Singapore 2010

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240710_Singapore A (40)E’ da quando siamo tornati dalla nostra grande vacanza in Oriente che rimugino su cosa scrivere sul post in cui vi racconto come è andata! Non è così semplice, perchè sono stati quindici giorni intensi, lunghissimi, ricchi di esperienze e di emozioni. E abbiamo portato a casa quasi 2000 foto e parecchie ore di filmati, da mettere in ordine prima di poterli mostrare, e non è poco :P
Cercando il bandolo della matassa che mi permetta di iniziare il racconto farò come Alice: inizierò dal principio, e quando arriverò alla fine mi fermerò ^_^

Singapore
non è una meta che nè io nè Alberto consiglieremmo di visitare, non più che per un paio di giorni. Non è una bella città come alcune di quelle europee a cui possiamo essere abitati, o in cui valga la pena spendere una settimana. Forse per me la sua visita è stata condizionata anche dal fatto che, essendoci prossimamente i giochi della gioventù, ci sono cantieri ovunque ed è molto poco bello vedere lavori in corso ad ogni angolo: rovina il panorama e la visita.. ma rimane che la sua più corretta descrizione è “un enorme dedalo di grattacieli immensi, ripiena sino a scoppiare di centri commerciali”.
Davvero, è una cosa folle: ochei per i grattacieli, fa impressione ma dopotutto nelle enormi città del mondo ormai è così, no? Però l’invasione dei centri commerciali per me è stata una cosa davvero inaspettata. In ogni grattacielo ce n’è uno. Ogni quartiere ha il suo. Riempiono ogni spazio e dentro la temperatura è di 19 gradi scarsi, perchè l’aria condizionata a Singapore è una filosofia di vita. Dentro di essi si affollano negozi di ogni cosa, profumerie pelletterie grandi marche (che tristezza venire subissati di marchi nostrani, da Swatch a Swaroswky, da Bata ad Armani…) Perfino il dedalo sotterraneo che collega la città nell’underground è tappezzato di negozi e negozietti, è una cosa che mette ansia dopo un po’, a me almeno!
Anche se uno avesse la passione del centro commerciale e dello shopping, dopo due giorni di Singapore sono certa che verrebbe colto dalla nausea. Se proprio ci si vuole togliere la voglia si fa un salto in Orchad Road, la grande famosa via dello shopping, e in un giorno si è a posto.
Riassumendo, secondo me può valer la pena di girellare Singapore al massimo un paio di giorni, più che sufficienti a vedere i quartieri centrali del Colonial District e volendo qualcosa di più a misura d’uomo, come uno dei quartieri etnici, oppure lo zoo. E’ valida come base se poi si fa una vacanza in Malesia o in Brunei, ma di per sè a parer mio altrimenti non offre grandissime attrattive.

Arrivo a Singapore

E dopo questa breve premessa, partiamo dall’inizio ^_^
240710_Singapore A (23)Il viaggio è andato piuttosto bene. Ero molto preoccupata dalle lunghe ore in aereo, invece ho verificato che grazie alla pastiglia non sto particolarmente male, e in più mi addormento facilmente. I computerini dei sedili offrono buffi intrattenimenti (giocare in due ad Alberto alla sfida a Scarabeo è stato proprio carino) e qualche film (abbiamo visto insieme Shrek 4, molto carino, e Clash Of Titan, una vera merda di film! Peccato che su certi aerei le cuffie facciano pena e il volume sia insufficiente a coprire il rombo dei motori). Il problema si è verificato quando, all’andata, da Dubai a Singapore, e quindi per un volo di 9 ore, non ci hanno dato biglietti vicini :( quei due fetenti a fianco ad Alberto non ci hanno fatto fare cambio di posto perchè “avevano già messo i bagagli sopra di loro”, e noi ci siamo fatti quel lunghissimo viaggio isolati e lontani. Non vi dico che tristezza m’era presa, per fortuna ho dormito senza fatica tutta la notte del viaggio, così non ho sofferto troppo la solitudine!

