290615Isabela (11)Il 29 giugno è stata una delle giornate più belle di tutto il nostro viaggio.

La sveglia era ancora settata sull’ora del Perù, pertanto è squillata impietosa un’ora prima di quando avrebbe dovuto.

Quindi alle 5 invece delle 6. Evidentemente non era nostro destino dormire! A quel punto dopo aver poltrito un poco ancora abbiamo deciso di sfruttare la situazione e di andare a esplorare un poco la splendida spiaggia. Il cielo quel giorno era ancora molto coperto quindi non ci siamo potuti godere appieno l’alba, ma lo stesso è stato stupendo.

Vento, sabbia, oceano, e sulla spiaggia impronte di iguane. Granchi e pellicani, e le stesse iguane nere appostate sugli scogli. Che bello! E’ stata una passeggiata splendida. Avrei anche avuto voglia di fare un bagno, ma le onde erano così grosse e il cielo così coperto da non mettere proprio tanta voglia di tuffarsi in serenità.
290615Isabela (5)Siamo rientrati all’hotel e abbiamo fatto una abbondante colazioe, e alle 7.30 ci sono venuti a prendere. Abbiamo viaggiato in una jeep con un autista giovanissimo  e una ragazza inglese molto appariscente, dal nome Charlotte. Considerando che il suo nome era assolutamente coordinato con il personaggio (come lo pronunciava sembrava mancare la C davanti e il “te” finale) e considerando che per una escursione sul vulcano è venuta vestita con una canottina semi trasparente e dei jeans corti così corti e bassi da mostrare comodamente il perizoma di pizzo, ancora mi stupisco che il povero ragazzino sia riuscito a guidare senza cadere vittima di un infarto.

Gita sul Vulcano Sierra Negra

290615Isabela (18)Un signore ecuadoregno, piccolino di statura, gentilissimo e in gamba ci ha fatto da guida per questa stupenda escursione. Eravamo 10 gitanti e ci ha guidati e accompagnati lungo il sentiero, vestito di abiti tecnici e con uno zainetto delle tartarughe ninja. Abbiamo percorso i primi 4 km sino al primo Mirador, e sono stati il tratto più duro: spesso in salita. Ho cominciato a dubitare di riuscire a sopravvivere dignitosamente a tutta l’escursione, essendo fuori allenamento. Per fortuna mi sbagliavo, e dopo aver ingranato Alberto ed io abbiamo onorevolmente macinato tutti i chilometri  rimanenti.
In questo primo punto panoramico si può osservare il cratere più giovane, di soli 60 anni fa. La lava è nerissima. La giornata era sempre molto coperta e spesso ha piovviginato, e me ne dispiacevo: invece probabilmente è stato meglio così perchè in battuta di sole avremmo veramente patito il caldo.
Il panorama era molto suggestivo: un cratere così grande da avere i confini persi nelle brume del mattino, nebbie nate dalla terribile umidità che c’era, e tutto intorno una vita ricchissima di insetti, piante, uccellini (tantissimi i fringuelli di Darwin) e animali: lungo il cammino più avanti abbiamo incrociato il cammino di una splendida enorme tartaruga di terra, che al nostro rientro diverse ore dopo era grossomodo sempre ferma lì ^_^

Poco dopo dalle nebbie che avvolgevano alcuni tratti del sentiero sono sbucati alcuni cavalli.. considerando che il primo di loro aveva solo il muso quasi tutto bianco e sembrava un teschio, è stata una apparizione piuttosto suggestiva :D

290615Isabela (30)La gita è stata ragionevolmente faticosa, con diversi momenti di pausa.
Abbiamo raggiunto presto un paesaggio estremamente suggestivo, che mi ricordava senza dubbio la Mordor della mia fantasia. Nonostante questo alcuni cactus continuavano a crescere lungo il sentiero, e in uno di questi abbiamo visto il bellissimo nido a forma di horno di un uccellino hornero, il quale poco dopo è sbucato dal suo nido apposta per farsi fotografare.

