Le date si segnano nella mia mente con una schematicità impressionante. A volte posso dimenticare delle cose importantissime con una facilità sconvolgente, faccio figuracce tremende (“ma vedi che non mi ascolti mai!”) e dimentico cose che gli altri ritengono importantissime.. poi al contempo magari ricordo dettagli incredibili di cose successe anni e anni prima, soprattutto quando sono avvenimenti legati a qualcosa di particolarmente importante per me.

E così il 23 novembre 2005, ma soprattutto il 24 novembre 2005, sono fissati nella mia memoria con un dettaglio notevole, con una bella marea di particolari, e sono diventate due giornate che sarebbero state un completo disastro, un vero ricordo nero nella mia vita, ma il destino ha voluto che fossero al contempo due giornate invece stupende, speciali e straorinarie, legate ad un avvenimento che ha cambiato completamente la mia vita portandola -alla fine- a essere il sogno stupendo che è oggi :°)

Mercoledì 23 novembre 2005, verso le nove di sera, una Paoletta con capelli lunghi e spettinati, con il cappottone fino alle caviglie, con una sciarpa bianca che le provocava un sacco di problemi con l’energia elettrostatica, e con una marea di pensieri e preoccupazioni per quanto da poco accaduto nella sua vita sentimentale, si è avviata tutta sola verso la stazione dei treni di Savona. Ha visto avvicinarsi sempre più dalla galleria della stazione un Fanciullino e la sua valigina, guardando in quel momento di persona per la prima volta il suo carissimo amico “di penna”, e mai più immaginandosi che in quel momento stava varcando uno dei più importanti bivi della sua vita.
Mercoledì 23 novembre 2005 si è cenato all’Assassino, e Alberto ed io sedevamo di fronte, in compagnia di un Maro che sparava battutte a raffica, un Umberto che cercava di rallegrare la serata, un Igor che parlava di cani morti e manifestava il grande disagio interiore con discorsi orribili e assurdi che mettevano a disagio i presenti. Con i pansotti al sugo di noci, con le battute su D&D, con un po’ di tirata allegria, la serata è proseguita.

Il giorno dopo, Giovedì 24 novembre 2005, Alberto ed io abbiamo trascorso una piacevolissima giornata, girando per Savona insieme. Era una splendida giornata di sole, limpida e azzurra, con un vento tagliente e ghiacciato. Ed è stata la prima giornata in cui abbiamo potuto trascorrere del tempo insieme e cominciare a conoscerci :)
La colazione dal bar Napoleon, la passeggiata sul Priamar, il gatto dalla panchina dei giardinetti, il panino al Green Wolf, i giri per Savona, la visita al Duomo, l’incontro con la mia mamma, e poi il pomeriggio su in casa, guardare i mie disegni in camera mia, chiacchierare di mille cose, giocare a Coloni di Catan con mamma e Fabio..
…e poi la serata, che è arrivata come una doccia fredda con le sue amare sorprese e rivelazioni, con i numeri di Igor prima di cena, i ravioli, le partite a Si, Oscuro Signore con Alberto Renata/Pistillo Sassa e Maro, e io che indossavo gli occhiali da vista quella sera per cercare di non far vedere che avevo pianto. E poi il “ciao, io vado via con gli altri”, lasciandomi così all’improvviso durante una serata con gli amici per andarsene dall’altra, mollando Alberto e me lì a casa da soli, amici si ma ancora conosciuti solo da poche ore.. e le parole quella notte, le parole e il pianto in camera, con l’impossibilità di dormire e la sveglia alle cinque il mattino dopo, e l’imbarazzo assurdo di una situazione totalmente imprevista!

La mattina di Venerdì 25 il treno per Savona era verso le sei, e verso le sei e cinquanta quello per Torino che Alberto doveva prendere. In un’atmosfera surreale, nel buio delle prime ore del giorno, nel freddo di novembre, con solo un paio d’ore di sonno alle spalle, ci siamo avviati alla stazione. Curioso come io ricordi distintamente il rumore del trolley di Alberto sul marciapiede di quella strada, e non ricordi più nulla da lì a mezz’oretta dopo, quando ci siamo dovuti salutare alla sua partenza.
Ma ricordo bene lo stupore del primo abbraccio, recapitato inaspettato al Fanciullino Friulano orso D.o.c., i commenti delle astute vecchine in treno, la sensazione di gratitudine che cercavo di esprimere con quell’abbraccio per il supporto e il coraggio che mi aveva dato la sera prima, in un momento così duro per me.

Da lì è cominciato un periodo di vero delirio, che è stato anche il periodo in cui Alberto ed io abbiamo continuato a sentirci in maniera diversa da prima, quando eravamo solamente due “sconosciuti” alla tastiera. Senza di lui e senza il suo supporto non so come sarei uscita da quel momento terrificante.


E oggi posso guardarmi indietro, ripensare al 23 novembre del 2005 con un gran sorriso, mantenendo le cose belle che sono nate proprio in quei giorni altrimenti così orribili, e ripensando che da allora sono passati quattro anni.
Quattro anni fa, verso le nove di sera, Alberto ed io ci siamo incontrati per la primissima volta!
Sono quattro anni che lui è il mio migliore amico.
Sono quattro anni che è diventato la persona che mi conosce meglio al mondo.
E guarda dove siamo ora…!!!! ;)

Buon nerdiversario, Fanciullino :)