Al mattino del 1° luglio ero sovreccitata.

12115785_10153599960399654_5966747765752692675_nCi siamo comunque svegliati presto, in linea con gli orari della vacanza, perchè come accennavo l’albergo è bellissimo ma la strada è molto rumorosa. C’erano numerosi galli nei dintorni, probabilmente nei cortili, e il loro canto unito al vociare di alcuni passanti e al passaggio di diverse macchine ci ha svegliato piuttosto presto.

Avevamo comunque dormito molto bene, quindi eravamo riposati.

Ho fatto colazione sperando di non soffrire il mal di mare durante la giornata, e alle 8 eravamo pronti: finalmente era una bella giornata di sole!

All’imbarcadero ci siamo trovati nuovamente sul nostro pontile, ormai conosciuto. I nostri compagni di viaggio erano una famigliola di 4 americani, mamma papà e due bimbe simpaticissimi. Una famigliola più schiva e riservata sempre anglofona, origini sconosciute, papà mamma e bimbo. Una coppietta penso spagnola. Il gruppo in sè era piuttosto gradevole, educato e piacevole.

La guida Sandro Parades era un personaggio simpatico, giovane, che più o meno ci ha spiegato il programma della giornata.

12108763_10153599960289654_4613281717829875862_nAvremmo raggiunto l’isola Santa Fè, sulla quale non si può salire tranne che con alcuni permessi speciali. Avremmo fatto un paio di immersioni in due zone differenti, pranzato in barca e poi raggiunto una spiaggetta sulla via del ritorno dove avremmo potuto fare un ultimo bagno, non prima però di aver fatto una pescatina. Un programma eccezionale!

La prima tratta del viaggio è andata benissimo; da Santa Cruz a Santa Fè ci abbiamo messo circa 40 minuti; il mare era un po’ mosso ma niente di che, e durante il viaggio non me la cavo male: comincio a soffrire quando la barca si ferma all’ancora per lo più.

Arrivati in vista delle coste dell’isola abbiamo potuto avvicinarci e ammirare le famose Sule con i piedi azzurri, proprio quando cominciavo a disperare di vederle: che buffe! Sembra che abbiano immerso becco e zampette nella vernice azzurra :)

Abbiamo proseguito un pochino e il nostro motoscafo si è ancorato non distante dall’isola, in una bella zona lontana dagli scogli e con un fondale stupendo: era il momento della prima immersione!12074896_10153599960854654_6783271450006194267_n
Ci hanno dato pinne di misura e maschera e boccaglio, stavolta ben lavati in acqua saponata per non appannarsi. Sandro Parades si è immerso con noi e nuotando ha cominciato a indicarci dei meravigliosi branchi di pesci, coloratissimi o numerosissimi!  Alcuni erano piccolissimi, tipo branchi immensi di sardine, altri erano più grandi e azzurrini, color celeste chiaro.

Abbiamo visto anche una grossa stella marina giallo brullante, e poi è arrivato un branco di pescetti immenso, davvero immenso, che non sapendo cosa fosse dichiareremo “acciughine”. Era bellissimo nuotar loro vicino e vederle spostarsi in blocco.

La scena più bella per me è stata vedere arrivare un cacciatore locale: un gabbiano o un pellicano si è tuffato in acqua come un siluro per mangiare qualcuno di quei pesci, esplodendo una miriade di bollicine: ho sentito un botto fortissimo che era il rumore del suo tuffo nell’acqua, e ho visto una lunghissima colonna di bollicine, e ho capito cos’era giusto in tempo per vederlo risalire verso la superficie. Che esperienza :)

12074898_10153599961199654_8384350813614667669_nCi hanno lasciati stare in acqua tanto tempo, senza pressarci per risalire: i fondali sono davvero stupendi, avrei tanto voluto vedere nuotare anche una tartaruga! L’acqua dopo un po’ era freschina e mi sono rassegnata a risalire. Ci attendevano a bordo con un asciugamano pronto e con un piccolo aperitivo, che bella sorpresa! Sprite, banane, patatine e biscotti, per tutti i gusti! E’ stato molto bello sgranocchiare qualcosina in quel bell’angolino di mare.

