a partire. È stato davvero splendido fare il giro in carrozza: è stato il primo momento in cui ho cominciato a sentirmi davvero agitata ed emozionata, stringendo la mano di papà mi batteva fortissimo il cuore!
Che bello vedere tutti gli amici schierati fuori dal comune. Che bello salire le scale a braccetto con papà, ridendo della paura di inciampare nel vestito.
E che bello trovare un Alberto sorridente ad aspettarmi, splendido nel suo vestito blu, radioso e bellissimo e pronto a prendermi in giro per il ritardo!!! :)
Perfino Carlo Alberto ha fatto la battuta, leggendo l’atto di matrimonio, sul fatto che avremmo dovuto cambiare l’ora.. C’è una bella foto in cui lui sta dicendo questo, mostrando il suo orologio, e io ho il volto piegato di lato in atteggiamento di vergogna per il ritardo accumulato :D

"l'ora sull'atto la cambiamo dopo.."

“l’ora sull’atto la cambiamo dopo..”

I nostri testimoni ci attendevano, stupendi ed elegantissimi. Joram e Beppe con la cravatta verde come il mio abito e Bea e Laura con un nastro al polso, decorato con un fiore e tutto verde sempre come il mio abito.

La cerimonia è stata semplice e bellissima, allietata dalla musica di Laura e Cecilia che sono state straordinarie. Allo scambio delle fedi Riccardino aveva il compito di portarcele. È avanzato verso di noi tutto emozionato e ci ha consegnato il cuscino. Lo abbiamo fatto sedere in mezzo a noi e l’ho sentito mormorare tra sé e sé “il mio compito è molto importante”. Che amore!

Come tutto il resto della giornata anche quel momento è stato allegro, spiritoso e condiviso con tutti! Gli interventi e battute di Donato e di Enrico mi fanno sorridere ancora ora ;)
Quando Alberto ha iniziato a parlare, prima di darmi la fede, ho pensato che lui si fosse preparato un discorso per me e che io non avevo pronto niente.. e i fotografi hanno immortalato perfettamente il momento di terrore che mi è passato sul volto! Rido ancora ora al ricordo! Le parole che mi ha detto erano stupende e per fortuna l’emozione non mi ha bloccata e ho potuto rispondere dal cuore :)

Il lancio del riso

Il lancio del riso con esplosione del viso della sposa.

Quando stiamo scesi eravamo pronti al lancio del riso ma non al bombardamento sistematico che abbiamo subito! Che ridere, avevo riso a palate nel corpetto del vestito. I colleghi di Alberto si erano piazzati strategicamente sul balcone e ci hanno inondati dall’alto di riso e pastina a stella :D
Anche Serena era con loro e ha scattato delle foto meravigliose della pioggia di riso e degli sposi sottostanti. È stato divertentissimo e molto più doloroso di quello che avrei mai pensato :D

Salutare gli amici e parenti dopo il lancio del riso è stato emozionante. Mi piaceva vedere tutti vestiti così colorati e scoprire l’accessorio verde scelto da ciascuno. Orecchini, cravatte, stringhe di scarpe, papillon, cinture, bretelle, foulards, perfino un dinosauro: che bello, grazie grazie a tutti voi che avete partecipato!

Alberto ed io, dopo aver fatto accomodare gli ospiti al pranzo a buffet che avevamo organizzato, siamo andati a fare un giro in carrozza con Natalino :) è stato uno dei pochi momenti della giornata in cui abbiamo potuto fermarci un secondo, insieme. Poi abbiamo fatto fare anche un giro a Riccardino con noi e ne è nata un’altra foto splendida!

Le cose da mangiare a pranzo erano davvero ottime. Grazie al catering dei Cjastinars che ci ha fatto fare una splendida figura!
Ho potuto chiacchierare un poco con gli amici soprattutto dell’ufficio, con cui dopo pranzo abbiamo fatto le foto ricordo da portar via col cartoncino :)
È venuto anche il momento delle lanterne e dei palloncini! Alberto ed io avevamo stampato delle cartoline già affrancate che abbiamo appeso ai palloncini bianchi e verdi e alle lanterne che aveva preso per noi Silva. Ci siamo disposti nel piazzale con gli amici e abbiamo liberato nell’aria le nostre cartoline volanti. È stato un po’un fiasco perché faceva un caldo tremendo in quel momento e il calore teneva i palloncini in basso. Soffiava anche un bel vento che spingeva le lanterne in direzioni impreviste.. per fortuna non abbiamo dato fuoco al campanile :p
Anche in questo caso i fotografi hanno fatto delle foto meravigliose, e abbiamo riso e ci siamo divertiti come matti anche se non è stato efficace e spettacolare come speravamo.

