domenica: camminando camminando. .

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Ciao mami, ti scrivo un po’ prima stasera, confidando anche di andare a dormire per una volta a un’ora decente.. gli altri giorni era sempre almeno l’una.

Siamo nel bar dell’albergo, che sembra un incrocio tra un nightclub e las vegas.

Il convegno è davvero organizzato con i piedi. Snervante. Non sapevamo bene dove andare nella sterminata Università Moscovita. Immagina quanto può essere grande l’università statale della capitale della Russia. E immagina di camminare a piedi sui tacchi per un paio di km tra enormi edifici universitari senza una cartina o un cartello o pannello informativo. Per poi arrivare per miracolo all’edificio di economia scoprendo che per errore hai fatto la strada più lunga possibile. Poi arrivi  alla reception del convegno e ti registri. Solo che io non ero in nessun elenco e la signorina non parlava una parola di inglese. No comment.

Speriamo mi trovino negli elenchi perché martedì è previsto un concerto nell’armeria del Cremlino e non voglio perdermelo :)

Il buffet era buono ma triste..allestito per gran numeri ma con pochi partecipanti, saremmo stati al massimo cinquanta.. vabbe.

Al mattino invece (oggi andiamo a ritroso) abbiamo di nuovo camminato troppo per errore. Abbiamo cercato il molo da cui partisse la nostra barca del tour prepagato sul fiume, e sbagliando strada abbiamo inutilmente camminato un’ora più del dovuto. Il parco della zona dove siamo, sempre Vorobyovy, è bello.. ma io avevo male al ginocchio e quindi camminare in più per errore mi è pesato molto.

Alla fine ce l’abbiamo fatta e la gita sul fiume è stata graziosa e ottima per riposare il ginocchio. Dopo stavo molto meglio.

Terminata e sbarcati abbiamo visitato la Cattedrale di san Basilio, che è molto bella, e poi un po’ di shopping per souvenir.

Domani sarò sola e non ho ancora le idee chiarissime su cosa fare. Dovrei potermi incontrare con Romina.

Ti telefonerò per salutare o stasera o domani mattina. Quando preferisci?

Un bacione

Di souvenir, camminate e ginocchia.

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Ciao mami,
Non mi è chiaro se siete andati ad Aquileia o a Cividale, ma sono contenta che abbiate passato una buona giornata nonostante la pioggia.
Mi spiace che papà parta.. mi sarebbe piaciuto potesse restare.

Noi abbiamo avuto un’altra splendida giornata di sole. Abbiamo però camminato di nuovo troppo perché a volte abbiamo sbagliato strada, e le distanze qui sono enormi.. sbagliare strada può implicare alcuni chilometri a piedi in più del previsto.

Per raggiungere il punto di partenza delle gite City Sight seen, quelle sugli autobus Hop off hop on, siamo scesi dalla metropolitana di fronte alla Cattedrale di Cristo Salvatore. Abbiamo visitato l’interno, constatando che i fedeli russi pregano presso icone e reliquie spesso baciandole. Yhuk, viva l’igiene.

Poi abbiamo credo preso una strada non ottimale.. faticando sotto il sole siamo giunti stravolti ai famosi autobus e abbiamo preso il biglietto valido due giorni per i due percorsi cittadini e quello fluviale.
C’è la audio guida in italiano ed è carino, vale il biglietto.

Siamo scesi dal bus all’ingresso della famosa Arbat, via pedonale di musei, locali e dello shopping turistico.
In un negozio abbiamo acquistato dei bellissimi souvenir e le cartoline. Ora dovremo scriverle! Per la prima volta ho dimenticato il mio libretto degli indirizzi. Sarà un problema.

Ci siamo fermati al mio amato Hard Rock cafè a pranzare e fare acquisti, e terminata la via siamo tornati alla fermata del bus riprendendo presto il giro.
Abbiamo poi approfittato anche del secondo percorso, così da non affaticarci troppo.

Poi abbiamo rinunciato alla gita in barca rimandandola a domani per via degli orari.

