D&D – avventure e avventurieri.

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Blossom Hill, 28 settembre: all’attacco dei Gou-Belin! (parte seconda)

Dopo aver sconfitto Scalad, Goblin Decanter del Sottosuolo, abbiamo esplorato un poco le sue stanze, scoprendo una prigioniera umana in condizioni davvero pietose e una stanza piena di tesori del capo goblin. Mentre stavamo cercando di decidere il da farsi siamo entrati in contatto con un goblin molto strano: si è fatto avanti disarmato e ha dichiarato di essere il consigliere del precedente capo. Egli ha sempre disapprovato Scalad come guerrafondaio, che invece della prosperità della tribù si è sempre preoccupato unicamente di perseguitare il villaggio alla ricerca di un fantomatico tesoro che lo ossessionava.
Parlando pacificamente con questo gnomo abbiamo scoperto che lui non ci avrebbe osteggiati, anzi: ci ha informati sulla natura di Krag, capo spirituale affiancato a Scalad, che pare sia una sorta di druido a cui le piante obbediscono. Questo strano goblin-frate ci ha proposto di eliminare Krag e i suoi sei adepti e di organizzare un futuro di convivenza pacifica con il villaggio, instaurando un rapporto di scambio tra la comunità di cacciatori e quella di coltivatori.

Dopo aver riposato ci siamo diretti, con le parole inaspettate di proposta di pace di questo goblin, ad affrontare l’ultima minaccia: Krag. Il combattimento si è svolto nella sala sacra di questo strano sacerdote “a cui le piante obbediscono”, al cospetto di una enorme statua di madre della terra o simili.. siamo riusciti a sconfiggere i goblin invasati, Krag e il suo compagno animale Whoppy, anche se Krag morendo ha lanciato una maledizione su Mule.. lasciandolo cieco.

Al combattimento è seguito un momento di vero panico. Quando con calma abbiamo esplorato la stanza infatti abbiamo rinvenuto una sorta di scrignetto in uno scomparto segreto, e quando Adam ha toccato lo scrigno è rimasto come paralizzato. Siamo diventati matti per capire cosa avesse, provando ogni tipo di incantesimo per salvarlo ma senza successo: era come se la sua anima fosse su un altro piano, avendo lasciato il suo corpo vuoto e destinato alla morte.

Blossom Hill, 29 settembre: sollievo

Il giorno dopo i miei incantesimi hanno potuto rimuovere la maledizione che rendeva cieco Mule, ma non aiutare Adam. Ormai nel panico per la mancanza di via d’uscita dalla situazione ho provato ad afferrare una delle quattro pietre che erano contenute nello scrigno maledetto (delle pietre con incastonate delle gemme grezze)e a toccare con essa il nostro gnomo. Incredibilente qualcosa è successo: la pietra si è dissolta e lui si è svegliato, raccontando di strane visioni di un deserto brullo e roccioso… Meno male che siamo riusciti a salvarlo, è stato proprio un brutto spavento.

Dopo aver conferito con lo gnomo-frate a proposito del proporre un’alleanza agli uomini del villaggio siamo ripartiti per fare ritorno a Blossom Hill.

Blossom Hill, 30 settembre: investigando

Una volta in paese abbiamo svolto delle indagini sulla base di una mappa goblin rinvenuta dopo gli scontri con Scalad e Krag, mappa che indica tre luoghi sulla collina. Non abbiamo potuto esplorare quello che è segnato all’interno del giardino, perchè le piante paiono impazzite: sono agitate e violentissime ed è impossibile entrare. Negli altri due luoghi sono state sepolte delle piccole urne vuote. Una delle due “anfore” è di rame e una di argento.
Parlando con il capo dei sacerdoti del Tempio di Chauntea (con cui mi trovo sempre meglio.. credo di piacergli!) abbiamo potuto confermare che esistono delle leggende riguardanti un tesoro sepolto sotto la collina, leggende che obbligano anche a non coltivarla per via di un antico decreto del feudatario della zona! Anche i vecchi del paese sono tutti convinti che ci sia un tesoro. Le storie parlano di un potente re di almeno 300 anni fa, che diede ordine di venire sepolto con tutte le proprie riccchezze -pena la maledizione.
Infatti è anche venuto fuori che quando è stato scavato il pozzo del Tempio di Chauntea sopra alla collina molte persone erano state possedute da spiriti malvagi (lanciavano fiammate dalle mani, per esempio, o uno di loro uccideva chiunque toccasse), però il chierico locale riuscì ad aiutare ognuno di loro. In compenso, terminato il pozzo tutti questi episodi ebbero fine, ma tutti coloro che parteciparono alla sua costruzione sono stranamente morti, tutti di morte accidentale o sfortunata…
Un’altra leggenda di cui abbiamo sentito riguarda un elfo guardiacaccia della zona, che era molto rinomato perchè si comportava come se avesse due distinte personalità -tanto da dare addito al sospetto che invece si trattasse di due gemelli. Pare che a un certo punto scomparve, e dopo non molto un tizio del villaggio si vantò di aver trovato la sua spada. Quando nei boschi cominciarono ad accadere fatti strani, questo tizio si offrì di andare ad indagare e non fece mai ritorno..

Ci siamo riempiti la testa di tutti questi racconti e leggende per tutto il giorno, rimanendone storditi e alla fine non sapendo più che pesci prendere. Abbiamo chiesto il permesso di scendere nel pozzo ad indagare, e abbiamo deciso che domani in giornata esploreremo laggiù.

A sera quando ci siamo riuniti tutti in taverna abbiamo scoperto che Mule e l’Elfo hanno subito un attacco da parte di due bounty killers, quei due elfi che si erano finti amichevoli con loro.. hanno tentato di ucciderli, e quando invece sono stati uccisi a loro volta sono morti avvizziti in modo molto innaturale…

Blossom Hill, 1° ottobre: dentro il pozzo, dentro il pozzo!

Preparati a puntino ci siamo organizzati per esplorare il pozzo. Adam ed io siamo scesi giù aiutati dalla magia, e abbiamo scoperto che nel fondo a parte un cadavere umano con una spada magica (una spada come di porcellana, di fattura molto strana) non si trova nient’altro, mentre a metà altezza c’è come una crepa.. è più o meno una zona più sotto rispetto alla cripta del Tempio, e c’è qualcosa di strano perchè è una zona fredda in modo magico e innaturale, tanto fredda da danneggiare e congelare all’istante.

Continuando a studiare sulle giare metalliche rinvenute abbiamo deciso di interpretare come fossero delle istruzioni le parole di una antica ninnananna locale.. Le abbiamo trovate trascritte su una pergamena nelle sale dei goblin, e probabilmente spiegano come accedere all’interno della collina. In base alle parole della ninnananna abbiamo provato a mettere 16 monete d’argento (quelle che abbiamo trovato, a loro volta, già preparate dagli gnomi. tutte del Thetyr) nella giara dello stesso metallo: ed essa infatti si è chiusa, sigillandosi magicamente!
Putroppo stando alla nostra interpretazione della antica filastrocca ci serviva parecchio sangue di bue per sigillare anche la giara di rame, allora abbiamo deciso di comprarne uno e organizzare una festa in paese per avere la scusa di macellarlo… uè: di necessità virtù!

Blossom Hill, 2-3 ottobre: organizzare la festa, subire gli imprevisti!

(in questi riassunti ci sono meno dettagli perchè erano sessioni a cui non ho preso parte)
I preparativi per la festa al paese sono proseguiti meticolosi: Adam ha preso accordi con lo sceriffo per portare ospiti alla festa anche alcuni goblin, in modo da sfruttare l’occasione per intavolare le premesse ai rapporti di pace che potranno esserci in futuro tra loro e gli abitanti del villaggio.
Abbiamo anche provato ad entrare nel giardino, ma le piante ora sono davvero troppo fuori controllo ed è pericolosissimo, purtroppo. E, esplorando la collina, abbiamo trovato un ampio portone di fattura goblin, molto antico, incastonato nel suo fianco: probabilmente l’accesso alle sale del fantomatico tesoro, in qualche modo.. la sua apertura è connessa alle tre giare, quindi abbiamo proseguito nel nostro piano.

Xamlas però ha cominciato a peggiorare nel suo stato di salute alterata dalla fascetta maledetta della Creatura D’Ossa che da tempo ormai lui indossava. E’ emerso infatti che d’improvviso una sorta di resistenza agli incantesimi lo proteggeva, e non capendone il motivo non abbiamo potuto far altro che andare a dormire, preoccupati, dopo una lunga giornata di preparativi.

Al mattino ci siamo accorti della sparzione del nostro compagno mezz’elfo. Preoccupati abbiamo seguito la sua traccia tramite l’incantesimo Localizza Oggetto, verso il cimitero. Appena lì abbiamo trovato una zona, dove era situata l’antica tomba profanata dal nostro compagno ormai tanto tempo fa, delimitata da oscurità magica.. all’interno di essa si è formata la figura di un Wraith che ci ha legnati di santa ragione, sinchè ci siamo accorti che era confinato nell’oscurità e abbiamo continuato a combatterlo da fuori rispetto alla sua zona di potere, al che si è nascosto fuggendo ai nostri attacchi. Proseguendo nella ricerca di Xamlas siamo corsi sempre sulle sue tracce e abbiamo attraversato il paese. Qui abbiamo avuto un altro incontro assurdo: abbiamo visto uno strano uomo, proveniente da terre lontane, che ci ha detto di essere alla ricerca di Xamlas, che però lui ha descritto come “giovane mago”. Ha detto che questi è colpevole di aver profanato la tomba del signore che lui serve, Ambasciatore a Myrabar di nome Sallak del Regno di Alwa.. tomba locata proprio aMyrabar.. noi abbiamo fatto gli gnorri e abbiamo proseguito, sino al portale goblin nel fianco della collina.
Lì abbiamo trovato il nostro amico: semi pietrificato, appoggiato alla porta, ormai praticamente incosciente. Disperati abbiamo cercato di salvarlo con rimuovi maledizioni e altri incantesimi ma è stato tutto inutile.

