Diario del viaggio di nozze F&B – sabato 4 luglio: rientro

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Il viaggio aereo verso Madrid è andato bene: eravamo anche vicini, finalmente :P

Ci sono stati un paio di momenti in cui l’aereo ha scrollato un poco e io ho avuto paura, ma spero lo shock da Linee di Nazca mi passi con il tempo.

Ho visto un paio di filmetti (Full Monty, era una vita che volevo rivederlo, e L’Appartamento, con Jack Lemmon e Shirley McLane, simpatico.

Arrivati a 10501766_10153383384329654_3111276082637760567_nper fortuna abbiamo pensato di informarci su come visitare la città. La prenotazione dei voli che era stata fatta per noi infatti prevedeva quasi otto ore di scalo, e passarle in aeroporto sarebbe stato delirante. Per fortuna agli uffici informazione erano tutti molto gentili ed efficienti, quindi abbiamo potuto capire subito come fare.
Abbiamo lasciato la valigia del mio bagaglio a mano in un deposito bagagli apposito (10€) e abbiamo preso il biglietto per il bus in partenza verso Madrid (altri 10€)
Verso le 13.30 eravamo già in viaggio verso la città! Siamo scesi in una delle piazze principali con l’idea di farci un girettino disimpegnato, tanto avremmo avuto occasione di tornare da lì a un mese e mezzo perchè saremmo tornati in Spagna ad agosto per il matrimonio di Bea e Andrea :)
Faceva veramente molto caldo (come dimostra la foto testimonianza: dopo aver preso tanto freddo in Perù ecco una bella botta di 47 gradi :P) quindi abbiamo fatto molte tappe per bere qualcosa di fresco e ristorarci all’ombra, comunque siamo rimasti con l’impressione che Madrid sia veramente una città stupenda e meriterebbe una visita di qualche giorno.
Mi piacerebbe visitarne con più calma le splendide vie pedonali e soprattutto i musei!

Sembravano stupendi anche i giardini che abbiamo visitato un po’ superficialmente.

Verso le cinque ci siamo avviati comodamente a prendere l’autobus espresso e siamo tornati in aeroporto con largo anticipo per fare tutto con calma.

11692706_10153383381019654_7213103656118082562_nIl nostro viaggio era ormai alla fine. Siamo scesi dall’aereo a Venezia verso mezzanotte, se non erro, e abbiamo fatto rientro a casa dove ci attendeva la nostra cat sitter, la mia mammina.

La domenica il tempo per qualche foto, i racconti principali, i souvenir, un mezzo bagno insieme sul fiume, e il lunedì eravamo già tutti e due al lavoro, per non farci mancare nulla ;)

In conclusione è stata un’esperienza splendida: spero di conservarne i ricordi meravigliosi a lunghi, penso che siamo stati davvero fortunati a fare questo viaggio e ringrazio nuovamente tutti coloro che lo hanno reso possibile :)

Diario del viaggio di nozze F&B – venerdì 3 luglio: ultimo giorno a Guayaquil

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030715Guayaquil (14)Caldo e sole a Guayaquil. Mi mancano le Galapagos, le loro spiagge e il loro mare.

 Ci siamo svegliati di nuovo piuttosto presto, sia per la luce sia per il traffico della città, sia per l’abitudine, immagino. Dopo una colazione al Ristorante La Canoa, di fronte all’albergo e a lui affiliato, siamo tornati al Parchetto Bolivar delle Iguane, perchè io desideravo una foto con un’iguana :)

Poi ci siamo avviati lungo il Malecon per raggiungere la Collina di Santa Ana, e il quartiere Las Peñas.