pallonciniSubito dopo aver pranzato c’è stato l’unico momento di disorganizzazione della giornata, in cui un imprevisto ci ha innervositi e ha momentaneamente messo i bastoni tra le ruote ai nostri piani. Sostanzialmente eravamo tutti lì dal Comune, nel piazzale ormai troppo caldo, e non potevamo partire perché il gruppo dei colleghi di Alberto non si trovava.
Le ultime notizie li davano a bere il caffè da qualche parte, cosa che mi avevano avvisato che avrebbero fatto anche se avevo avvertito loro che a San Floriano avremmo trovato ad attenderci caffè a volontà.
Solo che mancavano ormai da un’ora e nessuno di loro rispondeva al telefono. Il che in sé non sarebbe stato un problema se nel gruppo non ci fosse stato l’autista degli sposi!! Alla fine non so come siamo riusciti a scoprire che si erano messi a giocare a biliardo, dimenticandosi dell’ora e di noi.
La cosa che mi ha più infastidita in quel momento è stata la perdita di tempo nell’aspettarli tutti lì in piedi nel piazzale al caldo, senza niente da fare, mentre su alla tenuta c’era ombra a volontà e soprattutto una struttura costosa già pagata che nessuno stava sfruttando.. Quando ci penso ancora ora mi incavolo.. ma rimane comunque uno degli aneddoti più buffi del matrimonio!

Capita la situazione è stato sufficiente partire senza di loro per risolverla. Siamo andati in macchina con Giacomo e Giada e siamo partiti con tutta la carovana di invitati verso la tenuta Tacco. Durante il viaggio verso San Floriano abbiamo vissuto la seconda avventura da aneddoto: ci hanno fermato i carabinieri.
Tac, paletta. Il Disu ferma l’auto e dietro di lui almeno altre dieci auto si fermano. Il carabiniere si affaccia al finestrino. Alberto ed io, vestiti come due principi di fiaba, gli sorridiamo. E lui, incerto, domanda “…matrimonio?”
No dico… allora ve le cercate le barzellette eh…
La tentazione di rispondere “no, noi il sabato siamo soliti vestirci così e fare un giro con cinquanta dei nostri tra amici e parenti, perché lei no?” era fortissima :)
Ovviamente realizzata la situazione ci ha fatti proseguire :)

Siamo arrivati su a San Floriano finalmente, non so a che ora e non voglio pensarci. L’arrivo è stato molto bello, il carissimo Gerry ci attendeva prontissimo e le note di Somebody to Love hanno accompagnato il nostro ingresso al prato dove si sarebbe svolto il pomeriggio.

La tenuta è davvero stupenda. Un enorme prato si apre su un panorama spettacolare su colli e vigneti e lo sguardo si spinge fino a Gorizia e a Trieste nei giorni di cielo limpido.
Il sole splendeva glorioso e un forte vento rinfrescava l’aria. Gli ospiti si son potuti togliere le scarpe e han riposato i piedi sull’erba e i bambini hanno iniziato a scatenarsi sotto la supervisione dell’animatrice che avevamo contattato per l’occasione.

Joram ha dato il via al torneo di calcetto che avrebbe animato la giornata e noi sposini ci siamo dedicati per un poco alle fotografie.

Serena e David hanno scattato delle foto davvero splendide.
Dante è venuto con noi ed è stato molto bello averlo presente. È anche stato così gentile da correre a prendermi il bouquet quando mi sono accorta di averlo dimenticato ;)

Oggi sposiFinite le foto siamo tornati verso il gruppo di amici: sembrava procedere tutto bene. I partecipanti al torneo giocavano alternandosi, i bambini giocavano come matti e gli invitati chiacchieravano.

Nel frattempo il catering che ci ha seguiti per la cena aveva iniziato ad allestire l’aperitivo serale: credetemi che nella confusione del momento non ho nemmeno visto come era stato allestito. Qualcuno degli ospiti ha forse le foto dei tavoli degli antipasti?