Mentre Adam e Mule correvano dai goblin per rispettare l’impegno preso con loro, di andarli a prendere e accompagnarli alla festa dell’indomani, io e l’Elfo siamo rimasti lì, dalla porta goblin, a vegliare sul corpo pietrificato del nostro amico. A sera, dopo una faticata assurda, i nostri amici hanno fatto ritorno. E durante la notte è successo l’imprevedibile: una figura è avanzata alla tenue luce lunare, un uomo provato, stanco, magro e deperito.. ferito e stravolto, ha barcollato verso la luce del nostro fuoco da campo, rivelandosi per Xamlas, il nostro amico mezz’elfo! Sbalorditi, abbiamo guardato il suo corpo pietrificato e poi la sua figura così magra e rovinata da mille traversie, ascoltandolo pronunciare parole per noi assurde: “finalmente vi ho ritrovati! Vi ho persi quando ho preso lo scarabeo dalla tomba, mi sono ritrovato perduto in caverne sotterranee popolate di uomini lucertola e ho lottato sin’ora per ritrovarvi!”.

Possibile che il nostro amico sia stato sostituito da un’altra creatura, probabilmente malvagia, sino da quel momento!? la scoperta è stata sconvolgente…!

23 novembre 2010.

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Il 23 maggio 2010 era una domenica.

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Dopo aver trascorso il weekend insieme a Savona, un bel weekend di sole, e aver pranzato a casa dei miei come già tante altre volte Alberto ed io siamo partiti. Non è partito da solo, non ci siamo salutati mentre a me si riempivano gli occhi di lacrime, non ho guardato la sua auto allontanarsi da me. No. Quel giorno abbiamo stipato la Gigia di ogni sorta di scatolone, con l’aiuto di papà, incastrando come veri maestri di tetris ogni cosa possibile nel bagagliaio e sui sedili. Abbiamo salutato i miei, non senza commozione da parte mia e di mamma nell’abbracciarci. E io sono partita seduta al fianco di Alberto, vedendo scorrere i panorami ben noti delle colline liguri, lasciandomi alle spalle la forma del Beigua e i riflessi del mare, girando le spalle a Genova e ai tunnel di quella strada che chiamano autostrada, e viaggiando felice e serena con Alberto verso la nostra nuova casa!

Quella sera abbiamo raggiunto Basaldella alle nove, parcheggiando un po’ a fatica nel cortile (“dovremo chiedere al vicino di mettere la sua automobile un poco più in là, sennò non ci stiamo..) e trafficando non poco per spostare tutte le scatole e i sacchetti e le valige da dentro la macchina sino in sala. Abbiamo chiuso alle nostre spalle la porta di casa, per la prima volta, prendendo possesso di ogni gradino, di ogni stanza, del nostro nido: felici stanchi e un po’ storditi dalle emozioni.

Abbiamo cucinato spaghetti aglio olio e peperoncino, l’unico cibo disponibile in casa, accompagnati da una delle 6 bottigliette di coca cola da mezzo litro che rappresentavano le uniche inquiline del nostro frigo deserto: è stata una delle cene più buone del mondo :D

Abbiamo preparato il nostro letto in una stanza semplice e spoglia di soprammobili, di fronte al nostro splendido armadio bianco nuovo, gigante, e vuoto: pronto ad accogliere vestiti e vestiti, ma ancora al momento libero e leggero. E ci siamo addormentati abbracciati, dopo aver preparato il letto con le uniche lenzuola disponibili pronte già fuori dagli scatoloni, grazie alla mamma di Alberto, e con una copertina.. perché faceva ancora freschetto.

La nostra prima notte nella BasalMansion :°)

La casa era tanto, tanto diversa da come è oggi.
Per cominciare, era zozzissima: ho speso davvero molto tempo a pulirne ogni superficie (o quasi!) con impegno e dedizione, ascoltando musica e lasciando che il sole sempre più primaverile entrasse in casa dalle finestre spalancate.
La sala era un disastro.. occupata da innumerevoli scatoloni ospitava ancora i vecchi divani e le vecchie sedie, di cui ci siamo poi liberati sostituendoli con i divani della nonna e con delle sedie nuove acquistate insieme! Sono comparsi i quadri alle pareti, la libreria stupenda, la bacheca di vetro.. la camera è cambiata ed è divenuta la meraviglia che è ora!
La cucina è rimasta molto simile, avendo noi per ora mantenuto tutti i mobili; eppure con i soprammobili nuovi, con i libri di cucina ad occupare il ripiano a fianco al frigo, con il frigo nuovo (al posto di quello vecchio e marcio che era incassato in mobili coordinati agli altri) e soprattutto con le tende a incorniciare la finestra è come fosse un’altra stanza!
Piante e fiori hanno cominciato ad apparire decorando i sottovasi stupendi di nonna Lidia. Mensole si sono aggiunte o sono sparite, mobili di sono spostati, i libri hanno invaso gli scaffali, giorno dopo giorno la casa è cresciuta, le tende l’hanno abbellita e ora è praticamente perfetta. La cameretta ha preso vita e personalità, rimanendo però bella e semplice come il primo giorno, e la stanzetta “degli ospiti” è cambiata ed è diventata sempre più graziosa.

I mesi sono passati e sembra strano che sia già il 23 novembre. Sono trascorsi sei mesi, una metà anno intera, dall’inizio della convivenza di Fanciullino e di Bimbaverde.. sono stati mesi magici, stupendi, allegri, innamorati. Siamo felici e stiamo benissimo, e i giorni volano sin troppo rapidamente! L’estate è volata in un soffio, con i ritmi nuovi e diversi della vacanza a fine luglio in oriente e con la mia situazione di casalinga momentanea! I giorni si sono susseguiti veloci e l’autunno è giunto rapidamente, mutando i colori e gli odori della mia nuova terra e portando nell’aria densa di nebbia il profumo della legna bruciata nelle stufe. Ogni giorno è uno splendido regalo, svegliarsi insieme abbracciati è sempre più una gioia e potersi stupire di quanto sia bello prepararci la cena ogni giorno insieme è davvero un dono prezioso.

Sono trascorsi sei mesi.. e sono davvero felice :°)

Buon mesiversario casetta di Basaldella. Buon mesiversario Fanciullino mio!

Dreaming Salisburgo.

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A settembre, in occasione di una visita-lampo a Savona come tappa per raggiungere Nizza e stare un po’ con gli zii, Alberto ed io ci siamo trovati a chiacchierare con i miei chiedendo loro quando sarebbero tornati in Friuli a trovarci! Quando sono stati da noi a giugno avevamo trascorso delle giornate davvero stupende insieme, ma il tempo tiranno non ci ha più concesso un’occasione simile da allora.
Così, dopo un attento consulto del calendario, il ponte dell’Immacolata si è manifestato come occasione più prossima per una visita un po’ più consistente di un weekend-toccata-e-fuga!
Alberto ha proposto di andare tutti ai mercatini di Natale di Salisburgo, dove noi siamo stati l’anno passato per la stessa occasione! La nostra esperienza è stata talmente stupenda da voler tornare e condividerla con i nostri cari: purtroppo Renata e Donato non potranno venire, così abbiamo preso accordi con mamma e papà per andare a Salisburgo nella seconda metà della settimana dell’8 dicembre!

Dato che la pensioncina dove alloggiammo l’anno scorso Alberto ed io era già completamente prenotata abbiamo dovuto cercare una differente sistemazione per le nostre notti in città. Soggiorneremo all’Ambiente Hotel Struber, che mi pare proprio un’eccellente hotel! Si trova proprio alla base della Festungsberg (la collina su cui sorge la Hohensalzburg Fortress) nelle cui piazze d’armi vengono allestiti alcuni mercatini, e a un passo da quelli stupendi di Domplatz! Insomma, è perfetto per girare la città a piedi come faremo noi!

Avremo praticamente 5 giorni per stare insieme: mamma e papà spezzano il viaggio fermandosi a Udine una notte all’arrivo e una notte prima della partenza! Se abbiamo fortuna con il viaggio, trovando meno neve rispetto all’anno scorso, per arrivare a Salisburgo ci vogliono solo 3 orette :) Spero proprio che sia tutto stupendo come l’anno scorso: Alberto ed io abbiamo davvero adorato la vacanzina, la città, i bellissimi mercatini! ci pregustiamo anche molto il ritorno a Hellbrunn, che era stata una tappa stupenda!

Solo a pensarci scoppio di gioia, e mi pare già di sentire il profumo del vin brulè nell’aria!!! ;)

Qualche giorno a Savona.

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Dopo una lunga assenza da Savona Alberto ed io abbiamo deciso che a metà novembre saremmo andati a trovare la famiglia savonese, anche per vedere Renata dopo la bella notizia che ci aveva dato prima della partenza per Dubai! ;) Mercoledì scorso, spronata da Alberto, sono scesa in Liguria con un paio di giorni di anticipo, in modo da sfruttare la mia attuale disoccupazione (sgrunt) per trascorrere due giorni in più con i miei e per rivedere un po’ di amici!