Alle dieci del mattino sia la passeggiata lungofiume sia il quartiere di Santa Ana erano come ancora addormentati. Probabilmente sarebbero stati più belli da visitare la sera ;)
Sotto la collina di Cerro Santa Ana c’è una viuzza molto graziosa in cui le facciate storiche sono dipinte di tenui color pastello e si affacciano sulla via delle belle balconate di legno: questo, abbiamo ricostruito, è la via che papà ricorda come la via del quartiere spagnolo.
Quando papà è stato in Ecuador era rimasto sbalordito dalla presenza improvvisa tra queste casette spagnole di una casa giapponese, costruita assolutamente in stile giapponese e quindi che saltava all’occhio in maniera davvero curiosa: avrei tanto voluto ritrovarla ma non è stato possibile, probailmente non esiste più purtroppo.
11707538_10153380751914654_8562321699776794429_nCi siamo avviati alla famosa salita turistica sotto un sole che alle 10 del mattino era già abbastanza cocente. Il quartiere è molto grazioso, ma nella quiete del mattino era deserto salvo che per la presenza, rassicurante e inquietante al contempo, di numerose guardie armate di tutto punto che sorvegliavano il nostro passaggio.
Li sentivamo comunicare con le radioline e ogni volta che uscivamo dal campo visivo di uno di loro sentivamo che comunicava alla guardia successiva che una coppia era passata e attendeva conferma che anche l’altra guarda ci vedesse arrivare. Davvero è stato l’unico momento in cui non ci siamo sentiti proprio tranquilli.

A un certo punto abbiamo tentato di lasciare la via principale per vedere se dietro un certo angolo si aveva una bella visuale del fiume per una foto, e la guardia ci ha sbarrato il passo indicandoci di tornare indietro che di là era pericoloso.. “no senor, es perigloso“… O_o

Siamo finalmente arrivati in cima, ma anche qui le eventuali attrazioni dal faro (una sorta di galeone spagnolo che fa servizio bar ma credo sia anche visitabile di suo) erano chiuse. Tutti i bar e i negozi di souvenir erano chiusi. Quando siamo arrivati fin su siamo stati gratificati da una bella vista, è possibile anche salire fino sul faro e godersi il panorama dall’alto. Tutto sommato è stata una piacevole escursione.

030715Guayaquil (50)Scendendo nuovamente ci siamo fermati a tirare fiato dal gran caldo in un baretto che era aperto e c’è stato il simpatico siparietto della cocacola: c’era un ragazzino a sevire al bar, e abbiamo ordinato una cerveza Alberto e una coca io. Lui porta la birra e poi mi dice che se aspetto un momento porta la coca.
Sparisce. Dopo un minuto lo vedo uscire in strada e andare di fronte in un altro bar: è andato a comprare lì la cocacola, evidentemente l’aveva finita, e poi con grandissimo stile me l’ha portata ^_^
Alla base del Cerro Santa Ana siamo riusciti finalmente a trovare un negozio aperto, una specie di corte interna in cui diversi espositori avevano allestito le loro bancarelle.
Abbiamo fatto una veloce visita anceh alla mostra nel Maac http://www.museos.gob.ec/redmuseos/maac/, il museo alla fine del Malecon.Era una mostra con numerosi reperti archeologici molto antichi, ben curata e bella, con una grandissima collezione di statuine e di vasellame.

Di fronte alla struttura vicina, un altro museo credo di cui non ho afferrato il nome, erano esposte delle fotografie enormi stampate su grandi pannelli che erano davvero stupende, in stile National Geographic con soggetto gli abitanti dei mari ghiacciati del polo nord, quindi foche orsi e pesci stupendi. Avremmo volentieri visitato la mostra relativa ma era chiusa da giusto un paio di giorni, sob.

10995640_10153380750874654_9153721009393941250_nPasseggiando lungo il Malecon abbiamo deciso di pranzare sul presto in un bel Cafè Victoria, ombreggiato e vicino a un piccolo stagno.
Il pranzo in sè è stato discreto, l’enorme gelato al gusto malaga che mi hanno servito dopo era davvero davvero buono.

All’ombra e al venticello si stava molto bene.

Rientrati in albergo abbiamo avuto tempo di fare una bella doccia e i chiudere, finalmente, per l’ultima volta la valigia.
In aeroporto abbiamo gironzolato un poco e fatto qualche ultimo acquisto di artigianato ecuadoregno e di souveir, trovando anche cose graziose.

Il nostro volo avrebbe fatto uno scalo molto lungo a Madrid, il giorno seguente, e speravamo di avere il tempo per visitare un poco la città.

