Vita di Pi LocandinaA gennaio è uscito nelle sale italiane il film diretto da Ang Lee dal titolo Vita di Pi.

Non avevo assolutamente idea di cosa trattasse, avevo intravisto qualche giorno prima, andando a vedere forse Lo Hobbit, una curiosa locandina sui toni accesi del giallo e arancione, con una tigre.

Poi è capitato che Alessio, al lavoro, mi consigliasse di andarlo a vedere. Mi ha molto incuriosita e così ho proposto ad Alberto e Alexandra di farci un mercoledì-cinema al Città Fiera!

Siamo andati giusto in tempo, perchè hanno tolto il film pochi giorni dopo, e mi sarei pentita amaramente di non averlo visto!

Nessuno di noi sapeva nulla. Io mi ero brevemente informata sulla trama poche ore prima, e per un attimo temevo che fosse un film troppo introspettivo per interessare i miei due compagni di avventura. Io andavo al cinema emozionata e bendisposta, ma con la paura di trascinare due persone a vedere un film per loro meno interessante.

Per fortuna fin dai primi minuti è stato chiaro che i miei dubbi erano infondati!!!

Il film, come il romanzo, si divide principalmente in due parti: non voglio spoilerare niente, quindi dirò solo che la prima è di presenzazione del personaggio protagonista, e la seconda è la narrazione della incredibile vicenda che gli capita.

Vita di Pi Notte

Il film, abbiamo saputo dopo, era previsto per il 3D. Devo dire che se l’avessimo saputo forse ci saremmo fidati, anche se nè io nè Alberto amiamo il 3d, e avremmo fatto bene: sarebbe stato, credo, stupendo. Essendo fatto appositamente non perde di valore, come la maggiorparte dei film, bensì viene a volte risaltato nelle scene da questa tecnologia.

Non lo sapremo mai con certezza, purtroppo, ma mi piacerebbe sapere l’opinione di chi lo abbia visto in tre dimensioni :)

Tornando a noi, che dire del film e del romanzo senza spoilerare?
Che sono belli è riduttivo!

Vita di Pi GiornoParto a parlare del film solo perchè ho visto prima la trasposizione di Ang Lee.

Il film è avvincente, assolutamente. Incuriosisce fin dall’inizio, cattura con un ritmo vivace e porta lo spettatore in un mondo lontano e colorato, quello dell’India ex colonia francese.
Ci sono alcune battute assolutamente brillanti, e qualche scenetta proprio simpatica, e l’interesse cresce fino alla vicenda climax della storia, quella che inizia la seconda parte del film. Nelle scene ambientate nell’immensità dell’oceano lo spettatore può perdersi e immergersi completamente.

Il mare e il cielo sono raffigurati con una regia e una fotografia immense, splendide, dalle immagini e dai colori il cui potere non può che coinvolgere completamente.
La trama scorre, e le immagini sono sempre più magiche e spettacolari, bellissime e terribili.
La conclusione del film è altrettanto bella, la giusta e perfetta fine di una storia davvero avvincente.

Siamo usciti dal cinema ancora rapiti dal film, parlando tra noi e confrontando le rispettive interpretazioni della storia di Pi.
Praticamente non era passata una settimana che avevo acquistato il romanzo e il cd della colonna sonora ;)

Ho iniziato il romanzo un paio di settimane fa.
Si legge in un attimo, io ci ho messo molto tempo perchè tra visite e stanchezza leggo poco ultimamente, ma la scrittura è scorrevolissima e il romanzo è molto avvincente!
Temevo che fosse un romanzo pesante, rispetto al film, troppo filosofico o rindondante, un mattonazzo che mi avrebbe delusa..
tutto il contrario!

Yan Martell (e il merito va sicuramente anche a chi ha tradotto il romanzo) scrive meravigliosamente, con uno stile fresco, leggero, che parla di tematiche profonde con semplicità. Rende concreti ragionamenti filosofici che normalmente si riterrebbero troppo lontani dalla realtà quotidiana, trasforma concetti impegnativi in esempli semplici e accessibili a chiunque, strizza spesso l’occhio al lettore con complicità e lo coinvolge profondamente -portando a immedesimarsi sicuramente in Pi.