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Devo dire che a posteriori ho fatto bene a dedicare un paio di giornate a mamma e papà, a Renata e a Donato, e a girare come una trottola per vedere tante persone e salutare più amici possibili ;) avrei rischiato di pentirmene più avanti, quando avendo orari lavorativi da rispettare non potrò più concedermi qualche giorno di vacanza senza motivo! Però il viaggio è stato davvero interminabile: i treni non mi mancano certamente, e viaggiare in auto con Alberto è mille volte meglio :P sono stata davvero felice quando lui ha finalmente potuto raggiungermi a Savona, e abbiamo trascorso la nostra serata di venerdì a cena su alla Villetta, in compagnia dei famigliari :)

La giornata di giovedì è stata illuminata da uno splendido sole caldo: dopo una settimana di pioggia e nebbia mi ci voleva proprio :) ho trascorso la mattina con la mamma in garage, impegnate in un’attività che si è rivelata piacevolissima e divertente: abbiamo aperto le scatole che contengono da anni i preziosi gingilli di vetro della mamma. Prima dell’arrivo di Shinobi infatti in casa si è sempre addobbato l’albero con gingilli in vetro, luccicanti fragili e preziosi (quanti ne ho rotti!): è davvero splendido decorato così, e io ho ricordo preciso di ogni pallina o pignetta, ogni funghetto e babbonatale appeso negli anni con cura ai rami dell’albero! Adesso che il micio è giù a casa di Renata mamma probabilmente utilizzerà nuovamente i gingilli di vetro, ma ha preso una decisione: dato che sono davvero tantissimi, accumulati negli anni con amore e grande attenzione nella scelta, me ne ha data una parte in modo che possa a mia volta utilizzarli per decorare l’albero che Alberto ed io compreremo per casa nostra!!! :D
Così, dicevo, abbiamo aperto scatola per scatola e fatto la divisione dei gingilli ^_^ mi fa piacere da matti perchè sono le decorazioni che associo alla mia infanzia, e all’amore per il Natale che ho sempre avuto! Così, la domenica sono ripartita verso il Friuli con Alberto con il bagagliaio stivato di tre scatoloni di addobbi natalizi ^______________^

Già giovedì ma soprattutto venerdì ho rivisto veramente tantissime persone amiche: mi dispiace molto per coloro che non sono riuscita a salutare per un motivo o per l’altro: ci rifaremo una prossima volta :)
Il tempo è volato e preso è giunto venerdì e con esso Alberto! Insieme poi sabato abbiamo giocherellato con Renata e Donato (bello il giochino Castle Ravenloft :D) e a sera abbiamo cenato con Betta e Pizzi: si festeggiava la gloriosa laurea della nostra amica e la promozione lavorativa di Alberto, e con queste due piacevoli scuse abbiamo trascorso insieme una bellissima serata, conclusa a casa Tocco a bere tisana calda chiacchierando ^_^

Voglio veramente ringraziare tutti voi che avete dedicato del tempo per incontrarmi, pranzare con me, prendere un aperitivo, fare due passi, girellare, bere un thè, farmi un saluto più o meno veloce: sono stati due giorni davvero splendidi, e quando sono tornata a casa domenica ero contenta di aver salutato un bel pezzetto di Savona ;D

Ma, detto tra noi senza che nessuno si offenda: per quanto sia stupendo salutare gli amici, le persone care e soprattutto la famiglia, domenica ero proprio contenta di star tornando con Alberto alla nostra casetta a Basaldella! ^______________________^

Fiere e Santi.

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Già altre volte ho accennato alla Fiera di Santa Lucia, e al ruolo che questa occasione aveva nelle mie fantasticherie natalizie in passato! Ieri ho sperimentato per la prima volta la sua controparte nella mia nuova vita friulana ^_^

In questo mio primo anno in FVG sono molti i rituali, gli eventi e i momenti preziosi che si stanno sostituendo a quelli che scandivano la mia vita in passato :) per l’appunto l’annuale mercatino di Santa Lucia che ha luogo il 13 dicembre a Savona ha appena trovato il suo corrispettivo nella Fiera di San Martino di Cervignano, che si svolge in più giornate! Nonostante fossimo via per il weekend, quindi, Alberto ed io abbiamo potuto ugualmente visitarla il lunedì, ossia ieri :)
La piazza è gremita di bancarelle e chioschi, che affollano anche Via Roma e svariate vie che si dipartono dalla piazza. Nonostante fosse l’ultimo giorno e alcuni banchi stessero già sbaraccando abbiamo potuto girellare a lungo, dalle sei in poi, ed è stato davvero divertente! Purtroppo molti banchi sono semplicemente gli stessi del mercato settimanale e i banchetti tradizionali, natalizi o artigianali sono sempre meno (come è accaduto anche a Santa Lucia). Ma girare insieme mano nella mano, in una serata tutta per noi, è bello a prescindere dai banchetti ^____^

E’ stato divertente vedere le differenze che saltano agli occhi di chi sia abituato alle fiere di una regione così lontana come la Liguria! Per esempio qui si può trovare il Vin Brulè, immancabile e irrinunciabile bevanda per scaldarsi nella sera novembrina: mai visto prima se non a Salisburgo, pensate! A Savona al massimo puoi trovare una birra fresca! ;D invece qui in Friuli ho potuto berne sia l’altra settimana, alla Fiera di San Carlo, sia ieri a San Martino :)
C’è differenza anche nei dolciumi invernali tipici di queste fiere: io sono abituata a comprare il torrone morbido al cioccolato, che in Liguria è praticamente il torrone morbido tradizionale avvolto nell’ostia e ricoperto da uno strato di cioccolato fondente. E’ il mio preferito, e ieri ho scoperto che qui è diverso :D in pratica ha il cioccolato nell’impasto, non ha copertura, e quindi è marroncino.. dovrò assaggiarlo prima o poi! Ne ho invece presa un’altra qualità, molto appetitosa e a me sconosciuta! Un torrone duro che ha su un lato una bella copertura di cioccolata nera e poi è arrotolato su se stesso, e tagliato a sezioni: ne ho preso un bel tocùt da assaggiare ;)
Altra buffissima cosa: non c’è traccia qui delle nocciole tostate con lo zucchero a velo, bianche, che compravo ogni anno per golosità! Si trovano le mandorle tostate e le nocciole, ma non zuccherine! Che strano^_^

Così ieri abbiamo girellato, e abbiamo anche comprato alcune cosette (peperoncini, capperi e anacardi, alcuni dolcetti e poi cose come un bel centrotavola rosso natalino per le tovaglie bianche e uno di quegli stampi di silicone per budini e panne cotte!) per poi fermarci a mangiare il panino con la porchetta rituale di questo genere di fiere!
Ma la parte migliore doveva ancora venire: abbiamo infatti raggiunto i genitori di Alberto a casa di L. e G., per salutarli e cogliere finalmente l’occasione di conoscere la signora G.! Era da tempo che lei manifestava il desiderio di conoscermi e io a mia volta di conoscere lei, autrice di un regalo graditissimo che abbiamo ricevuto: uno splendido thermos di cui nelle fredde serate autunnali stiamo facendo larghissimo uso ^___________^
Conoscerli è stato stupendo: erano tutti a cena con la tavolata di amici di lunga data con cui si incontrano alcune volte l’anno. Una rumorosa compagnia di persone meravigliose e con molto da raccontare. Una compagnia in cui mi sono trovata subito straordinariamente bene: non sarei mai venuta via, sarei rimasta tutta la sera a sentire gli incredibili racconti di B. di quando da bambino era guardiano di oche e a sentire questi vecchi amici ridere e scherzare tra loro -rigorosamente in Friulano! :D

E’ stata davvero la conclusione più bella possibile per la mia prima fiera di San Martino ^_____________________^

Fanciullino&Bimbaverde – Dubai 2010

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La partenza

Dubai2010 020Quando Alberto mesi fa mi disse dell’invito ricevuto per partecipare ad un importante convegno a Dubai a fine ottobre, la data sembrava lontanissima. Si era nei primi mesi dell’anno, se non sbaglio. Moltissimi eventi già programmati  dovevano ancora avere luogo: lasciare Savona, il trasloco, ambientarsi nella casa nuova, affrontare il viaggio a Singapore e la vacanza in Sri Lanka, cercare lavoro in Friuli. Parlammo subito dell’eventualità che io potessi seguirlo e trascorrere con lui alcuni giorni a Dubai: non sapevamo se sarebbe stato possibile o meno, ma sapevamo che sarebbe stato bello. Perfino andando a Singapore e perciò facendo scalo a Dubai sia all’andata sia al ritorno non sapevamo se poi ci saremmo tornati insieme!­ Può sembrare strano (a chi non mi conosce :P) ma la prima cosa che ho pensato quando abbiamo saputo che la data del convegno sarebbe stata a fine ottobre è stata “oh, non andremo a Lucca quest’anno”… perché negli ultimi 15 anni è stato un evento annuale che non mi sono mai persa ;) e ovviamente la cosa non ha avuto alcuna importanza alla luce del paragone tra le due opportunità: infatti fu da quando Alberto andò a Dubai in passato (mi pare intorno al 2005) che i suoi racconti mi misero una gran voglia di vedere a mia volta i luoghi così lontani che aveva visitato, soprattutto il deserto… mi raccontò di aver fatto un safari tra le dune, con arrivo finale in una tenda al tramonto dove cenare assistendo alla danza orientale di abili ballerine, il tutto in una cornice così esotica da stimolare per forza la mia invidia! :D al tempo non avrei assolutamente nemmeno osato sperare che avrei vissuto quelle esperienze da me desiderate proprio con lui, al suo fianco :°)