E’ strano ripartire verso casa dopo una permanenza così lunga in luoghi così esotici. Pur essendo stanca e ben contenta di tornare a casa mi si stringeva il cuore al pensiero di ripartire: ogni meta che abbiamo visitato mi è rimasta molto impressa nel cuore, e non volevo che i ricordi sbiadissero nel tempo come eventualmente fanno.
A volte sembra quasi di non essere mai partiti, e che sia stato tutto un sogno…

Diario del viaggio di nozze F&B – giovedì 2 luglio: arrivo a Guayaquil

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11666293_10153379131439654_803784418316565513_nOggi è giovedì 2 luglio ed è il penultimo giorno di viaggio. Io sono a pezzi, stanchissima e con le spalle scottate dal sole. Mi dispiace molto lasciare queste isole di sogno, ma tornare a casa dopodomani non sarà male ;)

Quel mattino era prevista una visita ai crateri gemelli dell’isola, ed eravamo entusiasti all’idea. Peccato che abbiamo preso l’ennesimo paccone della vacanza, purtroppo: Fernando, il signore gentilissimo che ci accompagnava questa volta, era un personaggio super affascinante anche biologo tra l’altro, ci ha spiegato con grande chiarezza la formazione di questo cratere, la natura delle specie endemiche di qui e di alberi e volatili, sarebbe stato da ascoltarlo e farsi guidare da lui per ore: e invece “non c’era tempo” quindi la visita è durata 10 minuti e basta :( il percorso da fare sarebbe durato solo un’ora e mezza, avrei davvero voluto farlo! che dispiacere!
Il breve soggiorno in aeroporto prima dell’imbarco è stato gradevole, era molto ventilato e nonostante la coda ai check in eterna (era aperto solo uno sportello) abbiamo avuto poi il tempo di girellare nei negozietti e mangiare un’ultimo hamburger.
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Il breve volo per Guayaquil è andato molto bene: abbiamo trovato ad accoglierci una città molto calda e soleggiata.
La nuova guida (di cui non ho segnato il nome) ci ha accolti parlando in italiano (ma quando chiedevo alcune informazioni o non capiva o comunque non rispondeva).Ci ha accompagnati all’Albergo Continental 

che si è rivelato in buona posizione, piuttosto moderno e comodo: una camera spaziosa e luminosa che si affacciava proprio su Parco Bolivar, che credo proprio che fosse il parco delle iguane che aveva visitato papà più di trent’anni prima: che emozione!

Siamo subito usciti a fare due passi; prima meta il parco di fronte. Le incredibili iguane del parco, che sono davvero numerorissime, passeggiano placidamente sia nelle aiuole sia lungo le viuzze del parchetto, senza farsi il minimo problema a tagliarti la strada o a rubarti il posto su una panchina!
Non abbiamo visitato la Cattedrale e abbiamo optato per raggiungere il Malecon, il lungofiume, altro protagonista dei racconti di papà. Cercavamo il Mercato del Sur, il bellissimo mercato costruito da Mr. Eiffel: papà ne parlava con grande passione!
Adesso non è più usato come mercato bensì come location ospite per mostre d’arte. Comunque è una struttura molto suggestiva :)
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Abbiao percorso il malecon nell’altra direzione, la passeggiata è piuttosto gradevole. Stanno lavorando tantissimo per modernizzare tutto e diverse aree sono ben finite: ci sono locali e sul confine estremo anche un cinema (in mezzo alla passeggiata :P). Stanno lavorando a un parchetto alberato in cui speravamo di entrare a ripararci dal sole, e ci sono molte panchine dove riposare e monumenti; nel complesso è una bella zona.
Siamo arrivati sotto le coloratissime collinette di Guayaquil: i quartieri sono chiamati se non sbaglio Las Peñas e sono i più antichi, sono stati costruiti dopo un incendio di fine 1800. Quindi è qui, ho pensato, che si troverà senza dubbio il famoso Quartiere Spagnolo di cui mi aveva tanto parlato papà.
Abbiamo scoperto che sono zone piuttosto malfamate, ma che stanno trasformando il quartiere il più possibile in una zona turistica. Quantomeno per quanto riguarda la collina più verso il fiume..020715sGuayaquil (18)
Si può salire una scalinata molto bella di 444 gradini, che conduce al famosissimo faro in cima alla collina. Tutto intorno alla scalinata si affacciano negozietti, ristoranti, bar e locali. Chiaramente il quartiere vive di notte, ma purtroppo quando siamo arrivati al suo confine quella sera Alberto ed io eravamo ko. Troppo stanchi: abbiamo preferito rimandare al giorno dopo e farci portare da un taxi in un ristorante che la guida consigliava molto bene e pensare poi di tornarcene all’albergo sempre in taxi, che ci sembrava più prudente.
Forse con il senno di poi abbiamo sbagliato a rimandare la gita al giorno dopo..
 11692537_10153379133714654_4535430198564400718_nCosì siamo finiti a cenare al Pique e Pase, un locale piuttosto bello ed elegante; il menù è vastissimo ed è stato davvero difficile decidere cosa cenare, considerando che non avevamo più una fame da lupi dopo tre settimane di bagordi :D
Comunque sia è stata una piacevole serata, anche se ormai eravamo davvero cotti e pronti a tornare a casa :)