Alberto ha recuperato non so come una sardina fritta e sapendo che io ne vado matta me l’ha portata: anche in questo caso i fotografi erano incredibilmente pronti a immortalare il momento (la cosa ha del sovrannaturale) e hanno scattato proprio mentre Alberto si inginocchiava di fronte a me porgendomi la sardina :D

E’ stato un pomeriggio molto impegnativo perchè eravamo sempre richiesti: è davvero un’esperienza molto particolare essere gli sposi, chi l’ha provata sicuramente mi capisce. Non c’è un momento in cui non si viene chiamati da qualcuno -che sia per qualcosa di organizzativo, che sia per una foto, o per dedicare un momento ad alcuni degli ospiti: è un continuo turbinio di input e di cose da fare, si vorrebbe essere ubiqui e non si riesce a fare tutto ciò che si desidera, a parlare con tutti e a stare un poco insieme a tutti gli amici. Abbiamo comunque fatto del nostro meglio e nonostante la stanchezza di questi impegni continui ero davvero super felice!

Uno dei momenti fisicamente più impegnativi è stato quando, prima dell’aperitivo, abbiamo fatto le fotografie con tutti: lo scopo però era nobile, come ho già anticipato parlando delle foto ricordo che ognuno ha potuto portarsi a casa quella sera.

E’ stato faticoso solo perchè ormai era molte ore che ero in piedi con tacchi molto alti, e stare ferma nell’erba dove affondavo amabilmente col tacco nel terreno era davvero impegnativo.. Così alla fine ahimè ho ceduto e ho tolto le scarpe. Ora mi pento di averlo fatto perchè nelle prime fotografie sono bella alta con la gonna tutta in ordine, in quelle successive si vede che sono bassina e la gonna si arriccia perchè non ho più l’altezza necessaria :D ehehehe!

E’ stato davvero bello fare le foto con tutti e personalizzare le pose a seconda del gruppo: è anche nata così quella che rimane una delle foto più allegre della giornata, uno scatto che mi fa ridere ogni volta che lo riguardo: rappresenta in pieno la felicità e l’allegria dei nostri festeggiamenti!

La fotografia più spassosa del matrimonio!

La fotografia più spassosa del matrimonio!

Ormai si avvicinava l’imbrunire: dopo aver mangiato un sacco di squisiti antipasti abbiamo iniziato a far accomodare gli ospiti in sala. Spendo una parola per ringraziare ulteriormente il catering Ai 3Magnoni di Trieste, di cui ho dimenticato di parlare nei post dei preparativi: la collaborazione della gentilissima Alessia è stata indispensabile per organizzare perfettamente il pomeriggio e la serata, e la qualità da loro offerta ci ha fatto fare una figura splendida con tutti i nostri ospiti :)

Al momento di entrare nella sala eravamo così cotti Alberto ed io da non ricordarci che musica avessimo scelto per l’ingresso. Appena sono iniziate le note della Marcia imperiale di Guerre Stellari però ci siamo congratulati con noi stessi per la scelta e abbiamo marciato orgogliosi nella stanza: quanto è stato divertente!

Appena seduti a tavola abbiamo ascoltato le Piogge di Castamere, scelta per prendere alla sprovvista gli ospiti che conoscono Game of Thrones :P la cena era composta da solo un primo e solo un secondo, quindi il tempo per stare tutti a tavola è stato talmente breve che noi sposini non siamo riusciti a fare il giro di tutti i tavoli e a salutare tutti.

Subito dopo la cena abbiamo vissuto altri momenti indimenticabili della giornata: ad esempio la consegna da parte del gruppo di amici di giochi di ruolo dello specchio personalizzato in stile D&D: hanno creato la scheda di Alberto e me sposati, dettagliandola dei valori di caratteristica, dei talenti posseduti e anche dei famigli Mystra e Morwen. L’ho trovata così bella e dolce che mi è venuto da piangere, mi hanno davvero commossa…

La finale del torneo di calcetto

La finale del torneo di calcetto

Il lancio del bouquet è stato caratterizzato anche in questo caso da originalità rispetto ai matrimoni standard. Infatti la piccola Aurora ci teneva talmente tanto ad essere lei a prendere il bouquet che abbiamo fatto il nostro meglio per farle ottenere questo desiderato obiettivo: io ho impegnato tutta la mia (scarsissima) mira nel lanciare su di lei, e Renata sollevandola in braccio l’ha aiutata. Ce l’abbiamo fatta, e la felicità che ha dimostrato dopo aver preso il bouquet ci ha ripagate degli sforzi fatti ;)

Subito dopo gli amici ci hanno organizzato il bellissimo gioco delle domande con votazione “a scarpa”: è stato bello perchè proprio non me l’aspettavo. La cosa che mi dispiace è che non sono stati chiamati ad assistere i nostri genitori.. in preda all’emozione io ho chiesto che avvisassero la mamma, ma non ho pensato che così sarebbe venuta soltanto lei, e quindi papà e i genitori di Alberto non hanno assistito al gioco.