Ci hanno poi portati nel secondo punto di immersione: di fronte a una colonia di leoni marini! Che spettacolo!

Era un bellissimo posto di fronte agli scogli, dove innumerevoli leoni marini dormivano oppure si tuffavano in acqua per nuotare con i turisti.

Quando ci siamo immersi ero davvero emozionata: ho scelto di rimanere per un po’ semplicemente ferma nell’acqua guardando sotto, a stella marina, perchè c’erano talmente tanti leoni marini in acqua che per vederli nuotare bene liberi e felici bastava star fermi e godersi lo spettacolo. E’ stato simpatico Sandro che mi ha vista lì ferma e deve aver pensato che non avevo coraggio, e quindi è venuto vicino a me per spronarmi a immergermi e ad avvicinarmi, che carino!

12106995_10153599962104654_2724692706925961942_nInsomma, chevvelodicoaffare, nuotare con loro è un’esperienza unica.
Eravamo attorniati: a un certo punto mi sono girata su me stessa, sott’acqua, e mi sono trovata davanti a meno di un braccio di distanza il musetto di uno di loro, anche infastidito che fossi così vicina: sono bellissimi, con quegli occhietti neri e il nasino i baffetti e le orecchiette.. verrebbe voglia di sprimacciarli!
A un certo punto sono andata per tirare il fiato vicino ad Alberto, che era seduto su uno scoglio, e lui mi ha tirata via bruscamente: la forma scura su cui stavo per cercare di sedermi non era un altro scoglio bensì un leone marino ^_^ erano davvero dappertutto, e vicinissimi!
Alberto è risalito a bordo prima di me ed è stato gentilissimo perchè così ha potuto farmi alcune fotografie: che bello!
Avevo ormai freddo quindi sono dovuta arrendermi anche io e risalire: non sarei mai uscita da quell’acqua meravigliosa!

Era ormai ora di pranzo e abbiamo trovato un tavolino imbandito con tutti gli ingredienti necessari per preparare dei buonissimi tacos! Insalata, carne, pesce, pomodori, salsine.. erano molto buoni e gli altri passeggeri erano gentili e civili, quindi ognuno si è servito in ordine e senza esagerare e c’era da mangiare per tutti.

12106752_10153599961969654_4073363000955656676_nHo approfittato per prendere un’altra xamamina perchè stare fermi all’ancora come sempre mi dava problemi, e presto siamo ripartiti: hanno montato tre grandi canne da pesca e hanno portato il motoscafo a un’andatura leggera e lenta, che lo faceva beccheggiare e rollare troppo, facendomi peggiorare il leggero mal di mare che avevo.
Quando finalmente una delle canne ha agganciato qualcosa hanno fatto perscare Alberto: alla fine ha tirato su un gigantesco e coloratissimo tonno, che è stato ampiamente fotografato! E’ stato divertente ma non proprio una pesca eccitante, è quasi solo una lotta di resistenza.

Presa la nostra preda, che pensavamo che sarebbe finita sul tavolo della cena dei nostri accompagnatori, abbiamo finalmente ripreso una bella andatura tornando verso Santa Cruz: mi piace molto stare al sole in barca, esposta agli spruzzi del mare: è stato rilassante e rinfrescante :)

Quando siamo arrivati hanno gettato l’ancora vicino a una spiaggetta da sogno: circondata di vegetazione e mangrovie, bianchissima e contornata da scogli nerissimi, con un mare verde acqua da sogno. Nell’acqua però nuotava anche qualche manta e qualche piccolo squaletto, quindi a fare il bagno io non ero proprio a mio agio. Inoltre l’acqua non era cristallina stavolta bensì molto opaca, probabilmente per la sabbia.11059863_10153599961154654_3420546125070613371_n

Allora abbiamo fatto due passi sulla spiaggia, scoprendo che non era possibile senza essere assillati da degli enormi tafani neri perniciosissimi! Insomma, spiaggia da sogno ma un po’ disagevole :D

