23 Novembre 2005.
Canti, Inconscio della Barda, Incubi, Love, We Are F&B novembre 23rd, 2009Le date si segnano nella mia mente con una schematicità impressionante. A volte posso dimenticare delle cose importantissime con una facilità sconvolgente, faccio figuracce tremende (“ma vedi che non mi ascolti mai!”) e dimentico cose che gli altri ritengono importantissime.. poi al contempo magari ricordo dettagli incredibili di cose successe anni e anni prima, soprattutto quando sono avvenimenti legati a qualcosa di particolarmente importante per me.
E così il 23 novembre 2005, ma soprattutto il 24 novembre 2005, sono fissati nella mia memoria con un dettaglio notevole, con una bella marea di particolari, e sono diventate due giornate che sarebbero state un completo disastro, un vero ricordo nero nella mia vita, ma il destino ha voluto che fossero al contempo due giornate invece stupende, speciali e straorinarie, legate ad un avvenimento che ha cambiato completamente la mia vita portandola -alla fine- a essere il sogno stupendo che è oggi :°)
Mercoledì 23 novembre 2005, verso le nove di sera, una Paoletta con capelli lunghi e spettinati, con il cappottone fino alle caviglie, con una sciarpa bianca che le provocava un sacco di problemi con l’energia elettrostatica, e con una marea di pensieri e preoccupazioni per quanto da poco accaduto nella sua vita sentimentale, si è avviata tutta sola verso la stazione dei treni di Savona. Ha visto avvicinarsi sempre più dalla galleria della stazione un Fanciullino e la sua valigina, guardando in quel momento di persona per la prima volta il suo carissimo amico “di penna”, e mai più immaginandosi che in quel momento stava varcando uno dei più importanti bivi della sua vita.
Mercoledì 23 novembre 2005 si è cenato all’Assassino, e Alberto ed io sedevamo di fronte, in compagnia di un Maro che sparava battutte a raffica, un Umberto che cercava di rallegrare la serata, un Igor che parlava di cani morti e manifestava il grande disagio interiore con discorsi orribili e assurdi che mettevano a disagio i presenti. Con i pansotti al sugo di noci, con le battute su D&D, con un po’ di tirata allegria, la serata è proseguita.
Il giorno dopo, Giovedì 24 novembre 2005, Alberto ed io abbiamo trascorso una piacevolissima giornata, girando per Savona insieme. Era una splendida giornata di sole, limpida e azzurra, con un vento tagliente e ghiacciato. Ed è stata la prima giornata in cui abbiamo potuto trascorrere del tempo insieme e cominciare a conoscerci :)
La colazione dal bar Napoleon, la passeggiata sul Priamar, il gatto dalla panchina dei giardinetti, il panino al Green Wolf, i giri per Savona, la visita al Duomo, l’incontro con la mia mamma, e poi il pomeriggio su in casa, guardare i mie disegni in camera mia, chiacchierare di mille cose, giocare a Coloni di Catan con mamma e Fabio..
…e poi la serata, che è arrivata come una doccia fredda con le sue amare sorprese e rivelazioni, con i numeri di Igor prima di cena, i ravioli, le partite a Si, Oscuro Signore con Alberto Renata/Pistillo Sassa e Maro, e io che indossavo gli occhiali da vista quella sera per cercare di non far vedere che avevo pianto. E poi il “ciao, io vado via con gli altri”, lasciandomi così all’improvviso durante una serata con gli amici per andarsene dall’altra, mollando Alberto e me lì a casa da soli, amici si ma ancora conosciuti solo da poche ore.. e le parole quella notte, le parole e il pianto in camera, con l’impossibilità di dormire e la sveglia alle cinque il mattino dopo, e l’imbarazzo assurdo di una situazione totalmente imprevista!
La mattina di Venerdì 25 il treno per Savona era verso le sei, e verso le sei e cinquanta quello per Torino che Alberto doveva prendere. In un’atmosfera surreale, nel buio delle prime ore del giorno, nel freddo di novembre, con solo un paio d’ore di sonno alle spalle, ci siamo avviati alla stazione. Curioso come io ricordi distintamente il rumore del trolley di Alberto sul marciapiede di quella strada, e non ricordi più nulla da lì a mezz’oretta dopo, quando ci siamo dovuti salutare alla sua partenza.