Diario del viaggio di nozze F&B – mercoledì 1° luglio: Santa Fè

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 Al mattino del 1° luglio ero sovreccitata.

12115785_10153599960399654_5966747765752692675_nCi siamo comunque svegliati presto, in linea con gli orari della vacanza, perchè come accennavo l’albergo è bellissimo ma la strada è molto rumorosa. C’erano numerosi galli nei dintorni, probabilmente nei cortili, e il loro canto unito al vociare di alcuni passanti e al passaggio di diverse macchine ci ha svegliato piuttosto presto.

Avevamo comunque dormito molto bene, quindi eravamo riposati.

Ho fatto colazione sperando di non soffrire il mal di mare durante la giornata, e alle 8 eravamo pronti: finalmente era una bella giornata di sole!

All’imbarcadero ci siamo trovati nuovamente sul nostro pontile, ormai conosciuto. I nostri compagni di viaggio erano una famigliola di 4 americani, mamma papà e due bimbe simpaticissimi. Una famigliola più schiva e riservata sempre anglofona, origini sconosciute, papà mamma e bimbo. Una coppietta penso spagnola. Il gruppo in sè era piuttosto gradevole, educato e piacevole.

La guida Sandro Parades era un personaggio simpatico, giovane, che più o meno ci ha spiegato il programma della giornata.

12108763_10153599960289654_4613281717829875862_nAvremmo raggiunto l’isola Santa Fè, sulla quale non si può salire tranne che con alcuni permessi speciali. Avremmo fatto un paio di immersioni in due zone differenti, pranzato in barca e poi raggiunto una spiaggetta sulla via del ritorno dove avremmo potuto fare un ultimo bagno, non prima però di aver fatto una pescatina. Un programma eccezionale!

La prima tratta del viaggio è andata benissimo; da Santa Cruz a Santa Fè ci abbiamo messo circa 40 minuti; il mare era un po’ mosso ma niente di che, e durante il viaggio non me la cavo male: comincio a soffrire quando la barca si ferma all’ancora per lo più.

Arrivati in vista delle coste dell’isola abbiamo potuto avvicinarci e ammirare le famose Sule con i piedi azzurri, proprio quando cominciavo a disperare di vederle: che buffe! Sembra che abbiano immerso becco e zampette nella vernice azzurra :)

Abbiamo proseguito un pochino e il nostro motoscafo si è ancorato non distante dall’isola, in una bella zona lontana dagli scogli e con un fondale stupendo: era il momento della prima immersione!12074896_10153599960854654_6783271450006194267_n
Ci hanno dato pinne di misura e maschera e boccaglio, stavolta ben lavati in acqua saponata per non appannarsi. Sandro Parades si è immerso con noi e nuotando ha cominciato a indicarci dei meravigliosi branchi di pesci, coloratissimi o numerosissimi!  Alcuni erano piccolissimi, tipo branchi immensi di sardine, altri erano più grandi e azzurrini, color celeste chiaro.

Abbiamo visto anche una grossa stella marina giallo brullante, e poi è arrivato un branco di pescetti immenso, davvero immenso, che non sapendo cosa fosse dichiareremo “acciughine”. Era bellissimo nuotar loro vicino e vederle spostarsi in blocco.