Abbiamo deciso di tornare all’albergo passando per il famoso parco Gorky, sottovalutando tremendamente le distanze. Da solo è lungo più di tre chilometri… è molto bello e siamo stati felici, ti racconterò delle belle cose viste. A metà però a me ha cominciato a dolere tremendamente il ginocchio sinistro :(

Abbiamo allora lasciato a malincuore il bel parco per percorrere la via più veloce verso l’albergo. Ho però dovuto camminare 1.6km col ginocchio dolorante e sono arrivata in albergo distrutta.

Per fortuna erano arrivate le valige. Ho preso un momendol e messo il voltaren ma ancora il ginocchio mi fa molto male. Speriamo che una buona notte di sonno aiuti!

Mi dispiace arrivare così stanca a sera, non ho quasi energie per scrivere una bella email.

A domani, notte notte!

primo giorno a Mosca

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Grazie di avermi scritto e di raccontarmi delle gattine.
Siamo più stravolti di ieri e tutti e due scottati dal sole.
Speriamo di non ustionarci domani.

Al mattino oggi ce la siamo presa comoda. La notte è trascorsa per me un po’ agitata sia per il nuovo letto che ha cuscini troppo alti, sia per il rumore della strada qui davanti (passano moto alla velocità di una corsa in pista) sia per la luce. Ho poi messo su la mia nuova super maschera da nanna ^_^

Dopo una bella doccia siamo scesi a fare colazione.
C’è un ricco buffet sia con stranezze tipiche (aringa salmone e cetriolini) sia con cibi intercontinentali. Il caffè era ottimo e ho fatto una scorpacciata di pompelmo.

Alle undici e mezza abbiamo incontrato Romina alla stazione della metro e insieme ci siamo avviati verso la Piazza Rossa. Che bello!

C’era un sole caldissimo e un vento molto freddino. Un’ottima combinazione per gironzolare e ustionarsi senza rendersene conto, purtroppo.

Abbiamo visto dalla Piazza Rossa la Cattedrale di San Basilio e il Museo di storia, che vorrei visitare, il Cremlino che spero visiteremo, e il centro commerciale GUM. Abbiamo incrociato almeno tre coppie di sposi!

Abbiamo poi girato le belle vie di quella zona della città, siamo passati di fronte al Bolshoi e poi quando Romina è andata via noi abbiamo proseguito. Ho acquistato una scatola di latta bellissima contenente dei the e abbiamo fatto pausa pranzo in un bar. È proprio vero che i giovani parlano pochissimo inglese.

Purtroppo abbiamo trovato il Museo dei Gulag chiuso. La camminata fino ai giardini dell’Ermitage inutile in quanto erano tutti in ristrutturazione, pieni di cantieri, e ormai era tardi per il Museo della Matrioshka.

Però abbiamo visitato il vecchio Monastero superiore di San Pietro. Bellissimo! E ho fatto amicizia con un gattone del monastero coccolossimo.

Siamo tornati verso il centro camminando molto e percorrendo grandi vie di negozi. La città è meno caotica di come temevamo e molto pulita e ventosa.

Siamo rientrati verso le sei in albergo sperando di avere notizie dei bagagli.

Pia illusione. Ai numeri di telefono che ci son stati dati non risponde mai nessuno. La signora alla reception non è stata in grado di parlare con nessuno di utile. Presi dallo sconforto siamo usciti di corsa per trovare un centro commerciale con un cambio per me e magliette e biancheria per Alberto.

Al GUM ci sono solo negozi di lusso. Bellissimo e caratteristico, ok, ma non c’è una cartina del centro commerciale a pagarla oro.
Alla fine abbiamo trovato due paia di mutande maschili in un negozio per giovani tamarri. Meglio di niente. Per me nulla.

E pensare che poche ore prima eravamo passati in una grande via di negozi con Motivi e Intimissimi, ma ingenuamente pensavamo di ricevere le valige e cavarcela senza spese!

Siamo tornati destino vuole sulle vie già percorse nel pomeriggio per raggiungere un ristorante Ucraino.

I camerieri sono vestiti in abiti tradizionali e mentre attendevamo la cena tre eleganti signori in costumi ucraini ci hanno chiesto se gradivamo musica. Si sono esibiti in un canto tradizionale stupendo. I due cantanti, uomo e donna, avevano voci stupende. Il suonatore accompagnava con l’armonica e il cantante con un sonaglio. La donna mi ha fatta poi ballare un poco con lei.