Ma ricordo bene lo stupore del primo abbraccio, recapitato inaspettato al Fanciullino Friulano orso D.o.c., i commenti delle astute vecchine in treno, la sensazione di gratitudine che cercavo di esprimere con quell’abbraccio per il supporto e il coraggio che mi aveva dato la sera prima, in un momento così duro per me.
Da lì è cominciato un periodo di vero delirio, che è stato anche il periodo in cui Alberto ed io abbiamo continuato a sentirci in maniera diversa da prima, quando eravamo solamente due “sconosciuti” alla tastiera. Senza di lui e senza il suo supporto non so come sarei uscita da quel momento terrificante.
—
E oggi posso guardarmi indietro, ripensare al 23 novembre del 2005 con un gran sorriso, mantenendo le cose belle che sono nate proprio in quei giorni altrimenti così orribili, e ripensando che da allora sono passati quattro anni.
Quattro anni fa, verso le nove di sera, Alberto ed io ci siamo incontrati per la primissima volta!
Sono quattro anni che lui è il mio migliore amico.
Sono quattro anni che è diventato la persona che mi conosce meglio al mondo.
E guarda dove siamo ora…!!!! ;)
Buon nerdiversario, Fanciullino :)

2 dicembre 2009 alle 23:58
ciao cara..sono felice che tutto si sia aggiustato e che tu ora abbia realizzato un sogno..mi fa male però sapere che quattro anni della tua vita siano scivolti senza lasciar tracce..come una triste attesa..perché io ti ho conosciuta proprio in quell’intervallo e avrei scommesso fossi felice..come scrivi tu gli amici devono saper ascoltare e ascoltare anche le cose meno belle..io non sarei sincera e spontanea se non esprimessi la mia meraviglia..ci sono cose che faccio fatica a comprendere.
Forse perché sono piccola, forse perché non ho incontrato l’affinità elettiva -anche se penso di no, forse perché le persone cambiano troppo in fretta per capire come e perché, ma davvero non riesco a capire come certe cose possano scivolare..non mi sembra possibile che una persona della tua sensibilità possa dimenticare la gratitudine verso una persona con cui ha condiviso.
Scusa l’intrusione e le tristi parole..ma non riesco a tacere troppo i miei sentimenti..
Vediamoci se vuoi..un bacio
3 dicembre 2009 alle 10:15
Il fatto che ricordando una data precisa io non abbia parlato di ciò che c’è stato nel mezzo, cara Michela, non vuol dire per niente che più di tre anni siano scivolati via senza lasciare tracce, come dici tu.
Forse sei davvero piccola, per certe cose.
Forse semplicemente volevi leggere in ciò che hai letto qualcosa che ti aspettavi di trovare, e sei così stata ben soddisfatta di non trovarcela.
Forse semplicemente giudichi senza conoscere davvero le cose, senza conoscere davvero me.
Qui c’era una ricorrenza per me importante.
Il fatto che riguardi me e Alberto, e che riguardi un momento particolare del 2005 che ha ancor più significato alla luce di com’è la mia vita oggi, non significa che per me i tre-quattro anni trascorsi nel mezzo non esistano.
Non voglio che tu taccia i tuoi sentimenti. Ma forse dovresti cominciare a giudicare con meno entusiasmo. “sapere che quattro anni sono scivolati senza lasciare tracce”?
Ridicolo.
Non sarei quella che sono, senza quei tre-quattro anni. E per la maggiorparte sono stati anni davvero, davvero felici. Stai tranquilla che non sono dimenticati.
3 dicembre 2009 alle 12:12
Infatti non mi è sembrata sbagliata questa tua necessità di commemorare, ma solo la sua conclusione e poi il mio non voleva essere un commento di giudizio, ma di meraviglia, proprio perché da te mi aspettavo di trovarle certe cose..nulla di più.
Inoltre il mio, ti assicuro, era tutto tranne entusiasmo. E non si può pretendere che una persona che legge un blog pubblico possa conoscere di più di quello che vi sta scritto.
3 dicembre 2009 alle 12:24
Quali sono le cose che ti aspettavi di trovare?
Cos’è che ti sconvolge della conclusione? che Alberto sia stato la persona che mi conosce meglio al mondo da allora, o qualcos’altro che ci hai voluto leggere tu?
Se continui a restare così sul vago non si capisce proprio cosa ti abbia così sconvolta nè cosa ti turbi.