Le domande sono state simpaticissime ed evidentemente siamo davvero sincronizzati, perchè davamo quasi sempre le risposte coerentemente e coordinatamente :P E’ stato davvero carino! Abbiamo fatto scalpore soprattutto gettando via le scarpe sull’ultima domanda (“chi di voi due si è già pentito?”) e poi esibendoci in perfetta sincronia nella mossa della vittoria stile Bulgari (vedi Aldo, Giovanni e Giacomo!), e senza metterci d’accordo prima :D che ridere!

Il momento del taglio della torta è stato altrettanto straordinario. Gli ospiti sono stati condotti nuovamente nel bellissimo giardino della Tenuta e giù lungo il sentiero, fino alla piccola location che mi pare venga chiamata Vecchia Torre. Gerry aveva allestito il tavolo nuziale con le fibre ottiche, e ha illuminato gli alberi del sentiero e l’arco di pietra in maniera super romantica e suggestiva. La musica che abbiamo scelto per questo momento era Alegria, del Cirque du Soleil, ed è stato molto commuovente perchè questa canzone è legata per noi ai ricordi dei primissimi mesi da fidanzati. Le fotografie scattate sono state rese ancora più speciali dalla bella illuminazione.

La torta era davvero super buona, tanto che nonostante io fossi piena da scoppiare sono riuscita a mangiarmi tutta la mia fetta! E’ stata spazzolata dagli ospiti che hanno divorato anche la tortina speciale decorata da Karol e hanno apprezzato, mi pare, anche il buffet di frutta offerto dal Catering Ai Tre Magnoni ;) E io che speravo di mangiarmi gli avanzi di torta a colazione il giorno dopo sono rimasta a bocca asciutta :P

Abbiamo brindato e chiacchierato e poi è stato il momento di iniziare a scatenarsi in sala da ballo ;)

I festeggiamenti danzerini sono stati davvero super divertenti! Gerry ha allestito l’oper bar che ha riscosso naturalmente un grande e meritato successo (e alla sua inaugurazione ha messo come richiesto la musichetta del bar di Star Wars!), e ha gestito la selezione musicale con un’attenzione ai nostri gusti perfetta e professionale, mille volte meglio di quanto avremmo mai osato sperare! Ha suonato tutti i gruppi da noi richiesti e ha aggiunto brani eccezionali che, come ha ben azzeccato a immaginare, noi avevamo “dimenticato” ma erano perfettamente nelle nostre corde :)

Abbiamo anche potuto concludere il super torneo di calcetto, che ha visto vincitori Maranga e Ricky: hanno dovuto affrontare noi sposi per potersi guadagnare l’ambito premio. Purtroppo ci hanno battuti velocemente, ma devo dire che c’è stato un problema organizzativo in questo.. Joram non ha pensato di togliere la regola della partita “a tempo” almeno per le finalissime, regola che era stata indispensabile nei gironi prima per poter permettere di giocare a tutti, ma che quantomento nella finale con gli sposi sarebbe stata da togliere :P

Viva gli sposi!

Viva gli sposi!

Serena e David sono rimasti a festeggiare e a fotografare fino a tardi, sono stati davvero implacabili e bravissimi, e hanno colto dei momenti davvero straordinari: il primo ballo degli sposi, sulle note di Unforgettable, quando gli amici hanno soffiato bolle di sapone intorno a noi mentre ballavamo. Le foto di gruppo con gli amici, improvvisate sul momento e venute benissimo a perfetta rappresentanza di quanto ci divertivamo. Il ballo improvvisato del limbo, a cui hanno partecipato anche gli imbucati.. eh si, perchè abbiamo avuto anche gli imbucati al matrimonio! Un gruppetto di 5 persone circa, in abiti super turistici (infatti spiccavano un po’ nella festa super elegante) sulla cinquantina. Prima sono venuti a farci gli auguri e i complimenti, e poi si sono fermati ai bordi della sala a guardarci ballare e si sono serviti senza problemi all’open bar X)

