230615Vallesacra (0b)La giornata del 23 giugno è stata dedicata alla visita alla Valle Sacra degli Inca.
Normalmente i tour in questa splendida valle sono più rilassati e prevedono che, partiti al mattino da Cusco, ci si fermi poi in zona Ollantaytambo per la notte per poi visitare con calma Machu Picchu il giorno seguente.

Noi invece siamo tornati verso Cusco perchè il 24 giugno in Perù è un giorno molto speciale, e abbiamo voluto approfittare della sorte che ci ha portati in Cusco proprio nel giorno della Festa di Inti Raymi! Ma di questo parlerò domani :)

Siamo partiti come al solito di buon mattino dunque, stavolta alle 8: lusso, quasi “tardi” rispetto al solito :D

In bus eravamo in 16, e nel gruppo c’erano una signora americana 60enne e il figlio 40enne in vacanza insieme: li abbiamo poi reincontrati due giorni dopo nel treno di rientro da Machu Picchu e abbiamo poi avuto occasione di conoscerli meglio, ma già quel 23 giugno avevamo notato che lei era simpatica e spiritosa :)

230615Vallesacra (5)La strada percorsa nella Valle Sacra è stupenda, si snoda nei tornanti della valle (sono riuscita a non soffrire il bus..) lungo il corso del fiume Urubamba e offre dei panorami molto belli e suggestivi. E’ tutto rigoglioso e colorato anche se è inverno: che posti stupendi!

La prima tappa del giorno è stato un posticino dove hanno un allevamento di Lama e Alpaca ed è possibile ammirare anche qualche Vigogna.
E’ stato molto simpatico perchè si può dare da mangiare agli animali (video di ruminante)   e c’è un negozietto in cui abbiamo acquistato un po’ di souvenir mangerecci e del buonissimo tè di coca.
La prima visita “seria” della giornata è uno stupendo sito archeologico nella Valle Sacra, Pisaq.230615Vallesacra (10)
In fondo alla valle si trova il moderno paese omonimo, famosissimo per gli splendidi negozi e mercati, e più in alto sui pendii collinari che lo sovrastano ci sono degli enormi e splendidi terrazzamenti agricoli di pietra delimitano la zona di questa località. La Pisaq antica di cui si possono visitare le rovine era una grande città inca. La passeggiata per raggiungerla parte dal parcheggio dei bus, punteggiato di numerose bancarelle di cibo, bevande e souvenir, e si percorre piano (sempre per via delle altitudini) sino a giungere alle rovine che si possono esplorare autonomamente.

Alberto ed io abbiamo gironzolato felici per questi antichi edifici, godendoci i panorami esotici e il sole che iniziava finalmente a scaldare l’aria che, di primo mattino, era ben fredda.

230615Vallesacra (8)La visita è stata davvero molto interessante: tra le tante cose che ci ha spiegato Ricardo, la nostra guida, abbiamo visto una patata disidratata secondo l’uso dell’epoca: è incredibile, sembra una pietra pomice. Diventa piccola e leggerissima e si può trasportare in enormi quantità senza problemi.
Al termine della visita ci siamo avviati verso il nostro autobus: prima però abbiamo comprato una enorme pannocchia da una venditrice. Era bollita e servita con un formaggio duro salato a fianco. Bianchissima e con chicchi grandi ognuno un paio di cm di lato, un’esperienza mistica rispetto alle pannocchie nostrane.
230615Vallesacra (17)Scesi a Pisaq abbiamo presenziato a una breve visita guidata in una gioielleria: la lavorazione dell’argento è tipica di quella zona perciò ci hanno mostrato la loro tecnica artigianale. Quel negozio aveva effettivamente degli oggetti splendidi a prezzi molto ragionevoli, così ho potuto acquistare alcuni souvenir e dei bellissimi orecchini variopinti raffiguranti i colibrì per me. Quelli foggiati a gattino erano altrettanto stupendi, ma ho talmente amato vedere i colibrì librarsi di fiore in fiore in Perù da non resistere a portarne due con me come ricordo ;)
Ricardo ci ha consigliato poi di provare una famosa empanada di Pisaq: vengono fatte nell’Horno, nei forni di pietra rotondi tipici. Abbiamo preso l’empanada al Santa Lucia Horno Colonial

; era davvero buonissima! E’ stato divertente assaggiarla e poi passeggiare per la splendida piazza del paese. Abbiamo avuto secondo me troppo poco tempo da dedicare allo shopping, a Pisaq l’artigianato era eccellente e i prezzi con un poco di contrattazione erano molto buoni. Abbiamo comprato dei bellissimi souvenir in pietra dura (serpentite, cioè la pietra di Machu Picchu, e altre che non ricordo) e poi era già il momento di ripartire.

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Ripartiamo per una nuova tappa: ci sono una serie di bacarini lungo la strada che arrostiscono un anota prelibatezza locale, il Cuy al palo. Sostanzialmente un porcellino d’india infilato in un palo e arrostito sul fuoco, tutto pieno di erbette profumatissime.

Inutile dire che era squisito: i nostri amici passeggeri del bus ne hanno preso uno solo in condivisione giusto per assaggiare e io ne ho mangiato un pezzettino, mi è piaciuto di più di quello bollito che aveva preso Alberto ad Arequipa!