Mentre noi sguazzavamo e facevamo fotografie i nostri amici ecuadoregni hanno iniziato a pulire il tonno pescato, gettandone i resti in acqua e preoccupandomi ancora di più per il discorso squaletti: infatti a un certo punto sono rimasta solo io in acqua, non volevo venir via come sempre, ma quando Alberto dal motoscafo mi ha avvisata che uno squaletto nuotava verso di me mi sono tanto spaventata da salire in barca così in fretta da farmi un livido contro un bullone sporgente :P
Ad aspettarci c’era una nuova sorpresa: salsa di soia, sashini di tonno appena pescato, e birretta fresca! Che servizio ;)

Il piccolo rinfresco consumato ammirando la spiaggia e avvistando ogni tanto una piccola manta e gli squaletti è stato la degna conclusione di questa gita indimenticabile!

12088319_10153599962249654_6757678581449046606_nDa lì purtroppo la strada per Puerto Ayora è stata brevissima e alle quattro eravamo già a terra. Io sarei tornata immediatamente in mare..
Non abbiamo ricevuto indicazioni (nè saluti effettivamente) dalla nostra guida riguardo a quello che sarebbe successo, quindi ci siamo considerati liberi e siamo andati per conto nostro. Avevamo ancora un briciolo di energie e ormai era un punto d’onore trovare i francobolli. La sera prima una signorina di un’agenzia ci aveva dato finalmente qualche indicazione più chiara.

Siamo andati fino alla grande statua della tartaruga, che segna un po’ la fine del paese prima dell’inizio del Centro Ricerche Darwin, e abbiamo lasciato la Charles Darwin Avenue per risalire in senso perpendicolare rispetto al mare: abbiamo chiesto nuovamente indicazioni per il correo e ci hanno indirizzati correttamente: finalmente ce l’abbiamo fatta!!! A quel punto abbiamo concluso la passeggiatona tornando verso il nostro albergo.

Verso le sette dopo esserci riposati un po’ siamo scesi nella hall, perchè il nostro programma diceva che ci sarebbe stata la solita cena prenotata. Una delle guide locali è venuto a prendere altre persone (la famigliola ormai conosciuta di vista) e ci ha dato indicazioni per la partenza del mattino seguente, dicendoci che invece per questa serata saremmo stati liberi!
Ci hanno suggerito di provare la food court locale, una via di bancarelle alimentari e ristorantini prevalentemente di pesce dove avrebbero accompagnato anche gli altri: è stato un bellissimo suggerimento! L’avevamo già addocchiata, e così ci siamo convinti a cenare lì: abbiamo selezionato la bancarella Renato’s e abbiamo ordinato la Langosta alla Plancha Alberto e Arroz con Langosta io.11240481_10153599962414654_3347769465047206098_n
Il cameriere non si è scritto le nostre ordinazioni, e per due volte è tornato a chiedere se volevamo Langosta o Langostina (scampi). E noi a insistere che vogliamo Langosta.
Poi viene anche la signora che gestisce il chioschio, chiaramente la padrona matrona, e ci chiede di nuovo con una langosta in mano se vogliamo proprio quella. Si grazie, chevidobbiamofirmareuncontratto per avere sta langosta?

Alla fine ce l’abbiamo fatta, ed entrambi i piatti erano squisiti :)

Dopo la cena abbiamo fatto due passi, anche perchè eravamo strapieni ed era la nostra ultima sera sulle isole.
Al pontile abbiamo visto due leoni marini in una scena tenerissima, erano su uno dei gommoni a riposare, e il piccolo stava tettando così rumorosamente da sentirsi a distanza e sopra al rumore del mare: lo potete sentire anche voi guardando questo video!
Ci siamo rilassati un poco su una panchina, appagati di questa splendida vacanza e cercando di convincerci di essere pronti a ripartire. Io no nlo ero per niente, sarei rimasta lì almeno un’altra settimana!