Non si sono fatti mancare niente :D

Nelle danze uno dei momenti più belli è stato quando gli amici mi hanno fatta danzare tra loro. Mi hanno presa uno alla volta, facendomi ballare per un po’ e poi facendomi roteare fino a raggiungere il successivo ballerino: è stata una cosa stupenda ed emozionante, che mi ha fatto un immenso piacere. L’ultimo è stato Giacomo che mi ha presa per i fianchi con due mani incredibilmente grandi e mi ha fatta volare come se fossi una bambolina di carta, nonostante il vestito ingombrante e la pesante gonnona dell’abito (che anzi mi ha fatto realizzare ancor più la velocità con cui mi stava facendo girare!): bello bello bello bello! Mi dispiace tantissimo di non avere il video di quel momento. Mi consolo riguardando ogni tanto il video di me e Joram che balliamo e cantiamo It’s My Life! ;)

Matrimonio8Con gli irreducibili amici dalle inestinguibili energie siamo rimasti a far festa e a ballare fino alle due e mezza passate, se non ricordo male. Poi una mezz’ora abbondante è trascorsa in saluti e ringraziamenti -specialmente da parte di Arturo, che ci ha dedicato delle parole veramente belle che mi hanno molto commossa. E’ stata la degna e bellissima conclusione di quella che senza dubbio rimane la giornata più bella e speciale che io abbia mai vissuto: festeggiare per tutto il giorno con tutte le persone che tanto amiamo è stata una fortuna immensa, e sono convinta che abbiamo sfruttato egregiamente il tempo a nostra disposizione. E’ andato tutto -o praticamente tutto- secondo i nostri desideri, e molte cose anche meglio. Ci siamo divertiti da matti e mi è sembrato che la giornata durasse all’infinito, che fosse lunghissima e splendidamente eterna, e anche se la sensazione di “è già finita, che peccato!” inevitabilmente è arrivata continua a coesistere con la sicurezza di aver sfruttato ogni minuto fino in fondo, ed essermi goduta il 30 maggio 2015 al massimo.

che giornata EPICA!!!

Matrimonio11

Matrimonio, le avventure della sera prima

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E insomma ridi e scherza i mesi di preparativi sono passati velocemente.

L’ultima settimana prima delle nozze è trascorsa in uno strano stato di sospensione e di emozione che è davvero difficile descrivere a parole.

Ricordo alcune sensazioni con chiarezza: l’unica preoccupazione che avevo fortunatamente (forse ho già accennato che, grazie al cielo, non sono ricaduta in quella triste categoria di spose nervosissime e frenetiche, logorate dai preparativi e smunte per lo stress.. anche se perdere un paio di chili forse mi avrebbe fatto comodo) era legata al meteo: fino a quel mercoledì 27 infatti è piovuto frequentemente e ha fatto un bel freddino: giravo ancora in giacca di pelle e ben imbacuccata.

Per fortuna il tempo ha iniziato a cambiare tra giovedì e venerdì, e sabato è stata una giornata di sole glorioso e caldo, estivo, rinfrescata da un piacevole venticello.

I giorni prima

le bomboniere caricate in autoMercoledì ho lavorato ancora il mattino e poi ho lasciato l’ufficio traduzioni nelle sapienti mani di Elena e di Ayelen, e ho iniziato il breve periodo di ferie prenuziali :)

Quel pomeriggio ho accudito la casa, che aveva bisogno di una tirata a lucido in previsione dell’arrivo degli ospiti: sono infatti arrivati papà e mamma a sera ed è stato bellissimo riunirci!

Del giovedì ho dei ricordi un po’ confusi, probabilmente l’emozione cominciava a colpirmi! Di prima mattina siamo andati con Alberto e i miei alla Sme a prendere gli articoli che avevamo messo in lista nozze. Ricordo di aver aiutato papà a montare il tavolo in giardino e poi la panca, e nel pomeriggio abbiamo preparato il tableau (un po’ artigianale) e allestito la casa con palloncini bianchi e verdi :)

A sera ci hanno raggiunti Renata Donato Fabio e Riccardo.