La scena più bella per me è stata vedere arrivare un cacciatore locale: un gabbiano o un pellicano si è tuffato in acqua come un siluro per mangiare qualcuno di quei pesci, esplodendo una miriade di bollicine: ho sentito un botto fortissimo che era il rumore del suo tuffo nell’acqua, e ho visto una lunghissima colonna di bollicine, e ho capito cos’era giusto in tempo per vederlo risalire verso la superficie. Che esperienza :)

12074898_10153599961199654_8384350813614667669_nCi hanno lasciati stare in acqua tanto tempo, senza pressarci per risalire: i fondali sono davvero stupendi, avrei tanto voluto vedere nuotare anche una tartaruga! L’acqua dopo un po’ era freschina e mi sono rassegnata a risalire. Ci attendevano a bordo con un asciugamano pronto e con un piccolo aperitivo, che bella sorpresa! Sprite, banane, patatine e biscotti, per tutti i gusti! E’ stato molto bello sgranocchiare qualcosina in quel bell’angolino di mare.

Ci hanno poi portati nel secondo punto di immersione: di fronte a una colonia di leoni marini! Che spettacolo!

Era un bellissimo posto di fronte agli scogli, dove innumerevoli leoni marini dormivano oppure si tuffavano in acqua per nuotare con i turisti.

Quando ci siamo immersi ero davvero emozionata: ho scelto di rimanere per un po’ semplicemente ferma nell’acqua guardando sotto, a stella marina, perchè c’erano talmente tanti leoni marini in acqua che per vederli nuotare bene liberi e felici bastava star fermi e godersi lo spettacolo. E’ stato simpatico Sandro che mi ha vista lì ferma e deve aver pensato che non avevo coraggio, e quindi è venuto vicino a me per spronarmi a immergermi e ad avvicinarmi, che carino!

12106995_10153599962104654_2724692706925961942_nInsomma, chevvelodicoaffare, nuotare con loro è un’esperienza unica.
Eravamo attorniati: a un certo punto mi sono girata su me stessa, sott’acqua, e mi sono trovata davanti a meno di un braccio di distanza il musetto di uno di loro, anche infastidito che fossi così vicina: sono bellissimi, con quegli occhietti neri e il nasino i baffetti e le orecchiette.. verrebbe voglia di sprimacciarli!
A un certo punto sono andata per tirare il fiato vicino ad Alberto, che era seduto su uno scoglio, e lui mi ha tirata via bruscamente: la forma scura su cui stavo per cercare di sedermi non era un altro scoglio bensì un leone marino ^_^ erano davvero dappertutto, e vicinissimi!
Alberto è risalito a bordo prima di me ed è stato gentilissimo perchè così ha potuto farmi alcune fotografie: che bello!
Avevo ormai freddo quindi sono dovuta arrendermi anche io e risalire: non sarei mai uscita da quell’acqua meravigliosa!

Era ormai ora di pranzo e abbiamo trovato un tavolino imbandito con tutti gli ingredienti necessari per preparare dei buonissimi tacos! Insalata, carne, pesce, pomodori, salsine.. erano molto buoni e gli altri passeggeri erano gentili e civili, quindi ognuno si è servito in ordine e senza esagerare e c’era da mangiare per tutti.

12106752_10153599961969654_4073363000955656676_nHo approfittato per prendere un’altra xamamina perchè stare fermi all’ancora come sempre mi dava problemi, e presto siamo ripartiti: hanno montato tre grandi canne da pesca e hanno portato il motoscafo a un’andatura leggera e lenta, che lo faceva beccheggiare e rollare troppo, facendomi peggiorare il leggero mal di mare che avevo.
Quando finalmente una delle canne ha agganciato qualcosa hanno fatto perscare Alberto: alla fine ha tirato su un gigantesco e coloratissimo tonno, che è stato ampiamente fotografato! E’ stato divertente ma non proprio una pesca eccitante, è quasi solo una lotta di resistenza.

Presa la nostra preda, che pensavamo che sarebbe finita sul tavolo della cena dei nostri accompagnatori, abbiamo finalmente ripreso una bella andatura tornando verso Santa Cruz: mi piace molto stare al sole in barca, esposta agli spruzzi del mare: è stato rilassante e rinfrescante :)

Quando siamo arrivati hanno gettato l’ancora vicino a una spiaggetta da sogno: circondata di vegetazione e mangrovie, bianchissima e contornata da scogli nerissimi, con un mare verde acqua da sogno. Nell’acqua però nuotava anche qualche manta e qualche piccolo squaletto, quindi a fare il bagno io non ero proprio a mio agio. Inoltre l’acqua non era cristallina stavolta bensì molto opaca, probabilmente per la sabbia.11059863_10153599961154654_3420546125070613371_n

