270615 Quito (48)Dopo la sfebbrata notturna mi sono sentita un po’ meglio; la colazione in albergo era ricca e abbondante e con tanta scelta, abbiamo fatto un piccolo banchetto e ci siamo preparati per la visita guidata alla città.

La signora americana Jane ci aveva parlato di Quito e di quanto fosse altrettanto sporca e disastrata come Cusco.
Quella sera ho scritto nel mio diario:
Comincio a sospettare che la signora americana parlando di Quito mi abbia fatto delle supercazzole tipo Amici miei.. non è per niente sporca come Cuzco né è mai piovuto e il sig. Romiro che ci ha fatto da guida stamani ha smentito a sua volta tali voci. Dice che vent’anni fa si era sporca e caotica ma il governo ha investito molto in togliere le bancarelle dalla strada, dando però agli ambulanti e ai venditori uno spazio apposta tipo mercato coperto e finanziandone parte delle spese. Ha finanziato lavori di restauro degli edifici del centro storico. Ha promosso campagne sulla guida sicura delle auto, sull’uso delle cinture di sicurezza e sul non uso del clacson.
Il risultato è una città tutto sommato pulita (meno cacche di cane di Savona, anche se non è che brilli eh) e sembra tranquilla.
La zona della città vecchia è resa bella soprattutto dalla conformazione del territorio che è a saliscendi e regala scorci sulle colline intorno a cui si trova. Le piazze e le chiese principali del centro storico sono molto belle. Pullulano di venditori non insistenti e di lustrascarpe.Abbiamo visto la chiesa più decorata d’oro del mondo e altre graziose chiese in compagnia della nostra guida Romiro, un simpatico ecuadoregno che pareva uscito da un fumetto. Ha vissuto diversi anni in Alassio e la sorella vive ancora lì dopo aver sposato un italiano che guida Porsche..
Rideva in un modo molto curioso ed esagerato, piegandosi addirittura in due, e ci ha dato l’impressione di improvvisarsi guida acculturandosi personalmente leggendo e informandosi. È stato simpatico e ci ha scattato molte foto. Il tour è durato poco più di due ore. Le chiese sono in grande fermento perché due giorni dopo la nostra partenza da qui verrà proprio a Quito e a Guayaquil papa Francesco!270615 Quito (9)Una cattedrale spicca perché invece dei soliti gargoyles ha decorazioni a forma di iguane, pinguini, delfini, pellicani e condor!
Siamo molto contenti. Ci ha fatto venir voglia di tornare a visitare il resto dell’Ecuador.
Romiro ci è venuto a prendere alle nove e mentre ci porta in giro nella Città Vecchia ci spiega la storia dell’Ecuador e di Quito.
Quito vuol dire “metò del mondo”. Quitoquara era il popolo che abitava queste zone; gli Inca sono arrivati da Cuzco e hanno conquistato tutta la zona unendosi agli indigeni anche tramite alleanze matrimoniali. Poi sono arrivati gli spagnoli, e ora più del 50% della popolazione è mestiza.Due parole su Romiro: è stato una guida simpaticissima, molto gentile e sicuramente memorabile.
Un omone imponente, spiritoso e sempre pronto a ridere: ogni tanto ci chiedevamo se ride sempre così o se si sforzava per essere più simpatico.. io penso la prima ;)
Ci ha dato l’idea di essere un gran trafficone, in senso buono, per lo stile che aveva nel salutare tutte le persone che incontravamo e i responsabili delle biglietterie delle varie chiese ed attrazioni. Più di una volta siamo entrati dal retro per evitare le code di turisti, e il modo di fare che aveva ci ha indotti a pensare che sia una guida fai da te, una persona intelligente che si è improvvisata a fare questo mestiere e che con ricerche e approfondimenti studia per conto proprio per sapere poi cosa raccontare ai turisti che gli vengono affidati. E’ stato molto bello averlo come accompagnatore e siamo stati contenti di conoscerlo, ed è stato interessantissimo sentirlo parlare appassionatamente del proprio paese e della propria cultura.

E’ stato attento a farci vedere le cose più belle, e a farci alcune fotografie. Il momento più memorabile è stato quando ci ha portati in un chiosco a bere due succhi di frutta artigianali, rassicurandoci che non ci avrebbero fatto male: ci ha fatto assaggiare Guanabana e Naranjilla, erano letteralmente squisiti, ma ci ha spiazzati bevendo tranquillamente anche lui dal nostro bicchiere: viva la condivisione! ^_^°°°

Ci conduce ad ammirare gli esterni della Basilica Del Voto Nacional: siamo poi tornati nel pomeriggio a visitarla perchè siamo rimasti affascinati dalla sua caratteristica più distintiva: i gargoyles foggiati ad animali dell’Ecuador invece che a demoni classici.