Quella cena è stata bellissima perchè abbiamo inaugurato la taverna con una bella tavolata in famiglia, prendendo le buonissime pizze del Pizzasoia Primavera e giocando e chiacchierando tutti insieme!

Venerdì mattina abbiamo caricato la macchina di Alberto con le nostre belle bomboniere, gli specchi per le dediche e i nostri vestiti per il post matrimonio: avremmo infatti dormito alla Tenuta dopo i festeggiamenti e per fortuna ci siamo ricordati di prevedere degli abiti “normali” da indossare il mattino seguente :D

Dopo una manicure ho raggiunto la famiglia che gironzolava insieme per la città; abbiamo pranzato nuovamente tutti insieme al Peperino, fatto due passi sotto il sole e mangiato un gelato -sembra una sciocchezza ma l’atmosfera felie e rilassata di quei momenti mi è rimasta proprio molto impressa.  Subito dopo Alberto ci ha salutati per andare a portare il suo prezioso carico su alla tenuta e dormire a casa dei suoi genitori.

La mamma ed io siamo andate dalla parrucchiera: devo dire che anche se mi annoia proprio stare più di un’ora dal parrucchiere ho potuto cogliere l’occasione per rilassarmi parecchio, quasi mi appisolavo una volta messa a cuocere con i boccoli in posa :P

La cosa scomoda dell’acconciatura che mi è stata proposta è che avrei dovuto tenere i bigodini fino al mattino seguente, perciò ho trascorso il resto della sera “velata”: un bel foulard cercava di camuffare l’imbigodinatura della mia capoccia. La cosa più scomoda è stata dormire :P

Rientrando a casa abbiamo ritirato gli stuzzichini per l’aperitivo a casa della sposa del giorno seguente.

fioriMentre mamma ed io eravamo dalla parrucchiera, papà è andato a prendere la torta realizzata da Karol del Jalapeno: io purtroppo non ho potuto ammirarla perchè sapevo che la rappresentazione di Alberto era fedele al suo abbigliamento da sposo e non volevo rovinarmi la sorpresa del suo vestito, così ho dovuto resistere alla tentazione di sbirciare!

Verso le sei e mezza Elena ed Alberto sono venuti a casa da noi portando i fiori per il matrimonio! Il loro aiuto è stato davvero prezioso: la fioreria ArteFiori è vicino all’ufficio, e non c’era un grande quantitativo di fiori da ritirare: uscita dal lavoro Elena è passata a prendere il bouquet, il centrotavola da mettere in Comune e poi sul tavolo degli sposi e le spille per i testimoni e i due papà.
Avevo lasciato carta bianca alla signora Rosaria e sono rimasta strabiliata dalla bellezza delle sue creazioni :)
A quel punto tutto era pronto e preparato, ormai: si trattava solo di cenare e dormire!

gli imprevisti

Quel giorno zio Renato e zia Carla si sono messi in viaggio da Chiavari verso Udine. Non sapevamo con esattezza a che ora sarebbero arrivati ma speravamo di cuore di poter cenare insieme.
Secondo i miei programmi la cena avrebbe dovuto svolgersi sul presto, verso le sette, in modo da finire presto e da permettermi di essere a letto al massimo alle nove e mezza!

Le cose non sono andate proprio come previsto perchè gli zii hanno avuto qualche problema a raggiungere Zugliano, ma alla fine ci siamo trovati tutti insieme.

Da quando sono in Friuli è stata la prima volta in cui lo zio Renato è potuto venire a trovarmi e sono stata davvero tanto felice di poter mostrare a lui e alla zia la nostra bella casetta. La zia poi adora i gatti, e aveva portato un bombo per Mystra e Morwen che sono state ben felice di mangiucchiarlo subito :D
Siamo andati poi tutti insieme a cenare al Rispoli, splendido ristorante trattoria di Basaldella :)
Nonostante la mia preoccupazione per l’orario un pochino più tardo del previsto è stata veramente una serata stupenda!

Sono talmente poche le occasioni che abbiamo per una riunione di famiglia che me la sono davvero goduta :)

Più tardi quella sera sono andata a dormire con un bel sorrisone stampato sulla faccia (e i bigodini stampati nel cranio), le gattine nel lettone con me, i miei genitori nella stanza a fianco, Renata Donato e Riccardo in un B&B non distante, Alberto a Villa Vicentina, e un sacco di emozioni nel cuore: ancora non capisco come ho fatto a prendere sonno :D

kolomenskoe e metropolitana

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Ciao mami,
in effetti sentendoci tanto via sms le mail sono meno fondamentali, ma mi ha fatto piacere leggere la tua.