La data pareva lontana e incerta, dicevo. Avrei trovato lavoro prima? Avrei potuto seguire Alberto a Dubai o no?  Non è stato certo sino all’ultimo, quando a settembre non potendo tentennare oltre abbiamo comprato i biglietti aerei (rischiando pure, per il ritardo, di non trovarli!): la vacanza avrebbe avuto luogo da domenica 24 a domenica 31 ottobre, date forzate da orari e prezzi dei biglietti, e il convegno si sarebbe tenuto nelle giornate di mercoledì e di giovedì lasciandoci molti giorni per una vera romantica vacanza a due :)

E come sempre il tempo vola e quelle date che parevano così lontane nel tempo sono giunte rapidamente, e altrettanto velocemente scivolate via: ed eccomi di ritorno a scrivere di questo stupendo viaggio di Fanciullino e Bimbaverde :°)

Il viaggio

Dubai2010 114Domenica 24 ci siamo svegliati di buon’ora, un po’ torbidi per il sonno: la sera prima avevamo vissuto una splendida serata con Paola e Antonio, cenando insieme e poi andando al cinema a vedere Inception (che peraltro consiglio, mi è piaciuto moltissimo!). Dopo una tanto bella serata siamo andati a dormire in preda a quella bella eccitazione di prima della partenza, la stessa che ci ha accolto alla mattina di domenica al nostro risveglio :P Era praticamente tutto pronto quindi abbiamo potuto finire i preparativi, mangiare un piattino di pasta veloce e partire già alle 11.30: con largo anticipo per la buona salute dei nervi di Alberto ^_^

Il viaggio verso l’aeroporto è andato liscio, la coda al check-in non era eccessiva e nonostante io abbia suonato come sempre al metal detector e abbiano verificato il mio (sostanzialmente vuoto) bagaglio a mano abbiamo perso pochissimo tempo ai controlli; il volo inoltre aveva un leggero ritardo, così ci siamo trovati a dover trascorrere quasi due ore in attesa! Girellando, chiacchierando e mangiucchiando il tempo è trascorso, e in men che non si dica stavamo decollando :) abbiamo visto Predators durante il volo (ecco, si può sopravvivere anche senza aver visto questo film, devo dire), dormito e giochicchiato. Ma soprattutto patito la presenza di un bambino davvero molesto durante tutto il viaggio.

All’atterraggio siamo stati accolti da una signorina cinese e da un giovanotto indiano che rappresentavano il nostro servizio di accoglienza (in virtù della partecipazione di Alberto al convegno!). Hanno provveduto a ritirare i nostri bagagli mentre noi stavamo placidamente seduti a bere succo di frutta e mangiare datteri e biscotti e a farci passare attraverso i controlli tramite vie preferenziali. Sarebbe stato tutto perfetto se non fosse che non avevano capito una banana del fatto che anche un’auto era pronta per noi e in attesa di caricarci e di portarci in albergo: quindi non solo la signorina non ha visto l’autista con il segnale per noi all’uscita dell’aeroporto, ci ha pure fatto macinare chilometri tra il gas di scarico e il calore dell’aria dell’orribile parcheggio auto per andare fisicamente all’ufficio della compagnia di trasporti che si sarebbe occupata di noi a chiedere cosa fare… infatti la vigliacca poi si è dileguata senza salutarci, dopo che per causa sua abbiamo fatto un sacco di strada e aspettato quasi mezz’ora che qualcuno ci dicesse dove andare –per poi ovviamente rifare la strada al contrario.

A notte fonda eravamo finalmente in albergo, quasi alle due dell’ora locale: abbiamo pure impiegato un sacco di tempo a registrarci perché in reception c’era un baluba totale che non era ancora molto pratico del proprio lavoro :P

Rispetto alla stanza di Singapore, quella dell’Ibis Hotel era parecchio più piccola: perfetta per due (l’altra era inutilmente grossa) ma meno attrezzata: niente vasca da bagno, quindi! Peccato, l’avrei sfruttata volentieri nei due giorni in solitario :P in compenso la vista era piuttosto bella, resa unica dal panorama dritto dirimpetto all’incredibile Burj Dubai, l’edificio più alto del mondo!

Il primo giorno: lunedì 25 ottobre

Dubai2010 097La prima notte di vacanza per me è sempre un po’ un trauma: tra il letto nuovo, l’aver dormito durante il viaggio e soprattutto l’eccitazione della novità e della vacanza in genere dormo poco e male. Lunedì ci siamo svegliati intorno alle nove, pronti a visitare la città seppur un po’ stropicciati. Rispetto agli alberghi in cui abbiamo soggiornato in Sri Lanka l’Ibis Deira City Centre è più modesto; è comunque carino, pulito e tranquillo e in posizione comoda per noi che amiamo più visitare il “centro storico” piuttosto che i quartieri dei grattacieli! Far colazione all’ombra, nella zona all’aperto dell’albergo con il vento caldo del deserto che soffia sulla pelle nuda delle braccia è una cosa che a ottobre dà veramente valore aggiunto alla vacanza ;) un po’ meno il trovarsi a camminare sotto il sole cocente dell’una in cerca di un riparo, come è capitato a noi incauti il giorno dopo :P non fate come noi: trovate un riparo per le ore più calde del giorno, e ricordate che alla fin fine si è nel deserto ^_^°°°

La meta che abbiamo scelto per il nostro primo giorno di vacanza è stata il quartiere di Bastakiah, che mi incuriosiva molto! E’ ricostruito secondo gli aspetti dei quartieri di una volta ed è quindi molto carino e suggestivo. Ci sono alcuni negozietti graziosi di artigianato arabo e alcuni bei locali, una Heritage House e la bella Grand Mosque (non visitabile ai non musulmani). Secondo me il quartiere merita un giro sia di giorno sia di notte, perché cambia proprio aspetto. E’ affacciato sul Creek quindi permette la visione di bei panorami.  Abbiamo poi percorso la strada principale che conduce da lì al Al Fahidi Fort, fermandoci prima in un supermercato a comprare da bere e in un negozio di souvenir gestito da indiani a comprare i primi regalini. Nel forte è ospitato il Museo di cui Alberto aveva ottimi ricordi, che sono stati ancora migliorati perché in questi anni hanno aggiunto nuove sale (sul deserto e sulla pesca delle perle) rendendo così la sua seconda visita nuova quanto la prima :) Tra l’altro entrando in visita all’una abbiamo preso due piccioni con una fava, evitando anche di essere all’esterno durante le ore più calde!

Nonostante questo abbiamo però ciffato gli orari del nostro pomeriggio: infatti sino alle 16 molte “attrazioni” chiudono, tra cui i mercati tradizionali! Ci siamo diretti al Souq di Deira, ma la visita qui è stata resa meno interessante dal fatto che la metà dei barachini era chiusa.. poi abbiamo preso un Abra e siamo tornati sulla sponda di Deira per visitare il Souq delle Spezie: idem in parte chiuso, ma ci è bastato visitare ciò che era aperto per fare scorta di thè, noce moscata, curry e zafferano :D

Abbiamo stranamente avuto difficoltà a trovare il Souq dell’oro: dopo aver vagabondato per un po’ ce l’abbiamo fatta, ma decisamente con la metà dei negozi chiusi era proprio meno bello da vedere. Non trovando affatto il Souq dei profumi che mi interessava ci siamo diretti a piedi su una grandissima strada verso il Mercato delle verdure e del pesce, facendo sosta in un localino indiano dove abbiamo mangiato un bel piattone di riso e verdure economicissimo e ottimo! La visita al mercato locale del pesce secondo me è un’ esperienza mitica: ci sono solo locali e i dipendenti del mercato sono tutti vestiti di blu. Il colpo d’occhio di questo vasto capannone dove vengono venduti tantissimi tipi di pesce diverso è straordinario. Poi a fianco c’è un altro capannone dove abili Srilankesi tagliano e puliscono il pesce precedentemente acquistato dai clienti del Mercato! La gente ci guardava incuriosita, sorridendoci e salutandoci, mentre girellavamo tra i banchi odorosi, fermandoci per farci fotografare quello o quell’altro pesce! Due giovanotti hanno voluto la foto e ci hanno chiesto un giorno di portargliela :D
E subito fuori al mercato c’è una zona in cui i pescatori dispongono in fila decine di SQUALI! È impressionante davvero, spero che le foto rendano l’idea ‘_’

Dubai2010 145Ormai piuttosto stanchi siamo rientrati in albergo per riposare un po’ e rinfrescarci con una doccia. Siamo usciti nuovamente per cena: il taxi è molto economico come mezzo di trasporto e per un paio di euro abbiamo potuto tornare a Bastakiah a cenare! Dopo aver tanto letto del Bastakiah Nights io ero curiosissima di provarlo. Lo raccomando caldamente: con circa 400 dirham abbiamo gustato il menù a quattro portate che ha messo davvero a dura prova la capacità dei nostri stomaci, bevuto due bevande a testa, il caffè e il thè caldo alla menta. Per me 40 euro a testa sono un po’ eccessivi per una cena, anche in vacanza, però erano assolutamente commisurati al cibo: abbiamo ricevuto di antipasto tre tipi di humus diversi, un piatto di tabuleh e uno di involtini di carne in foglie di vite e uno di strani involtini di pasta fritti ripieni di formaggio. Ah, e una zuppa! Dopo tutte queste prelibatezze accompagnate dal pane arabo sono arrivate le due portate principali a base di carne di agnello scelte da noi, due piattoni ciclopici con molto riso di accompagnamento. Sopravvissuti a questo, abbiamo visto arrivare un enorme piatto di frutta (melone, anguria e mela a fettine, e datteri) il cui bordo era pieno di dolcettini arabi (noti per la loro consistenza e il loro contenuto calorico!), e un piccolo creme caramel a testa! Pensavo che ne sarei morta. Se il thè caldo alla menta non mi avesse aiutata a digerire non so come avrei potuto sopravvivere :P  Se non avete stomaco capiente però chiedete di mangiare meno e spenderete meno :P Il locale è stupendo: nel cortile dove abbiamo cenato noi i tavoli di legno massiccio coordinati alle sedie sono disposti intorno a un elegante arredo tradizionale che decora il centro dell’ampio spazio all’aperto in cui ci si trova. A fianco dei tavoli, una splendida postazione (più da aperitivo forse che da cena) simula una tenda del deserto. Musica araba riempie l’ambiente e dopo il pasto è possibile anche salire sulla terrazza più alta a godersi il panorama. Il menù viene portato ai clienti in un porta pergamene di argento in stile arabo (lo trovi da comprare anche come souvenir, troppo bello!): insomma il posto è davvero stupendoso!