Intorno a noi c’erano rocce gialle sulfuree, spettaccolari corridoi di lava rimasti cavi dopo la colata, e enormi fosse e burroni nel cratere. Sicuramente non sono i miei panorami preferiti, ma sono spettacolari.

Quando siamo arrivati sulla cima, il punto finale della nostra escursione, abbiamo potuto mangiare. A ognuno di noi era stato fornito un sacchetto con un frutto, un panino, un pacchetto di biscotti, una bottiglia di acqua e un succo di frutta. Il vulcano è immenso e non se ne vedevano nemmeno i confini.

Una scarpata in pietrisco conduceva a una pietrona posizionata sul ciglio del burrone: sono scesa come tanti altri per scattare una foto ma una volta lì non mi sono certo sentita di mettermici in piedi, che impressione! Nella foto non rende l’idea di quanto era alto ;)

Il rientro è stato molto piacevole nonostante fossimo stanchi: eravamo tremendamente soddisfatti di noi stessi, e le emozioni della giornata erano solo appena cominciate.
290615Isabela (50)Rientrati al nostro albergo avevamo un’oretta di tempo prima che Fernando venisse a prenderci per la seconda attività prevista, sulla quale nutrivo grandissime aspettative: lo snorkelling in una baia chiamata Concha de perla. Abbiamo usato il tempo concesso per mangiare, dato che nonostante il lunch box avevamo un certo appetito, e ci siamo fermati in uno dei bar dietro al nostro albergo, il Mary Sol.
Tavoli di legno tipo banchi di scuola, sabbia ovunque, e una gigantesca tv su cui proiettavano il Signore degli Anelli-Il ritorno del Re in spagnolo ;)
Abbiamo ordinato due hamburger e il mio hamburgesa de queso ha creato un po’ di scalpore: li sentivo chiedersi se era de queso o con queso, abbiamo mandato in totale sbattimento la famigliola che gestisce il bar, è stato davvero comico: alla fine si sono decisi su una ricetta e io ho mangiato un hamburger con formaggio super buono :D
Per digerire ci siamo concessi un poco di relx sulla amaca dell’albergo, di fronte alla spiaggia e al mare: è stato stupendo!

Snorkelling alla Concha de perla

290615Isabela (60)Tempo di metterci i costumi, e via. Fernando ci è venuto a prendere e ci ha portati in un negozietto ad affittare le pinne della nostra misura e maschera e boccaglio, poi in auto ci ha portati nuovamente vicino al molo dove eravamo sbarcati il giorno prima.

Ci ha condotti alla baia: avevamo portato con noi solo i vestiti che avevamo indosso, perciò non abbiamo potuto fare foto. Per mostrarvi di cosa parlo rubo delle foto online. Mi sono molto pentita di non aver portato nemmeno una semplice macchinetta kodak subacquea, quando torneremo in questo paradiso in terra (perchè voglio tornare) rimederemo con più saggezza.

La baia si raggiunge attraverso un pontile di legno che serpeggia in mezzo alle mangrovie. In mezzo al sentiero dormono a 4 di spade enormi iguane giallastre, incuranti di chi passa loro intorno.
Il pontile termina in un moletto di legno a cui è ancorata una sorta di boa che permette, con una scaletta, di scendere in acqua.
La baia è leggermente riparata dagli scogli e le onde dell’oceano, spezzate da queste barriere naturali, non colpiscono più con la loro forza. Fernando ci ha mostrato dove invece le correnti tornano forti e ci ha proibito di nuotare verso quelle zone, pericolose.

Ci ha salutati dandoci appuntamento due ore e mezza dopo.