Come sai stamani mi sono svegliata prestissimo con Alberto, per fare colazione con lui. Quando è uscito per andare al convegno alle otto mi sono rimessa a letto e ho dormito fino alle nove e mezza!
Mi son preparata con calma e ho preso la metro verso il Parco Kolomenskoe. In un’oretta ero arrivata! Sono subito rimasta molto felice della mia scelta, è bellissimo. Ci sono un sacco di cose belle da vedere all’interno degli edifici, da esposizioni e mostre fino a ricostruzioni di antichi mestieri e professioni, ma il lunedì è il giorno di chiusura perciò non erano fruibili.

In compenso c’erano da ammirare gli esterni degli edifici, palazzi e chiese, e chilometri di sentieri lastricati o sterrati da percorrere, sia lungo fiume sia interni. Ci sono ettari ed ettari di prati boschi frutteti e giardini.

Ho camminato ovunque moltissimo salendo e scendendo per tutto il parco. Alla fine ero cucinata e coi piedi neri di terriccio fino al polpaccio.
Nonostante le scarpe del decathlon ho una bolla enorme a un tallone!

È stato molto bello e ho fatto bene a tornare presto in albergo, così ho riposato tutta un’ora prima del rientro di Alberto!
Il tour delle stazioni della metropolitana è interessante. Alcune sono proprio belle. Ti mostreremo le foto!

Non le abbiamo viste tutte e già così abbiamo cenato tardissimo.

Ora crollo dal sonno. Domani mi incontro con Romina per shopping e poi alle tre rientro in albergo a riposare. Alle cinque e mezza devo essere lì dal convegno per la super serata. Ci portano all’armeria del Cremlino come sai. Spero che sia possibile visitarla prima del concerto!

Poi avremo anche una cena!
Devo decidere come vestire :)

Notte mammina e notte papà!

Di souvenir, camminate e ginocchia.

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Ciao mami,
Non mi è chiaro se siete andati ad Aquileia o a Cividale, ma sono contenta che abbiate passato una buona giornata nonostante la pioggia.
Mi spiace che papà parta.. mi sarebbe piaciuto potesse restare.

Noi abbiamo avuto un’altra splendida giornata di sole. Abbiamo però camminato di nuovo troppo perché a volte abbiamo sbagliato strada, e le distanze qui sono enormi.. sbagliare strada può implicare alcuni chilometri a piedi in più del previsto.

Per raggiungere il punto di partenza delle gite City Sight seen, quelle sugli autobus Hop off hop on, siamo scesi dalla metropolitana di fronte alla Cattedrale di Cristo Salvatore. Abbiamo visitato l’interno, constatando che i fedeli russi pregano presso icone e reliquie spesso baciandole. Yhuk, viva l’igiene.

Poi abbiamo credo preso una strada non ottimale.. faticando sotto il sole siamo giunti stravolti ai famosi autobus e abbiamo preso il biglietto valido due giorni per i due percorsi cittadini e quello fluviale.
C’è la audio guida in italiano ed è carino, vale il biglietto.

Siamo scesi dal bus all’ingresso della famosa Arbat, via pedonale di musei, locali e dello shopping turistico.
In un negozio abbiamo acquistato dei bellissimi souvenir e le cartoline. Ora dovremo scriverle! Per la prima volta ho dimenticato il mio libretto degli indirizzi. Sarà un problema.

Ci siamo fermati al mio amato Hard Rock cafè a pranzare e fare acquisti, e terminata la via siamo tornati alla fermata del bus riprendendo presto il giro.
Abbiamo poi approfittato anche del secondo percorso, così da non affaticarci troppo.

Poi abbiamo rinunciato alla gita in barca rimandandola a domani per via degli orari.

Abbiamo deciso di tornare all’albergo passando per il famoso parco Gorky, sottovalutando tremendamente le distanze. Da solo è lungo più di tre chilometri… è molto bello e siamo stati felici, ti racconterò delle belle cose viste. A metà però a me ha cominciato a dolere tremendamente il ginocchio sinistro :(

Abbiamo allora lasciato a malincuore il bel parco per percorrere la via più veloce verso l’albergo. Ho però dovuto camminare 1.6km col ginocchio dolorante e sono arrivata in albergo distrutta.