Abbiamo concluso la serata rotolando letteralmente verso Shindaga alla ricerca di un Shisha Cafè dove provare a fumare il narghilè.. così prima la camminata ci ha aiutato a smaltire un minimo la cena, e poi abbiamo potuto digerire semisdraiati comodamente sulle sedie del locale Al Areesh, guardando il Creek illuminato dalle luci notturne dei palazzoni di Dubai, mentre fumavamo il tabacco alla mela e bevevamo thè alla menta ^_____^ Volevo provare la shisha da un sacco di tempo.. da quando a Torino Gareth e Marci mi parlarono del poter fumare il Narghilè alla menta nel mio ristorante arabo preferito – cosa che non mi fu mai possibile perché proprio allora la legge vietò (finalmente) di fumare nei locali ;) Ora finalmente ho provato, ed è davvero divertente! Il sapore in bocca è leggerissimo, quasi non si sente se non dopo aver fumato molto e inspirato molto: ma il profumo che poi aleggia nell’aria è un aroma davvero delizioso :D

Come prima giornata e serata di vacanza è stata veramente gloriosa ^______^

Martedì 26 ottobre

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Per martedì mattina avevamo programmato la visita alla Jumeirha Mosque, che viene tenuta solo in certi giorni della settimana. La sveglia però è suonata impietosa e a me è dispiaciuto far alzare Alberto –che era evidentemente molto sonnacchioso e che i due giorni seguenti avrebbe avuto bisogno di tutte le sue energie! Così siamo rimasti a letto ancora un’oretta, rimandando la visita a sabato mattina. Questo e il prosecuo della mattinata, però, mi hanno insegnato una cosa importante che differenzia Dubai da altri luoghi di vacanza: se generalmente non è un problema avviarsi fuori dopo le dieci e mezza passate e gironzolare così nelle ore più calde del giorno, è sicuramente un problema qui in mezzo al deserto. Conviene piuttosto alzarsi un po’ prima al mattino e poi tornare in albergo a pisolare all’una, se si ha bisogno di un paio d’ore di sonno in più.

Noi infatti siamo arrivati verso quasi le 11 al quartiere Al Shindaga, composto di due villaggi storici ricostruiti per mostrare la vita quotidiana nel golfo prima della scoperta del petrolio.  Dopo aver visitato la Sheikh Obaid Bin Thani House (se non erro) che la mia guida dà per neo restaurata e priva ancora di uno scopo preciso: beh noi abbiamo scoperto a cosa è stata adibita! Hanno allestito tutte le sale interne con pannelli illustrativi e tv con video sulla religione musulmana. Sarebbe anche estremamente interessante se non fosse che lo scopo è di avvalorare l’unicità e l’autorevolezza del Corano tramite la scienza.. mi spiego: hanno dedicato ogni pannello a una frase dei loro scritti sacri in cui viene dichiarato qualcosa sulla natura, sulla terra, sull’universo insomma sul creato, e dimostrando che sono cose che la scienza nel tempo poi ha confermato. La tesi quindi è “visto? La Parola Sacra l’aveva detto già secoli prima che la scienza lo confermasse!”. Peccato che per alcune di queste cose ci sia molto da contestare: sono davvero tirate per i capelli sino ad essere, purtroppo, quasi grottesche. Sulla terrazza e in ogni altro angolo di questa casa storica altri pannelli illustrano la fede musulmana, i valori da essa dettati e il ruolo della donna, dei bambini e degli uomini nella società e nella vita quotidiana. E’ veramente molto istruttivo, ma leggere tutto (sono moooolti pannelli) nel sole del mezzogiorno è una dura prova di allenamento mentale!

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Proseguendo siamo giunti all’Heritage Village, dove secondo la guida avremmo potuto vedere artigiani all’opera e spaccati di vita tradizionale beduina di inizio secolo, una sala sul profumo e molte botteghe. Peccato che tutto questo, condito di spettacoli e altre meraviglie, si tenga da novembre a marzo :( è stata una delusione tremenda per me, ci tenevo tanto.. c’era solo qualche negozietto di souvenir aperto, in cui girellare, ma niente di tradizionale.. sigh.
Idem dicasi per il Diving Village che avrebbe dovuto ricostruire il quotidiano di una comunità di pescatori di perle nei primi del ‘900. Era ancora più deserto del primo, e ancora più soffocante il caldo torrido che picchiava sulle nostre teste! Delusissimi, abbiamo compreso l’imminente necessità di trovare un riparo al caldo desertico che andava aumentando (o in alternativa di buttarci nel Creek, che è sorprendentemente limpido e pulito e pertanto invitante).  Abbiamo percorso il tunnel sotterraneo pedonale infinito che collega le due sponde, tornando così a lato Deira, dove abbiamo preso un tassì che ci conducesse in un Centro Commerciale dove ripararci dal caldo: abbiamo scelto il Mall Of The Emirates come meta. Dato che noi odiamo gli Shopping Mall, quello era una buona scelta per mostrare quantomeno a me qualcosa di nuovo: la folle pista da sci innevata che è stata costruita al suo interno, esempio tangibile della follia locale :P

Dopo aver girato per un po’ nel centro, rinfrescati dall’aria condizionata (che devo dire viene usata meno follemente qui rispetto a Singapore: non c’è da congelare eccessivamente, quantomeno nei posti in cui siamo entrati noi. Sia negli alberghi sia nelle Mall è freschino ma gradevole, mentre a Singapore era da morire dal freddo e dallo shock termico!) ci siamo fatti portare al Madinat Jumeirah. Ecco questa è una meta che consiglio:  il resort è un enorme stupendo albergo che ha scelto per la propria immagine di rispecchiare l’antica architettura locale invece che divenire un ennesimo grattacielo di acciaio e vetro. Si compone di un paio di alberghi,di un complesso di villette e di un bellissimo suq al coperto! E’ inframezzato da suggestivi canali d’acqua percorribili con belle e costose imbarcazioni dette Abrat (un po’ stile venezia) e ricco di bar e ristoranti. I negozi nei corridoi di questo suq sono bellissimi: artigianato, gioielli, vestiti, Sishe (abbiamo comprato qui la nostra!!!) insomma mi è proprio piaciuto. Assolutamente meglio delle moderne orribili shopping mall tutte uguali, qui almeno non ci sono Bata e Swatch e altre marche famose che ci perseguitano anche in Italia :P Vicino al Madinat Jumeirah sorge il simbolo di Dubai, il Burj Al Arab a forma di vela. Bellissimo da vedere dall’esterno, per chi voglia visitabile a prenotazione anche negli interni.

Per tornare a casa abbiamo vissuto una piccola avventura:  aspettavamo in coda di prendere un tassì quando siamo stati approcciati da un tassista del Bangladesh di quelli “alternativi”: hanno il tassametro ma non la scritta sull’auto, hanno auto di lusso e ti fanno quindi una tariffa ben più alta dei tassisti normali, in genere. Lui voleva 60 invece di 50 Dirham, ma Alberto non ha ceduto. Dopo non molto, vedendo che tanto non saliva nessuno sul suo mezzo, il tassista ha ceduto e ci ha caricati. Alla fine abbiamo fatto un affarone perché intorno alle 17.30 la zona da Sheikh Zayed Road a Deira è tremendamente trafficata e con un taxi avremmo speso più di 74 Aed.. al nostro amico invece ne abbiamo date 60 e tanti saluti, in base ai precedenti accordi!

Quella sera abbiamo avuto giusto il tempo di prepararci per poi andare al Ricevimento di inaugurazione del convegno, che si teneva dentro il lussuosissimo Grand Hyatt hotel (per intenderci la camera doppia lì parte dai 3000 aed..). Per arrivare dal nostro albergo a lì ci abbiamo messo 10’ di taxi, e ce ne abbiamo messi quasi 15 a piedi per raggiungere, attraverso lussuose sale e immensi giardini, la zona di giardino all’aperto in cui si sarebbe tenuto il rinfresco! La serata è stata molto bella ma assurdamente calda, era da morire..! E’ stato piacevole rivedere alcuni visi noti di ex colleghi di Alberto di Basilea (abbiamo intravisto anche Jason, l’uomo che ride battendo mani e piedi e io adoro!), incontrare nuovi personaggi che io non avevo ancora conosciuto (come Piter, che disegnai con gli altri nel 2006!) salutare Yoshi: ci tenevo davvero molto. Il “grande capo” giapponese era stato un ospite squisito quando andammo a Basilea l’anno scorso, tanto gentile con me e tremendamente simpatico. E’ stato bellissimo vedere con quanta gioia abbia salutato me e Alberto, e quanto sia stato felice anche lui di rivederci! :)