290615Isabela (61)Ci siamo immediatamente immersi. Ero così emozionata da riuscire a infilarmi maschera e boccaglio senza pensarci troppo. E poi appena immersi l’emozione era già moltissima: pesci coloratissimi e simpaticissimi ovunque si guardasse, ricci di mare, anemoni: un fondale meraviglioso che si alzava a tratti a sufficienza da riposarsi posando con delicatezza i piedi sugli scogli scivolosi, e a tratti si inabissava maggiormente. Ci siamo presi per mano con Alberto e insieme abbiamo nuotato in mezzo alle mangrovie, e all’improvviso da un brando di piccoli pesciolini argentei che nuotava dritto di fronte a noi è sbucata la forma grossa, scura e sinuosa di un leone marino!
E’ stato incredibile, ha nuotato proprio verso di noi e ha iniziato a giocare letteralmente con noi. Passava da uno all’altra, nuotandoci così vicino da poterlo quasi sfiorare: ancora un po’ e affogo per l’emozione, ero senza fiato. Si tuffava in profondità guardandoci, roteava e tornata sul pelo dell’acqua, e poi giù di nuovo invitandoci a seguire le sue movenze: è stata un’esperienza incredibile.
Abbiamo vissuto questo momento speciale tutto nostro perchè eravamo soli in quella zona della baia da soli, poi anche altri turisti si sono accorti della presenza del leone marino e noi ci siamo ritirati a riprendere fiato, lasciando spazio anche a loro.
290615Isabela (59)Eravamo contentissimi e abbiamo continuato a sguazzare nella parte della baia più isolata e senza persone, più vicina al confine proibito.
Ci siamo fermati un momento sugli scogli a pelo dell’acqua che delimitano quelle zone e Alberto si è subito accorto di una presenza da me tanto desiderata. Avevo appena fatto in tempo ad appoggiarmi allo scoglio e a dire che la mia giornata sarebbe stata ancora più perfetta se mai avessi visto un pinguino, che Alberto mi ha indicato una forma a pelo d’acqua: da non crederci! C’era effettivamente uno splendido pinguino delle Galapagos che nuotava a fianco a noi.

Sono rimasta immobile dov’ero per la paura di spaentarlo, ma era concentratissimo nella caccia. Mi nuotava davanti, anche a meno di mezzo metro, e siamo rimastifermi a guardarlo stupefatti e felici: nuotava un po’ sott’acqua, e poi emergeva facendo capolino con la testa ed emettendo un piccolo verso delicato (tipo “mè”), e poi giù di nuovo sott’acqua. Me lo sono guardato bene, felicissima: era proprio stupendo. E a un certo punto, rapido come era comparso, è sparito.

Abbiamo continuato le nostre esplorazioni passando anche dalla zona dei coralli; purtroppo la maschera si appannava spesso. Abbiamo visto uno splendido pesce palla, e altri pesci molto grandi che ci indicavamo l’uno con l’altra senza però sapere cosa fossero. Abbiamo provato anche ad andare nella zona dove la corrente era un po’ più forte ma non ne valeva la pena; l’unica cosa scomoda era la presenza dei tafani, che venivano a infastidirci appena sbucavamo un poco dall’acqua.img_2005

Rientrati nella prima zona vicino al pontile abbiamo ritrovato un leone marino, che però sembrava meno incline a giocare. Si capiva proprio che gli davamo fastidio. Si avvicinava l’ora dell’imbrunire quindi anche lui aveva iniziato a cacciare. Molte delle persone stavano facendo armi e bagagli, e il comportamento degli animali intorno a noi cambiava per la caccia della sera.

Ci siamo fermati a guardare gli scogli pieni di vita. Alcuni granchi rosso fuoco e due uccelli, forse dei cormorani delle Galapagos, hanno iniziato ad appostarsi per la caccia. Noi, fermi fermi nell’acqua, siamo stati spettatori di vari tentativi di uno di loro che però fallivano, finchè l’altro degli uccellini ha acchiappato un pesciolino. Abbiamo riso mentre il primo sembrava rosicare tantissimo. Era un poco in bilico su un ramo di mangrovia, e quando ha alzato una zampetta per grattarsi ha perso la presa ed è scivolato giù. Poi è andato  a protestare dall’altro e il loro alterco ha spaventato il granchio che era lì vicino, che è cascato in acqua. Non vi dico le risate!IMG_5863

Dopo aver osservato ancora un poco il leone marino ci siamo avviati per uscire dall’acqua. Io però non volevo ancora mettere fine a questa esperienza e nonostante fossi infreddolita sono rimasta dentro. Improvvisamente una enorme forma nera mi è passata vicina: una manta, grande più di due metri. Impressionante! Ero così sovra eccitata che non ho nemmeno avuto paura (Alberto sostiene che fosse una razza, e lui ci teneva tanto a vederne una: se l’è guardata da sopra il pontile, ammirandola dall’alto mentre mi nuotava placida vicino. Faceva molta impressione e me la sono guardata per bene. Poi quando si è diretta verso di me mi sono un po’ impressionata e mi sono allontanata, e finalmente sono uscita dall’acqua.