Se il tuo problema che come hai scritto che quegli anni sono scivolati senza lasciare tracce, stai clamorosamente sbagliando. Quindi puoi tranquillizzarti.
Se il tuo problema è un altro che non hai chiarito in primis, sono tutta orecchie…
3 dicembre 2009 alle 12:27
Da lì è cominciato un periodo di vero delirio, che è stato anche il periodo in cui Alberto ed io abbiamo continuato a sentirci in maniera diversa da prima, quando eravamo solamente due “sconosciuti” alla tastiera. Senza di lui e senza il suo supporto non so come sarei uscita da quel momento terrificante.
—
E oggi posso guardarmi indietro, ripensare al 23 novembre del 2005 con un gran sorriso, mantenendo le cose belle che sono nate proprio in quei giorni altrimenti così orribili, e ripensando che da allora sono passati quattro anni.
Quattro anni fa, verso le nove di sera, Alberto ed io ci siamo incontrati per la primissima volta!
Sono quattro anni che lui è il mio migliore amico.
Sono quattro anni che è diventato la persona che mi conosce meglio al mondo.
Qui non c’è traccia del tuo passato..c’é un solo filo che da quel giorno arriva fino ad oggi..per questo mi sono meravigliata..tutto il resto mi sembra una cosa meravigliosa
3 dicembre 2009 alle 12:29
comunque mi fa piacere aver chiarito perché da questa conclusione è molto semplice dedurre ciò che o erroneamente dedotto io.
3 dicembre 2009 alle 12:50
Michela, tu non conosci niente di me, niente del mio passato, ma proprio niente.. e niente di ciò che riguarda tutto questo, e che ho descritto a brevi tratti in questo post.
Il periodo duro a cui faccio riferimento è quello seguito a quando Igor mi lasciò in malo modo, e per qualche mese per me fu molto dura.
Il “filo dritto” è perchè parlo di un certo aspetto della mia vita, che riguarda quel periodo, e ti assicuro che riguarda esclusivamente Alberto e me. Ma non è che allora questo cancella gli altri aspetti dei quattro anni da allora trascorsi.
Non riesco a capire: sarebbe come se io scrivessi dell’anniversario della costituzione italiana e qualcuno mi accusasse di non riportare tutto quello che è soccesso nel mezzo. Ti rendi conto dell’assurdità del tuo commento, alla luce di questo paragone? :/
E’ per questo che dico che prima di giudicare forse sarebbe meglio informarsi.. ma comunque in un certo senso tu l’hai fatto, e ora questa cosa spero ti sia stata chiarita.
Dalla tua seconda risposta sembra proprio che tu abbia qualche altro problema, legato alla faccenda, che esula dal “ho paura che tu abbia perso quattro anni, cancellati”. Se è così, sono tutta orecchi ancora.
3 dicembre 2009 alle 12:58
paola a me il mondo digitale schifa un poco..quindi se riusciamo a vederci e a parlare di persona te ne sarei immensamente grata..anche della storia della costituzione..xk secondo me non è proprio quello che hai fatto tu.se vuoi stasera possiamo mangiare insieme..se non parti
3 dicembre 2009 alle 13:06
esco ora..fammi saper per sms
3 dicembre 2009 alle 13:06
sei stata ben tu a tirarala fuori nel mondo digitale, cosa che mi stupiva non poco.
Stasera parto.
Quando ci vedremo di persona se ne avrai bisogno ne parleremo. Trovo ancora decisamente assurdo il modo in cui una questione che è mia personale sollevi così tanti problemi, coinvolgendo mezzo mondo di gente che non c’entra un tubo..
3 dicembre 2009 alle 13:23
Io ti rispondo qui in pubblico, perchè è qui che tu l’hai aperta, e mi pare piuttosto antipatico che tu voglia chiuderla esclusivamente in privato, non mi sta bene.
Sai, più ci penso e più mi viene in mente cosa possa essere successo.
Perchè hai scritto qui, e non in uno dei milioni di post che ho scritto su me e Alberto?
Perchè hai commentato a questo, e non a uno qualunque degli altri post analoghi sui miei ricordi e sul mio passato?
Perchè tu che non apprezzi le discussioni in rete ne hai aperta una?
Forse perchè il post ha colpito l’attenzione -o i sentimenti- di qualcuno che ha fatto parte di questi quattro anni? E così tu sei stata chiamata in causa, sei venuta a leggerlo, e non l’hai letto con il tuo cervello ma solo con in mano la descrizione di chi l’aveva letto prima di te? La mia idea è questa. Spero tanto di sbagliarmi.