Arrivati all’aereoporto ci siamo fatti portare da un taxi fino al Carlton Hotel, scoprendo con grande gioia la sua posizione perfettamente centrale rispetto alle nostre esigenze. Si è rivelato un grosso grattacielo, o meglio un alto frigorifero; la camera mia e di Alberto era al 7° piano. L’albergo è veramente piuttosto brutto: non hanno il minimo gusto estetico, e quindi la hall faceva proprio pena.. in più si congelava assolutamente, anche quando siamo arrivati in camera c’era il termostato dell’aria condizionata puntato sui 10 gradi O_o La camera era ampia e gradevole, ma la prima bella sorpresa è stato trovare due letti separati :( per fortuna erano letti da una piazza e mezza, quindi alla fine abbiamo combinato di dormire insieme, anche se con qualche disagio :P
270710_Singapore A (2)
Dopo il tempo per sistemare le cose in camera ci siamo subito incontrati tutti e tre per girellare un poco per la città! Abbiamo passeggiato nei dintorni, camminando lungo la Esplanade e poi verso Chinatown, dove abbiamo provato la prima cena orientale in un posto fighissimo: il Lu Pa Sat Festival Market, un edificio in ghisa a base ottagonale che ospita il più rinomato centro gastronomico di Singapore, una specie di enorme food court dove mangiare tutto quello che vuoi e dove spesso fanno anche spettacoli :) Abbiamo provato i Pu Gai Mian, scelti per via del nome: delle strane zuppe, sostanzialmente!
Come inizio, è stato decisamente mitico ^____^

Al primo risveglio in albergo abbiamo capito quanto sarebbero state mitiche le nostre colazioni lì: un’amplissima sala con predisposti, per la colazione a buffet, cibi di ogni tipo e di ogni cultura, dalla cinese all’orientale alla continentale all’inglese.. inutile dire che abbiamo provato un po’ di tutto, durante il nostro soggiorno, mangiando sin dal primo mattino a sazietà ;)

Lo Zoo di Singapore

Eravamo un po’ indecisi su cosa fare nel nostro primo giorno libero tutti insieme, la domenica, che peraltro per Alberto e il prof.M. sarebbe stato anche l’unico giorno in cui girare la città.. e alla fine abbiamo deciso, data la bella giornata di sole e la scarsità di attrazioni in città, di andare al rinomato zoo!
Si è rivelata una scelta vincente. Dopo un viaggio in taxi tutto da ricordare (la guida lì è un po’ sportiva, per così dire!) siamo giunti allo Zoo dove abbiamo trascorso praticamente tutta la giornata, visitandolo entusiasti come bambini! Ci sono davvero tantissime zone, e solo gli animali più feroci (i grossi felini per esempio) sono tenuti in gabbia. Ci sono alcune delle colonie di scimmie più importanti del mondo (credo) ed è veramente molto esteso e bellissimo da visitare. La tigre bianca mi è rimasta particolarmente impressa, erano due ed erano stupende!

Dopo aver visitato tutto lo zoo siamo tornati in città, facendo due passi lungo Orchad Road: la famosa via dello shopping si snoda fiancheggiata da ambo i lati da altissimi grattacieli, tutti strapieni di negozi e di centri commerciali. Nel primo tratto a lato del marciapiede, sotto diciamo ai grattacieli, c’è anche una spiecie di viottola più bassa rispetto alla strada e tappezzata di negozietti piccolini e bancarelle acchiappaturisti, decisamente più interessante dei negozi dei centri commerciali. Superata la zona dei negozi di elettronica si arriva ai maggiori negozi di abbigliamento, e oltre ai sarti e alle botteghe locali cominciano le enormi vetrine delle grandi marche.
La cena quella sera è stata quantomeno singolare: attratti dalla pubblicità di un ristorante di cucina a base di pesce in un grattacielo, abbiamo cominciato a cercare di raggiungerlo, scoprendo così che si trovava all’11esimo piano di questo mostro di vetro e acciaio. Per arrivarci, c’è una scala mobile infinita che dal 4° piano conduce fin su! Roba da matti..
E lì abbiamo scoperto l’apice dell’eleganza singaporegna: prima di tutto se chiedete della Sparkling water vi guarderanno esterrefatti e vi diranno che non esiste. Poi, vi serviranno la vostra cocacola con solerte entusiasmo, badando bene di versarvene nel bicchiere venendo ad aprirvi la vostra bottiglietta ogni volta che ne avete bevuto un sorso (che già è una cosa insopportabile). Per coronare questo “elegantissimo” servizio da ristorante, piazzeranno una cannuccia nella vostra cocacola. Che eleganza!