Mercoledì 27 ottobre, primo giorno da sola

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Al mattino di mercoledì la sveglia è suonata presto: Alberto avrebbe dovuto essere al Grand Hyatt alle 8.30 perciò abbiamo fatto colazione insieme e poi lui è andato al Convegno. Rimasta sola io ho letto un po’ del mio libro La pietra del vecchio pescatore (un po’ un mattone, ma una bella fiaba sull’Irlanda) e intorno alle 10 sono uscita, per dirigermi al famosissimo Deira City Centre: questo centro commerciale è il più grande in posizione centrale, ed è stato scelto da me come meta per un unico semplice motivo: sorge esattamente di fronte all’albergo Ibis Deira City Centre ed era quindi l’unica comoda alternativa per me al rimanere in camera tutto il giorno :P

La cosa buffa è che nonostante fossi proprio di fronte all’albergo (lo potevo vedere costantemente guardando dalla finestra.. ) ho avuto difficoltà a raggiungerlo quella prima mattina! Non volendo passare dal parcheggio macchine (qui guidano come dei pazzi, non mi fidavo mica!) non sono stata in grado di trovare un ingresso per me raggiungibile e son dovuta passare da dentro un albergo. Si, perché siccome andare a Dubai a fare shopping è così di moda allora ormai costruiscono gli alberghi direttamente DENTRO i centri commerciali -_- Comunque alla fine ho scoperto che mi facevo troppi problemi: ci sono i marciapiedi dentro ai parcheggi delle macchine quindi si può passare comodamente di lì :P

Sono rimasta nel DCC per qualche ora, girellando per negozi. Finita la visita ai pochi che interessano a me (quelli di oggettistica “turistica” locale, di souvenir o di libri :P) non avevo davvero più scopo lì dentro. Ci sono negozi di gioielli, di orologi, di borse, di scarpe, di occhiali, di vestiti, di bigiotteria e di libri. Tutte queste categorie ripetute alla nausea su tre piani IMMENSI. Ho preso un frappuccino allo starbucks e mi sono seduta un po’ a leggere tranquilla lì ai tavolini, bevendolo. E giunte le due davvero non ne potevo più: son tornata in albergo dove in qualche modo ho fatto trascorrere il pomeriggio: ho finito il libro (meno male che all’aeroporto di Venezia mi ero comprata Memorie di una Geisha), ho riposato, ho giocato a Hearts sul computer e ho scritto parte di questo racconto di vacanza :P purtroppo internet in albergo non era gratuito, quindi ho lasciato perdere il mio piano originale di connettermi alla rete per salutarvi in tempo reale da facebook o dal blog :P

Quando Alberto è tornato, a sera, aveva molto da raccontarmi del Convegno e da mostrarmi! Gli hanno dato tantissime cosine, gadgets e brochure sulla città! Dopo un momento di relax ci siamo avviati a cenare nell’altro locale di Bastakiah che mi ispirava molto: il Local House! La location è meno grandiosa del B.Nights, però è molto carina. Sempre nel cortile interno di una casa tipica ci si accomoda in un piccolo spazio centrale su panche rivestite di cuscini tipici. Fa caldon e il ventilatore non basta a rinfrescare l’aria! La specialità della casa, che serve solo piatti i cui ingredienti provengono esclusivamente da Dubai, è la carne di cammello! C’è in vari piatti, in insalate in zuppe e perfino nel Camel Burger! Noi abbiamo scelto zuppa e due piatti di carne di cammello stufata, condita in modi differenti e accompagnata al riso locale. E’ davvero tutto squisito! Il locale inoltre essendo anche proprio un bar  ha una scelta vastissima di enormi succhi di frutta locali.  Suggerisco il mix limone e menta, è rinfrescante e meraviglioso!

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Volevamo inoltre provare il latte di cammello, accompagnato magari per me da un dolcino. Purtroppo il servizio in quel momento ha lasciato parecchio a desiderare, per mezz’ora non abbiamo avuto la possibilità di parlare con un cameriere e quando finalmente abbiamo fatto segnale a uno di loro invece che venire a servirci ci ha portato il conto! Chiarito l’equivoco gli abbiamo chiesto cosa fosse, tra i dolci, il Lugaimat. La risposta è stata “è finito.. vedo se possono farne ancora e vi dico” e il cameriere è completamente sparito. Agguantato un altro cameriere gli abbiamo fatto la stessa domanda, e la risposta è stata “un dolce tipico di dubai, ma è finito. Vedo se ne fanno ancora!” e siamo anche riusciti a scoprire, tristemente, che il latte di cammello era terminato! Insomma alla fine siamo rimasti ancora ad aspettare e io ero piuttosto incavolata della carenza di comunicazione nel servizio. Dato che nessuno era tornato a dirci nulla abbiamo capito che per il dolce non c’era nulla da fare e abbiamo pagato il conto. Ormai si era fatto tardi per il mio programma serale: avrei voluto visitare i suq di sera (sono aperti sino alle 22) ma ci avevano fatto perdere talmente tanto tempo che ormai erano le 21.30: abbiamo optato per tornare in albergo, ma mentre aspettavamo il taxi ci ha raggiunti di corsa il povero cameriere del Local House, con un contenitore di alluminio con dentro il nostro Lugaimat!!! Il poveretto non ha voluto che lo pagassimo, ha detto che tanto ormai era pronto e quindi ce lo volevano dare.. ma dico, dopo che ti ho chiesto se c’è  torna a dirmi che me lo stai cucinando, NO? Che roba :D roba da matti, davvero: ma ci ha fatto molto piacere che abbiano rimediato così volenterosamente al disguido.

Cos’è il dolcetto? Sono delle squisite frittelle (incredibilmente leggere) condite con un ottimo miele di datteri, amarognolo e squisito! Una vera leccornia!!! :)

Giovedì 28 ottobre

Sola per il secondo giorno di fila, per fortuna l’ultimo, mi sono interrogata su cosa fare. Le ore da trascorrersi chiuse in camera sono davvero eterne. L’alternativa di visitare un altro centro commerciale, andandoci in taxi, un incubo. Farmi riportare al Madinat Jumeirah: assurdo.. già sabato saremmo tornati poi “in zona” per visitare finalmente la Moschea.. e il viaggio sino all’Hard Rock Cafè era lungo, significava anche lì fare due viaggi da 60 aed solo per raggiungere un posto dove comprare una maglia, per quanto stupenda, un po’ cara! Avrei potuto semmai provare ad andarci nei due giorni seguenti con Alberto, magari anche mangiando lì, dando più senso al viaggio! Insomma, l’alternativa migliore sembrava la piscina. Avevo infatti scoperto che l’Hotel Ibis si appoggia alla piscina del Novotel, subito a fianco, e che con 30 aed avrei potuto trascorrere la giornata lì.

E così ho fatto! Verso le dieci, mentre mi preparavo, sono stata spaventata a morte dall’allarme antincendio dell’hotel che è suonato in un falso allarme di alcuni minuti. Con ancora il cuore in gola mi sono avviata alla reception e ho preso il mio biglietto per l’ingresso in piscina, e da lì a poco ero sdraiata a bordo vasca! Purtoppo essendo la zona tra i due palazzoni dei rispettivi hotel è così racchiusa tra i grattacieli che il sole non fa capolino su nessuna sdraio, nella prima mattina. Poi tocca alcune sdraio per qualche ora e infine illumina dalle 3 alle 5 un lato dello spiazzo.. così mi sono spostata tutto il giorno in cerca del sole, rimanendo comunque all’ombra per la maggiorparte del tempo: a saperlo non avrei sprecato tanto tempo a mettermi una crema solare :P
La mia giornata è scivolata nell’ozio: lettura, un pranzo leggero in stile arabo, qualche bagno e un po’ di sole! A posteriori mi chiedo quasi se non sarebbe stato ancor meglio fare entrambi i giorni in piscina ;)

A sera ci siamo ritrovati in camera: Alberto era stanco ma felicissimo! Il suo intervento durante il convegno è andato brillantemente e moltissime persone hanno poi fatto la fila per parlargli e discutere dell’argomento di cui si era occupato, ed era perciò davvero soddisfatto dell’esperienza :)
Abbiamo preso il pullmann organizzato per raggiungere la location della cena di gala del convegno: si sarebbe tenuta infatti alla ballroom del Madinat Jumeirha, lussuoso albergo di quello splendido resort dove eravamo stati due giorni prima. Il posto è davvero stupendo, illuminato nella notte è suggestivo e bellissimo! Siamo arrivati appena in tempo per salutare gli amici di Basilea e prendere posto al tavolo: la serata è stata allietata dalle chiacchiere e da alcuni balli e danze tipici arabi! Si sono esibiti un danzatore (di quelli che roteano su se stessi per tutta la danza!), delle bravissime ballerine di raqs’al sharqi e alcuni suonatori di tamburi. Nel complesso è stata una bella serata ^______^

Venerdì 29 ottobre

Al venerdì avremmo avuto il pomeriggio impegnato nel “cultural tour” organizzato sempre dagli organizzatori del Convegno.. quindi abbiamo deciso per riposare un poco di più al mattino, trascorrere una mattinata semplice e poi alle due andare all’appuntamento per la partenza del tour.
Non sapendo bene che fare, avendo già visitato tutte le location “storiche” di Dubai e non volendo allontanarci troppo dal centro, abbiamo optato per fare un semplice giretto sul lungo creek. Essendo venerdì infatti era giorno di preghiera, e quindi anche giorno di vacanza per la maggiorparte dei lavoratori e di chiusura per la maggiorparte dei negozi e delle attrazioni. Uscendo verso le undici abbiamo nuovamente preso parecchio caldo, passeggiando lungo il creek di fronte a Bastakiya cercando l’ombra delle palme. Abbiamo sostato un po’ in un giardino pubblico dove grossi gruppi di persone (ovviamente tutti uomini) sedevano sull’erba in cerchio insieme chiacchierando e parlando. Ci siamo piacevolmente stupiti di questa abitudine chiedendoci di cosa mai parlassero e ci siamo risposti che erano probabilmente immersi in una sessione di gdr o in un torneo di tokyo :P