3 dicembre 2009 alle 15:11
Ehi… oggi è l’anniversario del mio primo non-compleanno! :oD
31 anni, 10 mesi e 3 giorni fa nacqui io.
Ma, per non fare torto a nessuno, ecco l’elenco di chi mi ha supportato in questi anni in ordine di apparizione:
1- mamma
2- papà
3- zia
4- zio
5- nonna
6- nonno
7- altra nonna
8- altro nonno
9- altra zia
10- altro zio
11- maestra Franca
12- Giovanni
13- Stefano
14- Marzia
15- Simone
16- maestra Migliori
…
… ronf… ronf…
3 dicembre 2009 alle 15:20
Scusatemi, se mi intrometto anche io nella discussione, ma volevo dire la mia, non richiesta, opinione ^_^’
Paola, tu lo sai che sono una persona sincera e che non riesco proprio ad essere ipocrita, anche se a volte mi piacerebbe q:
E spero anche che tu sappia che ti voglio bene, anche se ci vediamo poco, e che non ho preso nessuna parte e nessuna posizione nella vicenda, come ti scrissi a suo tempo nelle mail.
Io credo di conoscerti, almeno un pochino, e da un po’ di anni ormai seguo un po’ dal vivo e più in rete quello che combini e ci racconti.
Questo messaggio che hai scritto mi ha fatto pensare le stesse cose che ha pensato Michela (se non ho capito male il nome). Dopo l’iniziale “stortura di naso” ho pensato che sicuramente non era voluto e che probabilmente non ti sei resa conto che poteva essere fraintesa.
Però per l’osservatore occasionale, era davvero facilmente fraintendibile. Io lo so che quando dici che una cosa è bellissima non vuoi dire che il resto è stato bruttissimo.
Io non sono stata chiamata in causa da nessuno, se non dal fatto che quando ci siamo scritte tu mi abbia chiesto di essere sincera. Io non conosco i rapporti interpersonali e non posso dire cosa abbia motivato chi a fare cosa, però spezzo una piccola lancia per Michela, perché ti ripeto, di primo acchito aveva perplesso anche me.
Scrivere tutto della propria vita ci espone al rischio di essere fraintesi, o di essere capiti, ma criticati. Le critiche vuote lasciano il temo che trovano, ma alcune possono essere utili per crescere e migliorarsi.
Io sono SICURA che per te il periodo dal 2005 è stato importante non solo per l’amicizia con Alberto, ma anche per altri motivi. L’ho visto coi miei occhi e occhiali! E so anche che la decisione che hai preso non è stata facile, anzi.
Però mi metto anche nei panni di chi magari non sa e rimane sbigottito, insomma ^_^’
Come ti scrissi già, è giusto che tu sia felice, è giusto che tu possa esternare la tua gioia, ma stai attenta, perché rischi involontariamente di ferire qualcuno nel processo.
Spero di essere riuscita nel farti capire quello che volevo dire, senza che tu ti arrabbiassi o adombrassi, perché non era proprio quello il mio intento!
3 dicembre 2009 alle 15:28
Ho commentato perché l’ho fatto d’impeto, perché non potevo non mostrare il mio stupore e se avessi aspettato sicuramente avrei interpretato a modo mio tutto questo.
Non ho commentato gli altri post perché non vi trovavo nulla di male: una nuova storia e tanto entusiasmo. Elven non penso nemmeno abbia letto questo, ora sta bene e non bazzica più qui, l’ho commentato ieri tardi perché non riuscivo a dormire dopo averlo letto.
Non capisco questo tuo voler rendere pubblico la nostra discussione..forse perché dietro ad una tastiera le cose sono più facili da gestire o perché l’ultima volta che abbiamo discusso tu hai pianto mentre io esponevo solo i fatti. Ti avevo promesso non ne avremmo più parlato ma non riesco a rimanere indifferente davanti a qualcosa che mi sembra ingiusto.
Spero che tu voglia darmi spiegazioni in una forma a me più consona e chiara ma magari non credi ne valga la pena, visto che non sarebbe la prima volta che decidi che sia più facile perdere un’amicizia piuttosto di ascoltare una persona che a pensa diversamente da te.
3 dicembre 2009 alle 15:36
Chi sa, parli.
Chi non sa, chieda.
Chi non sa chiedere, taccia.