Visitando Singapore per conto mio

240710_SingapuraZoo P (35)Da lunedì a giovedì Alberto e il prof. M. sono stati al Convegno. La sede dove si svolgeva era spettacolarmente vicina al nostro Carlton Hotel, per fortuna, che come ho accennato prima era perfettamente centrale come posizione, comodissimo per visitare la città. Al lunedì mattina sono partita di buona lena, appena salutati loro, per visitare il Padang e il Colonial District. Mi son trovata così alle nove e mezza del mattino tutta sola, sotto la pioggerellina sottile, in un mondo deserto e grigio, uggioso e un po’ triste! Per fortuna con l’incedere della mattinata il panorama è cambiato, hanno cominciato a girare per la città altri turisti e il tempo è leggermente migliorato ;)
Ho girellato, sola con la mia videocamera, lungo il parco del Padang, sotto i ponti che portano all’Esplenade (dove una decina di donne stava comodamente praticando Thai Chi…), sopra al bel Cavenagh Bridge, nella piazza sul mare del Marillion, e poi per pranzo mi sono ritrovata con Alberto. Abbiamo mangiato in un posto fighissimo, una specie di fast food Indiano di nome “Bollywood” in Coleman Street, dove con pochi euro abbiamo mangiato tanto nasi goreng da scoppiare!

Nei due giorni seguenti Alberto non avrebbe potuto unirsi a me per il pranzo, allora ho stabilito mete più lontane per i miei viaggi e sono rimasta fuori a girare per la città dalle 10 del mattino sino alle 3-4 del pomeriggio, tornando sempre all’albergo cotta e stravolta ma molto soddisfatta!
Martedì mi sono diretta verso Little India! I profumi dei fiori e dell’incenso, i colori dei negozi e degli abiti delle persone, e la musica indiana diffusa nell’aria dagli altoparlanti sono rimasti molto impressi nella mia memoria.. come ricordi stupendi di una calda mattina di fine luglio :)
Ho avuto una piccola disavventura poco dopo arrivata, per cui ho perso un sacco di tempo: non avevo abbastanza soldi per pagare in un negozietto, e il ragazzo del negozio allora mi ha accompagnata a cercare una macchinetta per prelevare altri soldi. Dato che purtroppo nessuna di quelle nel quartiere supportava il circuito del mio bancomat, ho dovuto andare poi un paio di isolati più indietro finchè ho trovato una macchinetta.. e dulcis in fundo più tardi a metà giornata ho scoperto che il mio bancomat si era rotto :( A parte questo fastidio, visitare Little India è stato bello. Con una lunga divertentissima contrattazione mi sono pure presa una bella pashmina verde, che poi ho usato spesso nei giorni dopo :)
Ho viso il Tempio Veeramakaliamman durante le funzioni, rimanendo affascinata dai profumi e dalle musiche. Poi son risalita su su su per Serangoon road scoprendo man mano di rimanere sempre più isolata: non c’era traccia di altri turisti oltre me, mentre visitavo il Tempio Sri Srinivasa Perumal e Sakaya Muni Buddah Gaya. Ho seguito il percorso che la mia guida consigliava per tornare indietro visitando delle vie caratteristiche, e mi sono diretta verso gli Arab quarter. Però purtroppo in soli 3 anni si vede che in questo la guida non era più aggiornata, e mi son trovata a girare tutta sola per quartieri semi abbandonati, con negozi chiusi, negozi deserti, vie sporche e semivuote, e con la gente locale che mi guardava passare piuttosto stupefatta!
Per fortuna non è capitato niente, sono solo stata approcciata da un simpatico vecchietto musulmano senza dentiera di fronte alla Moschea Malabar ;) Dopo una bella visita ad Arab Street e ai suoi negozietti, e l’acquisto di impulso di una stupenda cintura di velluto verde per danza del ventre, sono rientrata in zone più popolate di turisti. Nel complesso ero stata almeno un paio d’ore isolata per conto mio in zone non tanto frequentate, ma era andato tutto bene.