Il nostro piano era di pranzare nuovamente al Local House per mangiare un CamelBurger ma abbiamo trovato il locale chiuso (ah, guida mia fallace, tu segnasti i suoi orari di apertura errati!) e ci siamo spostati nel Basta Art Cafè. E’ molto bello, con tantissimi quadri stupendi a decorare le pareti di questo cortile interno (tutti acquistabili) e con un’ottima selezione di succhi di frutta e di cibi leggeri da assaggiare. Dato il caldo non avevamo particolarmente fame, così ci siamo dedicati a enormi succhi di frutta fresca e a un po’ di gelato al mango ;)

Nel pomeriggio abbiamo preso l’autobus, con tutti i nostri amici di Basilea, per il cosìdetto cultural tour. Che delusione, è stata: un pomeriggio stressante e buttato veramente via! Abbiamo fatto la prima tappa alla Jumeirah Mosque, che tanto era chiusa essendo visitabile solo in certe mattine prestabilite. Vista da fuori, fatte due foto, e via di nuovo. Bastakyia: heritage village, visto di corsa, vuoto e desolato come i giorni precedenti, solo 2-3 negozi di souvenir aperti (perfino meno di quando ci siamo stati noi per conto nostro). Avendo capito che non avremmo visitato come promesso la casa dello Sceicco che interessava a noi, la Sheikh Saeed’s, Alberto ed io abbiamo fatto una corsa per poterle dare almeno un’occhiatina prima che il bus ripartisse. Non abbiamo avuto assolutamente tempo a sufficienza, purtroppo: consiglio di visitarla perchè è un interessante museo.
Poi siamo stati portati al Museo nel Forte per una visita di 30 minuti (a noi il primo giorno di vacanza c’erano volute due ore, per visitarlo con calma tutto.. immaginate un po’ che genere di visita possa aver luogo in mezz’ora..), e poi abbiamo raggiunto in Abra la sponda di Deira, dove pensavamo ci avrebbero portati a visitare i souq: la visita è consistita nel correre loro davanti di gran carriera, vedendone giusto le entrate di sfuggita per la fretta, mentre venivamo trascinati verso la Al-Ahmadiya School, un piccolo museo sull’istruzione in Dubai nel secolo scorso allestito dentro una splendida casa tradizionale come quelle di Bastakyia. Ci hanno dato dieci minuti, appena sufficienti per fare il giro rotondo delle stanze senza fermarsi a leggere niente, e via di nuovo. Il tour era finito, lasciandoci la sensazione di aver buttato via tempo e denaro ed energie: che schifezza totale -_-

L’unica cosa bella è stato trascorrere un poco di tempo in più con gli amici, che abbiamo a quel punto dovuto salutare!
Per passare il creek e tornare a Bastakiya abbiamo dovuto prendere un taxi perchè non avevamo spiccioli per l’abra. E abbiamo trovato un tassista davvero disonesto: non aveva il tassametro e ha cercato di fregarci: chiedeva 40 dirham per una tratta per cui non ne avevamo mai spesi più di 20, il simpaticone. Beh non abbiamo ceduto e abbiamo litigato sino a spuntarla.

Ci siamo diretti al Local House, per quel famoso Camel Burger di cui ci era rimasta gola: il ristorante si è riconfermato carente nel servizio come la prima sera in cui ci siamo andati. Abbiamo ordinato la zuppa e due hamburger, uno di cammello uno di haddock (pesce tipico di Dubai) e due succhi di frutta. E’ arrivato solo il mio succo, poi il camel burger. Dopo dieci minuti l’altro hamburger, e la signorina si era dimenticata la zuppa, che è arrivata solo dopo altri 5 minuti con il drink di Alberto. Che servizio penoso.. dopo averti servito poi ti mollano lì e t’arrangi, se non hanno da servire ospiti di un tavolo vicino non verranno mai a chiederti il conto -_- è un vero peccato, perchè il locale è da consigliarsi per i cibi: si mangia stra bene e si spende poco!

Io a quel punto ero stravolta, m’era crollata addosso una stanchezza epica sia per la fatica del pomeriggio sia per la cocente delusione dello stesso.. per fortuna però mi son lasciata convincere da Alberto ad andare ancora verso Al Shindaga per la serata, per concluderla con un altro bel thè alla menta (eravamo alquanto disidratati!) e una fumatina di shisha! E meno male, perchè così la giornata si è chiusa degnamente all’insegna del relax e del piacere di stare insieme :°) Ci siamo fermati di nuovo al Al Areesh, trovando fortunatamente un piccolo tavolo per noi ma non certo affacciato sul creek: il venerdì sera infatti c’è finalmente mooolta vita, tantissime persone coppie o gruppi di amici che passeggiano e si fermano nei locali :)
Abbiamo preso due thè a testa, durante la serata,e fumato il tabacco alla menta: che rivelazione è stra buono!!! *_* è fresco e lascia in bocca il sapore come di una leggera caramella alla menta, è davvero buonissimo! E’ stata una serata oziosa e splendida, ci voleva proprio :°)

Per tornare a Deira abbiamo stavolta potuto prendere l’abra: desideravo tanto fare la traversata notturna, e siamo stati anche fortunati perchè con noi c’erano degli indiani gentilissimi e uno di loro ci ha scattato una foto con la mia macchina fotografica!!! Grazie, Yoghish: ci ricorderemo sempre della tua simpatia :)

Sabato 30 ottobre

Sabato mattina ci siamo svegliati di buon’ora, per essere alle dieci pronti alla visita guidata nella Jumeirah Mosque. Ci hanno consegnato due belle guide della moschea e di Dubai e a me il velo per coprirmi il capo, e poi la visita ha avuto inizio. Era quella stessa a cui aveva partecipato Alberto alcuni anni fa: due volontarie del Center for Cultural Understanding conducono prima il gruppo di visitatori nell’area esterna alla Moschea dove gli uomini conducono il proprio rituale di abluzioni prima dell’ingresso, e con l’aiuto di alcuni volontari del gruppo di visitatori mostrano come si effettuano queste abluzioni. Dopo si entra nella Moschea e preso comodamente posto seduti sul tappeto al centro della stanza si può ascoltare una breve descrizione dei 5 precetti fondamentali dell’Islam e qualche cosina su questa religione. A fine della visita si possono fare domande liberamente per chiarire qualunque dubbio sull’argomento si abbia.

Diciamo che vengono dette alcune cose che a me personalmente lasciano molto molto molto perplessa. Non ho tirato fuori questioni nè stuzzicato le due signorine che ci facevano da guida, per non essere maleducata, ma voglio accennarle qui. Le cose che mi son parse più assurde sono state le seguenti. L’asserzione che l’Islam è una delle religioni più pacifiche del mondo. Non sono abbastanza colta da permettermi di sviscerare l’argomento, ma dirò solo che non credo proprio sia così. Il tentare di convincerci che le donne sono ben felici delle discriminazioni che subiscono: avere una stanza tutta per loro nella moschea dove pregare consente loro di non essere vicine a uomini sudaticci e odorosi, di avere privacy, di potersi rilassare. Avere code preferenziali nella banca e sedili appositi nelle corriere è sicuramente un vantaggio, dicono le guide alla Jumeirha Mosque, e avere le zone di preghiera preferenziali per le donne in ogni shopping mall è sicuramente segno di quanto siano fortunate. Ovvio no?
Ma il meglio arriva parlando dei vestiti.. del velo e del burqua. Ovviamente non è un peso per le donne, dopotutto in casa loro non devono mica tenerlo e poi possono mostrarsi liberamente al padre, al marito, al fratello.. quindi sono praticamente non condizionate da questa costrizione (eh! Che ovviamente NON viene accennata come “costrizione”, ma come libera scelta). E poi il velo nero è meraviglioso: indossare tutto quell’abito nero permette sotto di vestire in qualunque modo: puoi anche uscire in pigiama, se vuoi, ci dicono le guide ridendo: cioè, troppo comodo! Ed ecco la follia più grande che hanno detto: l’abito ampio nero delle donne è l’indumento migliore per vivere in un ambiente desertico. E certo eh! allora, per prima cosa, mi chiedo se negli Emirati Arabi come in Italia il nero è un colore che attira di più il calore del sole, e quindi dentro un indumento nero si cucina certamente di più di caldo che dentro un indumento di un altro colore. Seconda cosa: allora spiegatemi perchè gli uomini non indossano una veste uguale identica! Se è tanto l’indumento migliore da vestire nel deserto, perchè gli uomini vestono DI BIANCO? Sta cosa mi fa davvero infuriare malamente. Che fastidio! E dimmi solo che è un fatto culturale e punto, non contesterò nulla. Ma se cerchi di vendermi che è una figata, beh mi inalbero proprio. Altra simpatica battuta della guida che tentava di convincerci di quanto sia figo essere una donna a Dubai: il nero snellisce, quindi è ancora meglio. No comment..
Dopo hanno cercato anche di dire che la maschera che certe donne indossano è meravigliosa e stupenda. Pensare che a me quella maschera fa perfino più impressione del burqua intero… non so se mi fa solo impressione l’idea della maschera di METALLO indossata nel deserto o se mi ricorda strumenti di tortura medioevali occidentali, fatto sta mi mette ansia. Invece loro dicono che è bellissima, è fatta di ottimo cuoio ed è un oggetto fashon per le donne: può essere al contempo un paio di occhiali da sole, perchè protegge dalla luce, e protegge il naso dalla sabbia del deserto! Non solo, con qualche goccia di profumo all’interno, è pure una vera meraviglia. Eh già! coraggio, allora spiegatemi perchè gli uomini non la utilizzano anche loro.
Vabbè, concludo qui la mia aspra filippica sulle cose che mi hanno detto in quella Moschea.