Chi non sa tacere, …
3 dicembre 2009 alle 15:44
Dopo un commento cretino, mi intrometto anche io.
Per esperienze personali che non sto qui a descrivere, sono uno che ha sentito spesso la frase “ho commentato perché l’ho fatto d’impeto” unita a “non capisco questo tuo voler rendere pubblico la nostra discussione” (uso proprio le frasi esatte, non per accusare, ma per far capire). Se uno odia la parte internete e pubblica, non commenta neanche d’impeto in quanto disabituato a fare un’azione del genere. E, se mai l’abitudine dovesse cadere di frote ad un impeto tanto grande, è inutile piangere sul latte versato, no? Una volta iniziata la cosa in un modo, si porta a compimento. Se tutti hanno potuto leggere le “accuse” (termine inesatto, ma mi si conceda la “licenza poetica”), che tutti possano leggere le difese, no? Si chiama “assumersi la responsabilità delle proprie azioni”, dannatamente lunga come frase, ma chiara. E’ facile lanciare il sasso e poi lasciare il vetro rotto, senza che si sappia se è stato riparato o perché si è voluto romperlo.
E questo solo per commentare il classico atteggiamento di chi scrive in pubblico e poi vuole continuare in privato. O l’una o l’altra.
Riguardo il post di Paola, dal momento che si tratta di scrittura, è normale che possa dare adito a diverse interpretazioni, non conoscendo il tono di voce con il quale determinate cose sono state dette. Così come è normale, per chi non conosce gli eventi, supporre che determinate cose siano state tralasciate. Ma appunto perché gli eventi non si conoscono (e, da quel che vedo, neanche conoscete l’autrice), in caso di interpretazione fallata si chiede spiegazione, si attende uan risposta e, una volta data la risposta, si deve accettare. Se non la accettate (perché non vi fidate, perché non le credete… e così via), che commentate o domandate a fare?
Io ci ho letto solo la commemorazione di un evento importante per lei. Stop. Un bellissimo evento, tra l’altro. E dire che anche io facevo parte di quel periodo che lei ha “tralasciato”. Ma so che, anche se non sono nominato, io c’ero. E chi le è stato accanto, sa che c’era. E chi ha la fortuna di essere amico di Paola, sa che lei è consapevole di chi l’ha aiutata e supportata.
Quando io ho scritto e scriverò di un anniversario, lo farò alla stessa maniera, dicendo come tutto è nato e come tutto è andato a finire. Parlerò della persona che per me è speciale in quel momento, il momento MIO e del MIO AMORE. E se non nominerò nessun altro, così come non l’ho nominato in altre occasioni, sarà perché non sto parlando di loro, ma di una persona in particolare.
A me sembra una cosa talmente normale.
3 dicembre 2009 alle 15:45
N.B.: il “commento cretino” era riferito al mio sul “non-compleanno”. ;o)
3 dicembre 2009 alle 15:48
@Michela Non riuscivi a dormire dopo averlo letto!? Michela, ma ti rendi conto????
Sai cosa? avevo scritto una risposta di svariate righe. Ma non la posto: non ne vale la pena.
@Irene,
avete frainteso completamente tutto.. e il fatto che l’abbiate frainteso allo stesso modo entrambe non vuol dire che sia perchè io ho sbagliato a scriverlo. Dal mio punto di vista vuol dire solo che vedete le cose diversamente da me. Eh pazienza!
E credo che chi non sa non debba giudicare.
E soprattutto: non sai cosa sia stato detto da giugno a ora tra me e Michela, quindi nello specifico è un po’ complicato ora da capire da qui ;)
E ancora una cosa: non scrivo pensando “magari mi fraintenderanno”. Scrivo per me stessa, con il mio cuore, non solo per voi.. non so se mi spiego :°)
Ora sono incasinata (e parecchio incazzata pure) e di fretta, spero non ti spiaccia che rispondo un po’ al volo. Vorrei poi rispondere, a te, ancora più avanti con più calma.
3 dicembre 2009 alle 18:46
Non riuscivo a dormire xk non ce la faccio più a far finta di niente con te..comunque, come ti dicevo probabilmente non ti interessa mettere le cose a posto perché è più facile così..per questo probabilmente non vuoi rispondere. Hai ragione: non ne vale la pena. Divertiti
3 dicembre 2009 alle 18:56
@ Joram: io sono rimasta solo male per quello che ho letto/interpretato e paola è liberissima di scrivere ciò che vuole ma deve essere consapevole che ciò che rende pubblico è anche a pubblico giudizio..anche se, ripeto, il mio era un commento di meraviglia, non di giudizio comunque. Mi spiace che tutto questo si stato visto come un’accusa e che Paola non abbia capito il perché ho commentato.