Romiro ci ha accompagnati alla Città Vecchia, dalla strada si vede la famosa collina El Panecillo, con la Virgende Quito che veglia sulla città.
Siamo stati nella bella Plaza Grande, animata da numerosi venditori che chiamano a gran voce per le proprie merci e da tanti lustrascarpe che lavorano con i numerosi impiegati elegantemente vestiti degli uffici che si affacciano sulla piazza; abbiamo visitato la Cattedrale, di cui non ho grandi ricordi ma che agli ecuadoregni è cara anche perchè ospita le tombe di due importanti protagonisti della storia di indipendenza dell’Ecuador, Mariscal Sucre e Garcia Moreno.
Romiro ci ha poi portati a visitare la Compagnia di Jesus, splendida negli interni. Guardatevi le foto online, è impressionante: è tutta ricoperta di oro e di finissime decorazioni, è un vero splendore.
Poi abbiamo visto Plaza San Francisco e l’omonima Chiesa di San Francisco, assolutamente la più bella. Pare che sorga ovviamente su un antico tempio Inca, e ha degli intedni davvero riccamente decorati; c’è un bel chiostro con dei pappagalli ed era allestita anche una piccola mostra di quadri. Nella chiesa c’era una funzione religiosa di ordinamento dei nuovi sacerdoti, il che ci ha resi ancora più discreti nel visitarla.

Dopo di che Romiro, la nostra guida spiritosa e dalla risata fin troppo facile, ci ha lasciati. Ci saremmo rivisti la mattina seguente per andare in aeroporto a prendere il volo per le Galapagos.

 270615 Quito (41)
Appena lo abbiamo salutato ci siamo diretti a piedi alla Basilica, che sorge in cima a una collinetta: è davvero molto caratteristica grazie a questi animali scolpiti nella pietra che protrudono dalle sue pareti: squali, tartarughe, pinguini, scimmie, iguane, coccodrilli, armadilli, delfini, e ancora pellicani, cormorani, gufi e puma.
Siamo potuti salire in cima alla Basilica, dove tra l’altro ci sono un baretto e un paio di negozi di souvenir. Proseguendo la salita si arriva all’altezza del grande Rosone frontale, dove una balconata permette di ammirare la navata e le arcate interne; si può camminare su una passarella di legno che conduce attraverso tutto il tetto della navata centrale, fino all’accesso alle due torri. Si sale fino a 115 metri di altezza e si può ammirare dai corridoi esterni il panorama della città e del famoso Panecillo, e per i più arditi c’è ancora la possibilità di arrampicarsi su una traballante scaletta di ferro su una delle ennesime torrette neogotiche della basilica, raggiungendo il suo punto più alto. Io ero già abbastanza provata dall’altezza, e Alberto il coraggioso invece è salito. Brr!

E’ stata una visita bellissima: tra l’altro di fronte si tenevano delle manifestazioni culturali (come in tutta la città, vivissima da questo punto di vista), e c’erano dei gruppi di ballerini che si stavano esibendo con costumi e musiche tipiche.

270615 Quito (84)Abbiamo pranzato piuttosto tardi in un locale super consigliato dalla nostra guida: il San Agustin Heladeria un locale storico davvero bellissimo! Abbiamo assaggiato qualche piatto tipico rimanendo super soddisfatti ma le dosi, abbondantissime, ci hanno messi ko! Nonostante questo ci siamo regalati una coppa di gelato, hanno dei gusti alla frutta sconosciuti e buonissimi. Abbiamo assaggiato di nuovo Naranjilla e Guanabana, e uvilla. Gnam.

Per tutto il resto del pomeriggio abbiamo passeggiato ininterrottamente su e giù per la città; la via più bella è sicuramente Calle La Ronda, nonostante di notte sia più bella ed animata. Ci sono numerosi negozietti artigianali che sono una vera delizia; in un negozio tutto solo di trottole di legno abbiamo acquistato una trottola per papà, e l’artigiano nonchè venditore ci ha dimostrato sul momento che la trottola funziona bene con una splendida esibizione di bravura: ha fatto volare la trottola in aria, lanciandola con il suo cordino, e se l’è fatta atterrare su una mano che ancora roteava perfettamente :)

270615 Quito (85)Siamo pian piano rientrati verso il Parco El Ejido e abbiamo camminato nel quartiere Mariscal finchè siamo arrivati al Mama Clorinda,  di cui avevamo letto molto bene. Essendo troppo pieni per cenare completamente ci siamo limitati a mangiare delle patatine e il dolce tipico Quilombo, un dolce di mais simile a un plumcake avvolto in una foglia: buono.
Nelle piazze di quella zona c’era una manifestazione gay coloratissima e rumorosa, c’era un concerto in piazza Foch e una folla incredibile di gente che ballava e festeggiava.
E’ stata una bella giornata conclusa degnamente!

Ora andremo a nanna. Domani partenza alle sette e mezza, e viaggio in aereo verso le Galapagos. Avremo un tragitto anche in barca e subito nel primo pomeriggio già una visita all’allevamento di tartarughe.
Pare impossibile.