Al mercoledì mi sono diretta in direzione perfettamente opposta: verso Chinatown! Prima ho visitato il Fort Cunning Park, godendomi un po’ di verde nautra (sotto la pioggia, purtroppo!) che mi facesse dimenticare per un poco i grandi grattacieli. Camminando come sempre di buon passo, armata della videocamera, dell’ombrellino pieghevole e della pashmina per coprirmi nei templi o all’ingresso dei frigorifer-ehm degli edifici, ho poi passato il fiume e ho raggiunto, seguendo New Bridge Road, le vie dei mercatini di Chinatown! Ampie vie con stese a decorarne la sommità file e file di lanterne rosse, e con mille negozietti di cosinerie per turisti a susseguirsi uno dietro l’altro :) Subito poi ho raggiunto lo Sri Mariamman Hindu Temple, e a fianco ad esso l’enorme Tempio del Dente del Budda, colorato di rosso e a più piani: visitandolo tutto, le ore son trascorse veloci. Ho continuato poi il mio giro per Chinatown ripercorrendo le vie che avevamo seguito la prima notte, girando insieme ad Alberto e al prof.M… visitando il Thian Hock Keng Temple e poi pian piano, nel pomeriggio, avviandomi di nuovo in direzione dell’albergo –ormai stanca!

Giovedì, per la mia ultima mattina in Singapore, ho deciso di andare a vedere Orchad Road, alla ricerca alla sua estremità più lontana dell’Hard Rock Cafè di Singapore. Dopo essermi spesso ripetuta di prendere un taxi per andare fin là, e poi tornare verso l’albergo a piedi, mi sono riscoperta più cocciuta di un mulo e ho deciso di farmela a piedi in ambo le direzioni!
Armata delle mie mappe, e chiedendo un paio di volte indicazioni, ho raggiunto l’HRCafè, di cui ho dovuto aspettare l’apertura per mezz’ora bevendomi un Frappuccino (ma che orario è le 11 per aprire!?!?). Poi son tornata sotto il sole cociente verso la zona centrale, dove mi sono incontrata con Alberto per trascorrere insieme il resto della giornata, essendo il Convegno finalmente finito!
Abbiamo raggiunto insieme Little India, dove dopo esserci persi nel mercato abbiamo trovato la Food Court e abbiamo mangiato benissimo da un simpatico gestore baffuto che ci aveva accalappiati con allegria ;) Abbiamo poi girellato ancora verso Chinatown, fino a sera, godendoci finalmente l’inizio ufficiale delle vacanze insieme!

Dopo aver preparato le valige ci siamo ritrovati con il professor M. per cena: siamo andati lungo la Boat Quay, dove Alberto ed io avevamo romanticamente cenato il martedì sera insieme! Il prof cercava un bel Granchio da mangiare, e ci siamo fermati nel locale che ci aveva ispirato di più la volta prima! Per cenare con comodo abbiamo perso parecchio tempo, e ancora un po’ e perdevamo l’aereo :P per fortuna alla fine ce l’abbiamo fatta, anche se con i tempi molto stretti, e poco prima dell’una di notte stavamo decollando verso Colombo, e la nostra settimana in Sri Lanka!!!

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Blossom Hill, 19 settembre: si va a caccia di goblin.

L’alba del nuovo giorno è sorta sui nostri animi inquieti, dopo la notte in cui l’essere della cripta legato a Seth si è liberato a causa della nostra imprudenza. Abbiamo deciso di proseguire nei nostri piani, più che altro data l’impossibilità di rimediare subito al danno: non sapremmo dove andare a cercare quel.. “sacerdote”, o qualunque cosa sia. L’idea è di cercare informazioni che possano aiutarci a capire qualcosa, il prima possibile, magari recandoci in una grande città e avendo a disposizione una grande biblioteca o qualche saggio studioso, in modo da capire chi possa essere stato sepolto in quel modo. Una volta che si abbia un’idea di chi possa essere, potremmo risalire al dove possa essere diretto.. Ma sono solo speranze.

Un altro pensiero che turba la mia mente è dato dall’aver finalmente scambiato due parole con il mezz’orco senza nome. Mi turbava da tempo il fatto che lui non sia legato a una parola che ne rappresenti l’identità, e da quando mi ha risposto che “prima di morire avevo un nome. Ora, non mi interessa più”, non ho più pace: appena ci sarà occasione vorrò parlare con lui, per sapere -se lui vorrà dirmelo- del suo passato.