Il pranzo si è svolto in uno di quei ristoranti a buffet da turisti che usano lì, decisamente il più bello in cui siamo stati anche a livello paesaggistico: il ristorante Tunupa è dentro una villa e ha un giardino che declina leggermente fino al corso del fiume, è splendido. Nel porticato che si affaccia sul giardino ci sono le tavolate dove abbiamo potuto sederci a pranzare, e poi abbiamo fatto un giretto sul prato guardando e fotografando i lama domestici che si trovano lì e gironzolano pacifici.
Una pausa davvero piacevole durante la giornata :) Il giardino è pieno di fiori bellissimi e all’ingresso del ristorante c’erano due pappagalli azzurro-verdi.
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Come sempre abbiamo mangiato molto bene e siamo ripartiti felici e rinfrancati verso la tappa successiva, Ollantaytambo.
Subito appare una imponente gradinata inca in pietra, che pare più alta e suggestiva delle altre già viste.

La fortezza incompleta che c’è in cima è raggiungibile tramite una salita che lascia letteralmente senza fiato. L’altitudine è sempre intorno ai 3000 metri e vi assicuro che la salita è molto lunga, i gradini sono innumerevoli e il sito è gremito di persone. Per fortuna le guide lo sanno e ogni due gradoni fanno fermare tutto il gruppo e raccontano qualche fatto storico o curiosità, spesso mostrando delle dispense fotografiche che si portano dietro nello zaino.

230615Vallesacra (19)La caratteristica di questa fortezza è di vantare grandi costruzioni monolitiche e precisissimi tagli nella pietra, quindi i più fanatici chiamano la presenza extraterrestre a spiegazione dell’abilità tecnica ed ingegneristica degli Inca.
Man mano che si sale sulle rovine, guardando il monte di fronte si possono ammirare delle formazioni rocciose che paiono volti di donne o di regnanti, e altre due grandi costruzioni di templi sul fianco della montagna.

Dall’alto si può ammiare la moderna Ollantaytambo, famosa perchè stazione di partenza del trenino per Machu Picchu. Mi dispiace molto non aver potuto fermarmi qui in zona per la notte, Alberto ed io abbiamo dovuto rifare i 75 km di strada in senso contrario per tornare a Cusco.

Sulla via del ritorno abbiamo fatto un’ultima tappa presso un villaggio che credo si chiamasse Amara, dove c’è una comunità artigianale rinomata per l’abilità tessile.
In un simpatico negozietto delle donne vestite di abiti tradizionali ma con su delle espressioni terribilmente dure e poco accoglienti ci hanno mostrato la lana degli alpaca e i metodi naturali di colorazione tramite utilizzo di pietre, foglie e insetti. Mentre sorseggiavamo un buon tè di muna ci hanno mostrato anche la filatura della lana e i loro prodotti finiti.
Abbiamo fatto qualche acquisto di souvenir prendendo sciarpe, cappelli e guanti molto belli ma devo dire che l’accoglienza e la simpatia in questo caso lasciavano molto a desiderare.
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Al rientro al nostro splendido Hotel a Cusco (nella camera migliore da noi richiesta) abbiamo scoperto che la città era in pieno fermento per la giornata dell’Inti Raymi. C’era gente dappertutto a fare festa, banchetti di fiera, rumore e vita. Abbiamo deciso di buttarci nella calca: lasciati soldi e documenti in camera d’albergo, a parte lo stretto indispensabile, al suono delle musiche peruviane ritmate ci siamo buttati nella folla.
Spintoni, spiaccicamenti e vicinaza troppo intima sono stati caratteristiche prevalenti di questa stranissima esperienza: le piazze e le vie erano gremite di gente, ovunque c’erano banchetti di artigianato -il che significa che per terra erano stesi dei teli zozzi su cui tutta la merce veniva esposta da venditori e venditrici che, seduti per terra, chiamavano a gran voce i possibili compratori. In ogni angolo c’erano tavolini alimentari con in vendita spiedini di carne, minestre, cibanze salate di origini e tipologie misteriose. Banchetti di dolciumi e di bevande e venditori ambulanti completavano il quadro mentre lungo le vie della città passavano sfilate di danzatori in costume tradizionale e di gruppi di ballerini di ogni età.230615Vallesacra (27)
Faceva un freddo becco e tantissima gente indossava normalmente i ponchi peruviani rossi e variopinti tipici, tanto che mi han fatto voglia e un paio di giorni dopo me ne sono comprato uno come souvenir :)
Non lontano dal nostro albergo, anzi proprio sulla piazzetta a fianco, c’erano allestiti numerosi giochi: un intero campo di tavolini di calciobalilla, diversi giochi da lunapark locale (in cui si tira ad esempio un anello intorno ad alcuni oggetti, che possono così essere vinti) e innumerevoli giochi di carte e dadi cui non abbiamo capito le regole.
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Abbiamo cenato da Don Marcelo e poi sempre in mezzo alla folla festante siamo andati verso l’albergo per riposare in vista del giorno seguente.
E’ stato super divertente e super stancante! Certamente non abbiamo potuto vedere niente di Cusco come si farebbe in una occasione normale, come ad esempio le piazze più belle o i monumenti, ma come dicevo la città era sporca da far paura e non particolarmente attraente e almeno la gente metteva allegria.