3 dicembre 2009 alle 21:51
Probabilmente è difficile in età scolare capire una cosa piuttosto importante.
Avere la POSSIBILITA’ tecnica di commentare un pensiero perchè è reso “pubblico” non fa ricadere la responsabilità di ciò che si dice su chi riceve il giudizio: come sempre, ognuno è responsabile di ciò che afferma.
Ancora di più laddove ci sono maggiori spazi di LIBERTA’ dati dallo strumento tecnico, maggiore deve essere la responsabilità di chi lo utilizza.
Ahimé, responsabilità riposta talvolta malamente.
Ci sarebbe altro, tra cui non giudicare se non si vuole esserlo a propria volta (potrebbe essere molto, molto divertente). O ancora: il dire “non giudico” nulla toglie al fatto di averlo fatto, in precedenza, ripetutamente (basta rileggere questa pagina con almeno un pollice opponibile al seguito). E infine: un bel tacer…
13 dicembre 2009 alle 01:28
Cavoli, avevi ragione, che megaflame che mi sono perso :D Arrivo dopo 10 giorni, quindi nessuno si accorgerà di questo post.
Come nella meccanica quantistica, con il Paradosso del gatto di Schrödinger che è mezzo vivo e mezzo morto, avete mezza ragione e mezzo torto. Ma visto che la meccanica quantistica non regge sui rapporti personali, avete piu’ o meno torto tutti.
Paola: hai sbagliato l’esposizione:
“Sono quattro anni che è diventato la persona che mi conosce meglio al mondo.” doveva scriversi con una migliore consecutio temporum cioè “dopo 4 anni è diventato la persona che mi conosce meglio al mondo”. E poco importa se scrivi con il cuore, per la persona che ami, per il papa o per il tuo gatto: devi scrivere bene! punto, punto e virgola, due punti.
Michi: ciao! come va? Senti, hai torto anche tu, perchè anche se la consecutio temporum di paola era un disastro, la sua era una valutazione soggettiva e quindi non passibile di giudizio. Che poi d’accordo, tu non hai dato un giudizio formale (es: “sei proprio una bagascia quando scrivi queste cose”), ma hai espresso un malessere che e’ un giudizio nella SOSTANZA (non ci dormivi!) quindi in qualche maniera quello che hai letto deve averti scioccato. Pensa se Paola avesse scritto “Sono quattro anni che è diventato la persona che mi conosce meglio al mondo. Ma Gareth ha il belino più grosso che abbia mai visto”, che avresti pensato ? Stammi bene xoxoxo
Irene: vergogna. Anni di militanza in rete e cadi in queste trappole. Don’t feed the troll. Paola è il troll ufficiale del suo blog: si è più volte auto-sorpresa a cancellarsi dei commenti perchè troppo volgari, lo ha anche ammesso in questa flame. Perdi 50px.
Joram: Bravo, ma troppo prolisso. Quindi hai torto per le penalità acquisite.
Alberto: Non riesci a concludere nessun commento, probabilmente ti finiscono le batterie della tastiera cordless sul piu’ bello. Hai torto a non cambiare piu’ spesso le batterie.
Chiaramente ho torto anche io a commentare in un post vecchio di 10 giorni in cui nessuno guarda piu’ :D
13 dicembre 2009 alle 13:15
Gareth, giustamente ti sbagli a dire che tutti hanno torto quando credono di aver ragione, ma…
13 dicembre 2009 alle 13:18
Gareth, mi dispiace dissentire ma dato che sono pignola devo farlo: la mia consecutio temporum era corretta. Alberto è la persona che mi conosce meglio (a parte mia madre, penso, per certe cose), da 4 anni. Se tu mi riscrivi la frase, ne cambi il significato :s
Ohmioddio!!! Forse volevi così farmi sapere che tu hai il potere di cambiare le cose riscrivendole in frasi diverse nella grammatica, nella sintassi,e pertanto nel significato?!?
…e se si, quanto lo fai al chilo, che me ne servirebbero un 6-7 etti di quel potere? ^__________________________________________^
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