Mentre tornavamo all’albergo accompagnati da Fernando non smetteva di battermi forte il cuore: tutte le splendide emozioni di questa esperienza si alternavano rapide in me ed ero sovreccitata come non mai: vorreri ripeterla cento volte!

Dopo la doccia e un po’ di relax in camera abbiamo fatto due passi in Puerto Villamil cercando francobolli e acquistando piccoli souvenir e cartoline nei negozietti.

Abbiamo cenato di nuovo a El Faro , dove stavolta ci hanno servito un’ottima zuppa e del pesce con una salsa ai gamberetti e riso bianco: di nuovo un’ottima cena.gyclgwaw-1327155919-700x525

All’albergo abbiamo dormito di nuovo benissimo, nonostante fossero arrivati dei ragazzi in gruppo e facessero un po’ di cagnara. Eravamo gratificati dalla splendida giornata appena vissuta :)
Io tornerei a Puerto Villamil subito, e ci trascorrerei almeno 4-5 giorni alternando escursioni come quella sul Sierra Nigra a infiniti bagni nella baia Concha de Perla. Assolutamente uno dei posti più emozionanti che io abbia mai visitato.

Le emozioni di quel giorno

Quel giorno stesso, la sera, ho scritto queste considerazioni:

Non ci sono parole per descrivere la giornata di oggi.
La gita al vulcano è stata bella, faticosa, umidissima, gratificante. Dopo aver pranzato e fatto un poco di siesta sulle sedie sdraio di fronte all’albergo siamo stati portati prima a scegliere pinne maschera e boccaglio e poi alla Concha Perla.
È vicino all’imbarcadero, è una baia protetta da formazioni di scogli quindi per lo più senza corrente forte e molto riparata dalle onde dell’oceano. Mangrovie la circondano e il fondale spesso è costituito di scogli alti su cui ci si può accoccolare.img_2003

In acqua abbiamo visto miriadi di pesci curiosissimi il cui nome ora mi sfugge, pesci anche grossi splendidi, un pesce palla (!!!) Ma soprattutto.. appena entrati in acqua siamo andati solitari vicino alle mangrovie e da un branco di pescetti di fronte a noi è sbucato un leone marino, che si è messo a giocare con noi nuotandoci così vicino da essere quasi toccabile. Non è possibile descrivere cosa sia vederlo che si tuffa e si gira nell’acqua e poi ti guarda come attendendo che lo faccia anche tu. Tu gli nuoti dietro e lui torna e ti passa vicino. Quasi ti sfiora. È davvero incredibile! Eravamo solo noi tre e finché gli altri non si sono accorti di cosa succedeva è stato un momento solo nostro. È stato bellissimo!

 Subito dopo in una zona dove di nuovo eravamo solo Alberto ed io ci ha avvicinati un pinguino. Un pinguino!!!
Si è messo a cacciare a meno di mezzo metro da noi, su e giù nell’acqua! Mamma mia…

 Dopo due ore in acqua non sarei ancora uscita. Non sarei mai uscita!
Abbiamo nuotato di nuovo con il leone marino e poi quando Alberto era già uscito dall’acqua ho visto una forma nera.. enorme…e vicino mi è passata maesosa una manta enorme! È stato incredibile.

 Mentre ci asciugavamo c’erano vicino a noi enormi iguane e sulla spiaggia non distante altri leoni marini addormentati che parevano Morwen quando le prende l’abbiocco.

 Indimenticabile.
Vado a dormire cullata da queste sensazioni.

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