Di buon mattino, quindi, ci siamo recati al Giardino. Abbiamo seguito le direzioni che, secondo Adam, ci avrebbero condotti all’albero Gigante comparso misteriosamente nel giardino un anno addietro. Mule ed io volevamo evitare l’approccio esclusivamente violento della situazione, dando ai goblin il beneficio del dubbio.. ma non combatterli è stato impossibile, perchè si sono rivelati molto aggressivi e indisposti al dialogo. Abbiamo subito il primo attacco quando siamo giunti in una “piazzetta” quadrata: ai quattro angoli c’erano accumulati dei piccoli mucchietti di rifiuti umanoidi, con svariate tracce di goblin intorno (e io ho notato che le rose del roseto vicino erano state tagliate in molti punti!). Nel pozzo al centro dell’area abbiamo intravisto muoversi qualcosa, che si è poi rivelato quando i goblin di guardia sono venuti ad attaccarci: era una creatura fangosa, umanoide, con aspetto demoniaco, un Mephit. I goblin sono stati duri avversari! Erano molto ben armati, ben organizzati e capaci di lanciare letali incantesimi, sia tramite bacchetta sia autonomamente! Quando ho dato a uno di loro la scelta di arrendersi, ho avuto come risposta solo un “Krag uccide”..
Perquisendo i loro corpi abbiamo visto anche che erano equipaggiati con molti oggetti alchemici, un po’ da druido, e ci siamo sentiti decisamente confusi su tutta questa faccenda.
Segni strani, come un’orma di lupo molto grosso in mezzo alle siepi di rovi, vicino alla ringhiera esterna del limite del giardino, ci hanno ulteriormente insospettiti.

Continuando nel nostro cammino nel roseto abbiamo notato che il dedalo di cunicoli e vie tra le siepi è stato modificato artificialmente secondo le necessità dei goblin o di chi per loro- e abbiamo trovato anche il piccolo accampamento delle guardie. Alcune casse di rose e delle boccette con dentro liquidi luminescenti e sospetti hanno rivelato che svariati processi alchemici artificiali stanno venendo applicati al giardino: abbiamo visto che quel liquido, iniettato nelle piante, rende le zone di rovi molto più fitte e contorte.
Abbiamo rinvenuto anche dei kit da alchimista e delle provviste di strane erbe e tisane..

Quando finalmente siamo giunti all’Albero, abbiamo visto con orrore i cadaveri intrappolati nelle sue radici alzarsi e camminare verso di noi, ormai automi di pianta, con dei fiori orrendamente conficcati nel cervello.. Abbiamo combattuto duramente per le nostre vite, contro di essi e soprattutto contro il feroce Albero, che ha quasi assorbito in sè l’Elfo mentre noi atterriti cercavamo di salvarlo! Per fortuna abbiamo avuto successo, e quando la pianta è avvizzita abbiamo potuto aiutarlo ad uscirne, vivo per miracolo.


…to be continued :)

D&D – di cimiteri, di antichi dei e di grandi casini.

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Blossom Hill, 18 settembre: dentro la cripta

..dopo aver sconfitto i due scheletri abbiamo deciso di risistemare tutto e di tornare in Locanda, per affrontare la situazione l’indomani, con il favore della luce del sole e con più calma. Tornati al cimitero al mattino non siamo riusciti a trovare nulla di strano nel sarcofago principale, e seppur certi dell’esistenza di un meccanismo per aprirlo abbiamo dovuto arrenderci.

Abbiamo aperto il pozzo centrale della tomba, quello per la sepoltura “comune”, ma siamo stati incauti perchè così una nube velenosa tremenda di gas ci ha investiti in pieno. Appena l’aria l’ha concesso, siamo scesi in questa profondo pozz di tre metri che si apre su una caverna sottostante, con il pavimento coperto da infinite ossa. Allertati dal rumore di qualcosa annidato proprio lì sotto siamo scesi con grande prudenza, ma un mio ben poco nobile scivolone sulla corda per scendere con caduta finale ha rovinato tutto: siamo stati attaccati da due orribili vermoni, puzzolenti di odore di carogna e pieni di tentacoli dotati del potere di paralizzare. Il povero Mule è stato bloccato proprio da un attacco di questi cosi.. ma per fortuna siamo riusciti ad abbatterli e lui dopo qualche minuto si è ripreso!

In questo ossuario abbiamo individuato un sarcofago, semi sepolto dalle ossa: al suo interno i resti di una donna (di almeno100 anni fa); all’interno abbiamo trovato una specie di piastra incavata sagomata a forma di mano, che premuta ha aperto il meccanismo del sarcofago di sopra, e una collana al collo della donna con un simbolo di fattura molto strana, un unico filo d’oro tutto ritorto come un serpente tutto spiralato.. pare sia una runa che indica il Sacrificio.