Abbiamo dato loro volentieri la mancia :)

Siamo poi rientrati in albergo. Ora siamo ko.

Ah al primo rientro nella metropolitana ci ha approcciati un uomo sui settant’anni che parlando qualche parola di inglese (meglio dei giovani) ci ha indirizzati alla metro e accompagnati alla nostra stazione per poi chiederci la mancia.

A domani per altre stranezze di Mosca.
Notte!

zitti e.. Mosca.

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Ciao mami. Che bella sorpresa che l’albergo permetta chiamate gratuite. Posso anche telefonare a Romina domani :)

Finalmente questa lunga giornata sta volgendo al termine. Non sarà una notte facile perché dalla città e dalla strada vengono un sacco di rumori e io sono abituata al silenzio.

Ho fatto una doccia e usufruito della crema per il corpo dell’albergo che è molto profumata.

La stanza è piccola ma accogliente. L’albergo è strano.. prima era un casinò o qualcosa del genere.. molto kitch devo dire. Ma la signorina al check in è stata gentile e sorridente e tutto sommato l’interno della stanza è sobrio, e da dentro l’esterno luminoso e pacchiano non si vede ;)

Il viaggio è stato lungo e faticoso. Eravamo molto stanchi. Il primo volo è andato bene ma abbiamo sbagliato qualcosa nel cambio volo-terminal perché per fare in tempo abbiamo dovuto correre da una parte all’altra dell’aeroporto.. sicuramente c’era un modo più diretto. Con molto affanno siamo arrivati in tempo all’imbarco. Faticoso e frustrante.
Il secondo volo è andato bene ma siamo partiti e atterrati con mezz’ora di ritardo o più.. per poi scoprire come già sai che noi eravamo arrivati ma i nostri bagagli no.

Abbiamo fatto regolare dichiarazione del fatto nell’ufficio competente, compilando moduli in inglese e cirillico e descrivendo valigia, valore simato e contenuto rappresentativo.

La signorina che ha seguito la nostra pratica ha detto di chiamare domani dopo le quattro per chiedere notizie dei nostri bagagli.

Non potevamo più far nulla e ci siamo avviati. Abbiamo acquistato due biglietti per il treno Aeroexpress che in 45 minuti ci ha condotti alla stazione della metro di Mosca Paveletsky vokzal. Li l’impatto con la metro è stato sfiancante.

Un sacco di persone, non immagini che fiume di gente maleodorante e scontrosa (anche nel senso fisico.. certe spallate ho preso!). Mentre eravamo in coda ci hanno inteprellati in due persone in russo che non sapevano poi assolutamente l’inglese. Ancora ora ci chiediamo cosa ci abbiano detto..

La signora alla biglietteria ci ha fatto scrivere su un biglietto di carta cosa volevamo perché non ci capiva!

Comunque impegnandoci un poco nel decifrare l’alfabeto siamo riusciti a prendere le metro giuste e ad arrivare alla stazione di Vorobyovy Gory, la nostra. È super perché è su un ponte sul fiume perciò è bella e facile da individuare.

Per arrivare all’albergo c’è da percorrere circa un chilometro di cui gran parte nel parco. C’erano ragazzi in bici, in pattini e in skateboard. Bello!

Poi c’è un vialone dove le auto corrono come matte ma ogni tanto un lontano semaforo permette un attraversamento sicuro.

Per cena siamo tornati con la metro verso il centro. Usciti di fronte alla Cattedrale di Cristo Salvatore (credo) abbiamo mangoato in un locale di specialità Siberiane. Vai a vedere le foto che ho caricato su Facebook!

Abbiamo speso tanto ma è stato bello e rilassante. L’atmosfera del secolo scorso, con musica russa e americana degli anni venti e trenta, unita alle luci soffuse e alla gentilezza del cameriere, ci ha regalato una stupenda serata.

Al rientro nonostante la mezzanotte la metro era illuminata e piena di gente.

Quando in un piccolo supermercato abbiamo comprato ciò che ci serviva e io ho rigraziato in un russo stentato ho fatto sorridere la cassiera. Evviva! Il mio primo sorriso russo :)

Ormai sragiono dal sonno..

A domani per una mail più coerente con altri dettagli e impressioni.