Conclusa la visita ci siamo presi un frappuccino allo Starbucks di fronte alla Moschea! Non sapevamo bene cosa fare, avendo tempo fino alle 1600 per il safari nel deserto, così abbiamo provato ad andare a visitare il Jumeirah Archeological Site! Purtroppo era di nuovo mezzogiorno, quindi ci siamo trovati un’ennesima volta a brancolare sotto il sole a picco perchè raggiunto il sito abbiamo scoperto che eravamo stati inattenti nel leggerne gli orari di apertura.. e quindi abbiamo solo potuto sbirciare gli scavi da fuori per poi venir via, dato che era chiuso al pubblico :P

Dato che gli scavi sono abbastanza vicini al Jumeirah Beach Park ci siamo diretti li per trascorrere ancora un po’ di tempo all’aria aperta: è veramente molto bello, è un’ampia spiaggia delimitata da un piccolo parco senza infamia nè lode. La spiaggia è bella enorme e dotata di ogni comfort, docce posti dove cambiarsi bar e se si vuole a pagamento ombrelloni e sdraio. Noi ci siamo bagnati la testa e abbiamo passeggiato un po’ all’ombra delle palme, sulla sabbia, sino a giungere in uno dei due baretti. Abbiamo preso un paio di piatti leggeri e abbiamo mangiato seduti all’ombra della struttura del bar, dai tavoli di legno.. mi tornavano in mente i molti pranzi fatti alla spiaggia durante gli anni in Liguria, e mi sono un po’ pentita di non aver avuto il coraggio di andare alla spiaggia da sola nei due giorni in cui Alberto era al convegno: ora so che lì è molto tranquillo, pieno di turisti ed i expatriates, perciò avrei potuto andare senza remore :)

Dopo aver pisolato un poco all’ombra del parco sdraiati su una panchina abbiamo deciso di tornare in camera a prepararci, e avevamo un buon anticipo. Abbiamo preparato le valige per il ritorno, e ci siamo riposati un po’. Il nostro appuntamento per il safari nel deserto era alle 16.00, così siamo scesi nella Hall ad aspettare. Comunque, purtroppo il safari che ci hanno organizzato si è rivelato un pacco sin dal principio. Dopo mezz’ora non era arrivato nessuno ancora e io ero molto preoccupata che la cosa fosse stata un pacco al 100% e fosse saltata: mentre chiedevamo a quei tonti incapaci in reception per fortuna è arrivato il nostro uomo, che ci ha caricati con altre due coppie in una enorme automobile (così io ho dovuto stare davanti con lui e Alberto dietro pigiato con altri due passeggeri). Ci siamo avviati al deserto, con quasi mezz’ora di strada per giungere a un’altra auto: un fuoristrada che ci avrebbe condotti al campo dove avremmo cenato. Stavolta Alberto ed io siamo saliti per primi, in modo da stare vicini e più comodi. E meno male che eravamo seduti dietro: mentre la macchina saltellava nel deserto in un furioso dune bashing io mi sentivo in parte divertita, in parte terrorizzata e in parte nauseata!!! E’ come la più tremenda delle montagne russe, che non sono proprio il mio passatempo preferito X) tutto sommato è stato divertente, ma a volte mi faceva una gran paura e a tratti stavo proprio male!!!
Comunque il safari è stato breve, e un po’ maffo rispetto a quello che aveva fatto Alberto anni fa: lui era stato portato in giro molto più a lungo, con molte soste per ammirare il deserto e ammirare il tramonto del sole.. noi abbiamo fatto una ventina di minuti se proprio eran tanti, con nessuna pausa nè niente, e siamo stati quindi presto scaricati davanti al campo “beduino” dove avremmo trascorso il resto della serata.

Quando ho ripreso un po’ il mio stomaco, e mi son ripresa dalla delusione del celo nuvoloso che mi avrebbe impedito di ammirare il tramonto, ci siamo avviati verso una delle poche attrazioni del campo e sicuramente la più simpatica: un paio di bellissimi cammelli! Un gentile giovanotto permetteva ai visitatori di fare un veloce giro in groppa a questi stranissimi animali, ed è stato così gentile anche da prendere la mia macchina fotografica e scattarci moltissime fotografie :)
Dopo aver fatto il giro rotondo sui cammelli, che sono una bestia davvero assurda da cavalcare (soprattutto nel momento in cui si alzano e in cui si siedono di nuovo :D) ci siamo avviati nel campo. Alcuni uomini stavano cucinando la carne alla griglia per la cena, mandando nell’aria stupende volute di fumo e di profumi. Una zona “bar” permetteva agli ospiti del campo di rifornirsi di bibite fresche a piacimento, in quanto il bere era incluso nel prezzo. Sotto una tenda si poteva andare a fumare la shisha e sotto un’altra una anziana donna araba era disponibile a dipingere con l’hennè le mani delle signore ospiti.
Unica altra attrazione dell’accampamento, un piccolo negozio sotto una tenda dove un tizio vendeva abiti tipici da uomo arabo, cinture di danza del ventre (di fattura non eccelsa) e bottigliette con la sabbia colorata con dentro scritto Dubai e il nome del cliente: trattando abbiamo preso una di queste bottigliette per la metà del prezzo che ci aveva proposto il venditore in prima battuta :P

L’ora seguente è trascorsa nel nulla fare: purtroppo non ci siamo osati di andare subito a fumare un po’ di shisha perchè temevamo di perdere il posto in quella delle grandi tavole basse disposte intorno al centro del campo, dove poi si sarebbe esibita una danzatrice orientale.. ci eravamo già seduti sui cuscini bassi dove pensavamo di cenare, e non sapevamo se rischiare di perdere il posto o meno.. a posteriori è stato un errore. Avremmo poi potuto vedere la danza ugualmente, ma almeno non ci saremmo annoiati per un’ora senza nulla da fare, se fossimo andati a provare un po’ di narghilè.. invece così abbiamo trascorso parecchio tempo in attesa della cena, annoiandoci un po’ e distraendoci in vari modi: abbiamo scattato qualche foto insieme, io mi son fatta dipingere la mano con l’hennè e mi son fatta fare un paio di belle foto con un falco (c’era un giovane falconiere vestito in costume tipico che per 100 dirham ti permetteva di reggere per un po’ questo magnifico volatile e di fare qualche foto :)).

La cena era molto buona: a buffet. Dopo aver fatto la coda con gli altri partecipanti al safari (era piuttosto piccolo il campo, quindi non eravamo tantissimi..) ci si poteva riempire il piatto di vari antipasti arabi e poi del cibo alla griglia: una coscietta di pollo, un paio di spiedini uno di pollo uno di manzo e un filetto di pesce al cartoccio. Finita la cena la ballerina è arrivata ad esibirsi: una signora sulla quarantina non particolarmente bella e con una grossa fasciatura di protezione alla caviglia ha cominciato a ballare.. purtroppo non era particolarmente abile. Avendo ballato un po’ a mia volta me ne rendevo conto.. nel complesso purtroppo è stato un po’ deludente per me, soprattutto dopo le ballerine bravissime che si erano esibite alla Cena di Gala il giovedì sera :P

Alle nove eravamo già in albergo: appena la musica è finita infatti tutti si sono avviati alle jeep, e con un po’ di sensazione di essere stati paccati anche noi abbiamo fatto rientro. Rispetto all’esperienza di cinque anni fa di Alberto noi siamo stati davvero un po’ delusi. La prossima volta ci affideremo a una delle agenzie che si occupa di safari nel deserto più famose, consigliate dalle guide e dalle riviste. Alberto aveva potuto fidarsi dell’albergo in cui aveva soggiornato quella volta: evidentemente alberghi di classe inferiore, come l’Ibis in cui soggiornavamo noi, si affidano anche a agenzie di classe inferiore.. certi che ormai i turisti sono attirati dall’idea del safari gli organizzatori si approfittano e propongono un servizio che, per i 60 euro pagati, non era certamente all’altezza dell’esperienza vissuta da Alberto in passato!

Dopo una bella doccia rilassante e un po’ di National Geografic, droga vacanziera di Alberto, abbiamo trascorso la nostra ultima notte a Dubai :)

Il rientro

Il giorno del rientro è giunto gradito: nonostante ci dispiacesse essere giunti come sempre rapidamente alla fine della vacanza eravamo contenti di tornare a casa. Dubai non ha molto più da offrirci di quello che già avevamo visitato.
Abbiamo avuto un bellissimo e piacevole volo di rientro, perchè forse per overbooking abbiamo ottenuto in regalo due posti sull’aereo in Business Class: devo dire che è tutto un altro viaggiare!!! X) è considerevolmente più comoda della Economy su cui viaggiamo sempre :P

Ci hanno offerto champagne e ottimi stuzzichini, il pranzo consisteva in tre portate abbondanti e con molta scelta, c’era la carta dei vini e siamo stati davvero trattati come dei signori: ci sentivamo un po’ due campagnoli arrivati in città, con il nostro stupore per tutto quel lusso :D Abbiamo volato spaparanzati comodi su sedili con tutti i comfort, vedendo L’apprendista stregone (mediocre) e Monster And Co. (BELLISSIMO!)

E così anche questo viaggio ha avuto fine: un’altra stupenda vacanza per noi, ben felici di riprendere la nostra amata quotidianeità insieme :°)