Nel sarcofago dell’uomo grasso abbiamo trovato una bara di legno di fattura molto molto antica, copiato dalle fogge di quelli degli antichi imperi, e coperto di lamina d’oro. Sulla bara c’è il simbolo Mulhorandi di Seth, dio dell’aria e della distruzione, il Vento del deserto che uccide.. Sollevando il coperchio del sarcofago abbiamo rotto un sigillo di cera, e dentro abbiamo trovato i resti misteriosamente ben conservati del cadavere grassoccio (e rasato in modo bizzarro) di quest’uomo, con il gonnellino alla foggia Mulhorand antica, praticamente in ottimo stato.
Indosso aveva un grosso scarafaggio di giada verde, tutto pieno di iscrizioni; di fianco un bastone di ossa, con teschio in cima, e una coppia di bracciali foggiati a serpente e al collo un altro grosso amuleto, uno scarabeo con ali tutto d’oro e di pietre preziose.

Dopo esserci interrogati a lungo su cosa tutto questo rappresentasse, io mi sono convinta che essendo gli scarabei il simbolo di Horus Re, dio avversario di Seth, e un simbolo protettivo, in qualche modo essi tenessero il potere del serpente Seth collegato a quest’uomo legato e sigillato, in modo che non possa nuocere. Ho avvisato tutti della mia teoria e ho insistito perchè nessuno toccasse niente di questa bara, ma facendo un Detect Magic sulla tomba per capirne di più sono stata talmente colpita dal potere a me superiore da svenire e cadere in profondo stato di shock.
Purtroppo, durante la mia incoscienza, Xamlas ha deciso di prendere l’amuleto dorato dalla tomba, causando l’attivazione di qualcosa: i bracciali serpenti si sono animati e si sono avvinghiati nuovamente ai polsi dell’uomo, come a prepararsi ad essere usati. Non contento, Xamlas ha indossato l’amuleto, cadendo in un profondo sonno magico immediatamente.

Più di un’ora dopo mi sono ripresa dallo shock, potendo conferire ai miei compagni di essere stata annichilita dall’immenso potere dei due bracciali magici foggiati a serpente.
Purtroppo ormai il danno era fatto. Siamo tornati alla locanda per riprenderci, e quando Xamlas finalmente si è svegliato abbiamo scoperto che l’amuleto, ora non più magico, gli ha fatto qualcosa. Durante il suo sonno ha visto scende di vita dei grandi imperi, duelli tra un serpente fiammeggiante e un falco dorato, la sconfitta alterna di uno dei due e in seguito la sua rinascita.. e lui era come vicino sempre a uno dei due e scriveva per tenere traccia di queste memorie. Ci ha detto di aver avuto delle visioni sugli antichi imperi, e di averne a tratti anche al momento, intervallate alla realtà attuale. Abbiamo scoperto così che è uno studioso degli Antichi Imperi sempre alla ricerca di nuovo sapere su di essi.. ma la curiosità e l’impazienza questa volta sono state decisamente dannose!
Una cosa che abbamo scoperto che potrebbe riguardare il Roseto di BlossomHill è una leggenda su una divinità caduta degli Antichi Imperi, che viaggiava nel mondo piangendo di dolore: dove una sua lacrima cadeva, si generava un luogo molto speciale per qualche suo legame con la natura.

Appena al tramonto le conseguenze delle nostre azioni sono state palesi: c’è stato un tremendo terremoto, e una colonna di fiamme si è alzata verso il cielo a forma di serpente, partendo dalla cripta e scomparendo dopo qualche minuto. Siamo corsi al sarcofago per scoprire che nè esso nè il cadavere, ovviamente, si trovano più lì: una scritta rovente nella roccia, in linguaggio Netherese, recita beffarda le parole “Finalmente libero”…

Il nostro compagno mezz’orco ha saputo rispondere alla situazione con rapido spirito di iniziativa, tranquillizzando la popolazione accorsa sul luogo e spaventata dall’evento assicurando che avevamo definitivamente scacciato i non morti dalla cittadina… e forse questo è bastato, per il momento, a calmare anche lo sceriffo e il borgomastro.

… e ora?