030715Guayaquil (14)Caldo e sole a Guayaquil. Mi mancano le Galapagos, le loro spiagge e il loro mare.

 Ci siamo svegliati di nuovo piuttosto presto, sia per la luce sia per il traffico della città, sia per l’abitudine, immagino. Dopo una colazione al Ristorante La Canoa, di fronte all’albergo e a lui affiliato, siamo tornati al Parchetto Bolivar delle Iguane, perchè io desideravo una foto con un’iguana :)

Poi ci siamo avviati lungo il Malecon per raggiungere la Collina di Santa Ana, e il quartiere Las Peñas.

Alle dieci del mattino sia la passeggiata lungofiume sia il quartiere di Santa Ana erano come ancora addormentati. Probabilmente sarebbero stati più belli da visitare la sera ;)
Sotto la collina di Cerro Santa Ana c’è una viuzza molto graziosa in cui le facciate storiche sono dipinte di tenui color pastello e si affacciano sulla via delle belle balconate di legno: questo, abbiamo ricostruito, è la via che papà ricorda come la via del quartiere spagnolo.
Quando papà è stato in Ecuador era rimasto sbalordito dalla presenza improvvisa tra queste casette spagnole di una casa giapponese, costruita assolutamente in stile giapponese e quindi che saltava all’occhio in maniera davvero curiosa: avrei tanto voluto ritrovarla ma non è stato possibile, probailmente non esiste più purtroppo.
11707538_10153380751914654_8562321699776794429_nCi siamo avviati alla famosa salita turistica sotto un sole che alle 10 del mattino era già abbastanza cocente. Il quartiere è molto grazioso, ma nella quiete del mattino era deserto salvo che per la presenza, rassicurante e inquietante al contempo, di numerose guardie armate di tutto punto che sorvegliavano il nostro passaggio.
Li sentivamo comunicare con le radioline e ogni volta che uscivamo dal campo visivo di uno di loro sentivamo che comunicava alla guardia successiva che una coppia era passata e attendeva conferma che anche l’altra guarda ci vedesse arrivare. Davvero è stato l’unico momento in cui non ci siamo sentiti proprio tranquilli.

A un certo punto abbiamo tentato di lasciare la via principale per vedere se dietro un certo angolo si aveva una bella visuale del fiume per una foto, e la guardia ci ha sbarrato il passo indicandoci di tornare indietro che di là era pericoloso.. “no senor, es perigloso“… O_o

Siamo finalmente arrivati in cima, ma anche qui le eventuali attrazioni dal faro (una sorta di galeone spagnolo che fa servizio bar ma credo sia anche visitabile di suo) erano chiuse. Tutti i bar e i negozi di souvenir erano chiusi. Quando siamo arrivati fin su siamo stati gratificati da una bella vista, è possibile anche salire fino sul faro e godersi il panorama dall’alto. Tutto sommato è stata una piacevole escursione.

030715Guayaquil (50)Scendendo nuovamente ci siamo fermati a tirare fiato dal gran caldo in un baretto che era aperto e c’è stato il simpatico siparietto della cocacola: c’era un ragazzino a sevire al bar, e abbiamo ordinato una cerveza Alberto e una coca io. Lui porta la birra e poi mi dice che se aspetto un momento porta la coca.
Sparisce. Dopo un minuto lo vedo uscire in strada e andare di fronte in un altro bar: è andato a comprare lì la cocacola, evidentemente l’aveva finita, e poi con grandissimo stile me l’ha portata ^_^
Alla base del Cerro Santa Ana siamo riusciti finalmente a trovare un negozio aperto, una specie di corte interna in cui diversi espositori avevano allestito le loro bancarelle.
Abbiamo fatto una veloce visita anceh alla mostra nel Maac http://www.museos.gob.ec/redmuseos/maac/, il museo alla fine del Malecon.Era una mostra con numerosi reperti archeologici molto antichi, ben curata e bella, con una grandissima collezione di statuine e di vasellame.

Di fronte alla struttura vicina, un altro museo credo di cui non ho afferrato il nome, erano esposte delle fotografie enormi stampate su grandi pannelli che erano davvero stupende, in stile National Geographic con soggetto gli abitanti dei mari ghiacciati del polo nord, quindi foche orsi e pesci stupendi. Avremmo volentieri visitato la mostra relativa ma era chiusa da giusto un paio di giorni, sob.

10995640_10153380750874654_9153721009393941250_nPasseggiando lungo il Malecon abbiamo deciso di pranzare sul presto in un bel Cafè Victoria, ombreggiato e vicino a un piccolo stagno.
Il pranzo in sè è stato discreto, l’enorme gelato al gusto malaga che mi hanno servito dopo era davvero davvero buono.

All’ombra e al venticello si stava molto bene.

Rientrati in albergo abbiamo avuto tempo di fare una bella doccia e i chiudere, finalmente, per l’ultima volta la valigia.
In aeroporto abbiamo gironzolato un poco e fatto qualche ultimo acquisto di artigianato ecuadoregno e di souveir, trovando anche cose graziose.

Il nostro volo avrebbe fatto uno scalo molto lungo a Madrid, il giorno seguente, e speravamo di avere il tempo per visitare un poco la città.

E’ strano ripartire verso casa dopo una permanenza così lunga in luoghi così esotici. Pur essendo stanca e ben contenta di tornare a casa mi si stringeva il cuore al pensiero di ripartire: ogni meta che abbiamo visitato mi è rimasta molto impressa nel cuore, e non volevo che i ricordi sbiadissero nel tempo come eventualmente fanno.
A volte sembra quasi di non essere mai partiti, e che sia stato tutto un sogno…