Le pagine si susseguono rapidamente, la storia continua, e il naso difficilmente si stacca dalle pagine.. ho fatto fatica a controllarmi quando leggevo sull’autobus, e a smettere di leggere quando scendevo alla mia fermata.

Più volte ho percorso via Grazzano ancora con il libro aperto, e in ufficio mentre il pc si accendeva riuscivo a leggere ancora una o due frasi ;)
Tra l’altro sono stati fedelissimi nella traposizione da romanzo a film, cosa che io apprezzo moltissimo.

In conclusione? Vi lascio con tre citazioni, e con il consiglio: leggete Vita di Pi, e poi guardate il film.

E poi mi raccontate il vostro pensiero :)

Vita di Pi bellissimo

Citazione 1: combattiamo.

Il mio viso era una maschera di serietà e determinazione. Non voglio peccare di immodestia, ma in quel momento scoprii di avere una feroce volontà di vivere. Non è una cosa scontata, almeno nella mia esperienza. Alcuni rinunciano alla vita con un sospiro rassegnato. Altri combattono un po’, quindi perdono le speranze. Altri ancora –e io sono uno di questi- non si arrendono mai.

Combattiamo all’infinito. Combattiamo senza curarci di quanto ci costa, delle sconfitte che incassiamo, dell’improbabilità del successo. Combattiamo fino all’ultimo respiro. Non è una questione di coraggio. L’incapacità di arrendersi è un dato caratteriale. Forse è semplicemente stupida fame di vita.

Citazione 2: la paura.

Voglio dire due parole sulla paura. E’ lei l’unico vero avversario. Solo la paura può sconfiggere la vita. E’ un’avversaria intelligente e perfida, io lo so bene. Non ha dignità, non rispetta leggi né regole, non ha pietà. Cerca i tuoi punti deboli, e li scova con facilità. Comincia dalla mente, sempre. Fino a un attimo prima sei calmo, controllato, felice. Poi la paura, travestita da piccolo dubbio innocente, si intrufola nella tua mente come una spia. Il dubbio incontra lo scetticismo, che prova a buttarlo fuori. Ma lo scetticismo è un soldato di fanteria con poche risorse. Il dubbio se ne sbarazza facilmente. Diventa inquieto. Ed entra in campo la ragione. Sei rassicurato: la ragione possiede le armi tecnologiche più avanzate. Ma, con tua grande sorpre€sa, nonostante la sua superiorità tattica e una serie di vittore inconfutabili, la ragione viene messa al tappeto. Ti senti vulnerabile, impotente. L’angoscia si trasforma in terrore.

[…]

E’ difficile da spiegare. La paura, la vera paura, quella che ti scuote fino alle ossa, quella che provi quando sei a faccia a faccia con la morte, si annida nella tua memoria come una cancrena. Minaccia di far marcire tutto, anche le parole per esprimerla. Dunque devi sforzarti di parlarne. Se non lo fai, se la paura diventa un’oscurità inespressa che cerchi di evitare e che forse riesci perfino a dimenticare, ti esponi ai suoi attacchi futuri. Perché hai lasciato che ti colonizzasse.

Citazione 3: immensità.

In quel momento feci una scoperta sulla quale sarei tornato più volte nel corso del mio calvario, fra uno spasmo di agonia e l’altro: la mia triste storia si dipanava nel mezzo di una scenografia grandiosa.

Vidi il mio dolore per quello che era, finito ed insignificante, e provai un senso di pace. Il mio dramma non trovava posto da nessuna parte, e io lo accettavo, andava bene così.

Fu la luce del giorno ad accendere la mia ribellione: “no! No! No! La mia sofferenza è importante. Voglio vivere! Non posso fare a meno di mescolare la mia vita a quella dell’universo. La vita è uno spioncino, la mia unica, minuscola finestra sull’immensità. Come potrei passare oltre, rinunciare senza lottare alla visuale pur ristretta e fugace che mi offre? Questo spioncino è tutto quello che ho!”