Allora abbiamo fatto due passi sulla spiaggia, scoprendo che non era possibile senza essere assillati da degli enormi tafani neri perniciosissimi! Insomma, spiaggia da sogno ma un po’ disagevole :D

Mentre noi sguazzavamo e facevamo fotografie i nostri amici ecuadoregni hanno iniziato a pulire il tonno pescato, gettandone i resti in acqua e preoccupandomi ancora di più per il discorso squaletti: infatti a un certo punto sono rimasta solo io in acqua, non volevo venir via come sempre, ma quando Alberto dal motoscafo mi ha avvisata che uno squaletto nuotava verso di me mi sono tanto spaventata da salire in barca così in fretta da farmi un livido contro un bullone sporgente :P
Ad aspettarci c’era una nuova sorpresa: salsa di soia, sashini di tonno appena pescato, e birretta fresca! Che servizio ;)

Il piccolo rinfresco consumato ammirando la spiaggia e avvistando ogni tanto una piccola manta e gli squaletti è stato la degna conclusione di questa gita indimenticabile!

12088319_10153599962249654_6757678581449046606_nDa lì purtroppo la strada per Puerto Ayora è stata brevissima e alle quattro eravamo già a terra. Io sarei tornata immediatamente in mare..
Non abbiamo ricevuto indicazioni (nè saluti effettivamente) dalla nostra guida riguardo a quello che sarebbe successo, quindi ci siamo considerati liberi e siamo andati per conto nostro. Avevamo ancora un briciolo di energie e ormai era un punto d’onore trovare i francobolli. La sera prima una signorina di un’agenzia ci aveva dato finalmente qualche indicazione più chiara.

Siamo andati fino alla grande statua della tartaruga, che segna un po’ la fine del paese prima dell’inizio del Centro Ricerche Darwin, e abbiamo lasciato la Charles Darwin Avenue per risalire in senso perpendicolare rispetto al mare: abbiamo chiesto nuovamente indicazioni per il correo e ci hanno indirizzati correttamente: finalmente ce l’abbiamo fatta!!! A quel punto abbiamo concluso la passeggiatona tornando verso il nostro albergo.

Verso le sette dopo esserci riposati un po’ siamo scesi nella hall, perchè il nostro programma diceva che ci sarebbe stata la solita cena prenotata. Una delle guide locali è venuto a prendere altre persone (la famigliola ormai conosciuta di vista) e ci ha dato indicazioni per la partenza del mattino seguente, dicendoci che invece per questa serata saremmo stati liberi!
Ci hanno suggerito di provare la food court locale, una via di bancarelle alimentari e ristorantini prevalentemente di pesce dove avrebbero accompagnato anche gli altri: è stato un bellissimo suggerimento! L’avevamo già addocchiata, e così ci siamo convinti a cenare lì: abbiamo selezionato la bancarella Renato’s e abbiamo ordinato la Langosta alla Plancha Alberto e Arroz con Langosta io.11240481_10153599962414654_3347769465047206098_n
Il cameriere non si è scritto le nostre ordinazioni, e per due volte è tornato a chiedere se volevamo Langosta o Langostina (scampi). E noi a insistere che vogliamo Langosta.
Poi viene anche la signora che gestisce il chioschio, chiaramente la padrona matrona, e ci chiede di nuovo con una langosta in mano se vogliamo proprio quella. Si grazie, chevidobbiamofirmareuncontratto per avere sta langosta?

Alla fine ce l’abbiamo fatta, ed entrambi i piatti erano squisiti :)

Dopo la cena abbiamo fatto due passi, anche perchè eravamo strapieni ed era la nostra ultima sera sulle isole.
Al pontile abbiamo visto due leoni marini in una scena tenerissima, erano su uno dei gommoni a riposare, e il piccolo stava tettando così rumorosamente da sentirsi a distanza e sopra al rumore del mare: lo potete sentire anche voi guardando questo video!
Ci siamo rilassati un poco su una panchina, appagati di questa splendida vacanza e cercando di convincerci di essere pronti a ripartire. Io no nlo ero per niente, sarei rimasta lì almeno un’altra settimana!