Per fortuna erano arrivate le valige. Ho preso un momendol e messo il voltaren ma ancora il ginocchio mi fa molto male. Speriamo che una buona notte di sonno aiuti!

Mi dispiace arrivare così stanca a sera, non ho quasi energie per scrivere una bella email.

A domani, notte notte!

primo giorno a Mosca

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Grazie di avermi scritto e di raccontarmi delle gattine.
Siamo più stravolti di ieri e tutti e due scottati dal sole.
Speriamo di non ustionarci domani.

Al mattino oggi ce la siamo presa comoda. La notte è trascorsa per me un po’ agitata sia per il nuovo letto che ha cuscini troppo alti, sia per il rumore della strada qui davanti (passano moto alla velocità di una corsa in pista) sia per la luce. Ho poi messo su la mia nuova super maschera da nanna ^_^

Dopo una bella doccia siamo scesi a fare colazione.
C’è un ricco buffet sia con stranezze tipiche (aringa salmone e cetriolini) sia con cibi intercontinentali. Il caffè era ottimo e ho fatto una scorpacciata di pompelmo.

Alle undici e mezza abbiamo incontrato Romina alla stazione della metro e insieme ci siamo avviati verso la Piazza Rossa. Che bello!

C’era un sole caldissimo e un vento molto freddino. Un’ottima combinazione per gironzolare e ustionarsi senza rendersene conto, purtroppo.

Abbiamo visto dalla Piazza Rossa la Cattedrale di San Basilio e il Museo di storia, che vorrei visitare, il Cremlino che spero visiteremo, e il centro commerciale GUM. Abbiamo incrociato almeno tre coppie di sposi!

Abbiamo poi girato le belle vie di quella zona della città, siamo passati di fronte al Bolshoi e poi quando Romina è andata via noi abbiamo proseguito. Ho acquistato una scatola di latta bellissima contenente dei the e abbiamo fatto pausa pranzo in un bar. È proprio vero che i giovani parlano pochissimo inglese.

Purtroppo abbiamo trovato il Museo dei Gulag chiuso. La camminata fino ai giardini dell’Ermitage inutile in quanto erano tutti in ristrutturazione, pieni di cantieri, e ormai era tardi per il Museo della Matrioshka.

Però abbiamo visitato il vecchio Monastero superiore di San Pietro. Bellissimo! E ho fatto amicizia con un gattone del monastero coccolossimo.

Siamo tornati verso il centro camminando molto e percorrendo grandi vie di negozi. La città è meno caotica di come temevamo e molto pulita e ventosa.

Siamo rientrati verso le sei in albergo sperando di avere notizie dei bagagli.

Pia illusione. Ai numeri di telefono che ci son stati dati non risponde mai nessuno. La signora alla reception non è stata in grado di parlare con nessuno di utile. Presi dallo sconforto siamo usciti di corsa per trovare un centro commerciale con un cambio per me e magliette e biancheria per Alberto.

Al GUM ci sono solo negozi di lusso. Bellissimo e caratteristico, ok, ma non c’è una cartina del centro commerciale a pagarla oro.
Alla fine abbiamo trovato due paia di mutande maschili in un negozio per giovani tamarri. Meglio di niente. Per me nulla.

E pensare che poche ore prima eravamo passati in una grande via di negozi con Motivi e Intimissimi, ma ingenuamente pensavamo di ricevere le valige e cavarcela senza spese!

Siamo tornati destino vuole sulle vie già percorse nel pomeriggio per raggiungere un ristorante Ucraino.

I camerieri sono vestiti in abiti tradizionali e mentre attendevamo la cena tre eleganti signori in costumi ucraini ci hanno chiesto se gradivamo musica. Si sono esibiti in un canto tradizionale stupendo. I due cantanti, uomo e donna, avevano voci stupende. Il suonatore accompagnava con l’armonica e il cantante con un sonaglio. La donna mi ha fatta poi ballare un poco con lei.

Abbiamo dato loro volentieri la mancia :)

Siamo poi rientrati in albergo. Ora siamo ko.

Ah al primo rientro nella metropolitana ci ha approcciati un uomo sui settant’anni che parlando qualche parola di inglese (meglio dei giovani) ci ha indirizzati alla metro e accompagnati alla nostra stazione per poi chiederci la mancia.

A domani per altre stranezze di Mosca.
Notte!